Conoscevo la Schiacciata fiorentina, ma non l'avevo mai fatta e siccome volevo fare un dolce di carnevale nella teglia rettangolare Guardini, invece delle solite chiacchiere che avevo già fatto, ho deciso di provare questa insolita torta con lievito di birra. Mi è piaciuta subito la ricetta che ho trovato nel blog "Il mondo di Luvi" e la trovate qui.
Riporto fedelmente le informazioni sulla torta che ho trovato nel blog "Il mondo di Luvi": "La forma classica è rettangolare, non dovrebbe superare i 3 cm di altezza quando cotto e deve rimanere morbidissimo. Caratteristico è il disegno del giglio simbolo di Firenze che viene fatto al centro con la polvere di cacao, mentre tutt'intorno vi è sparso lo zucchero a velo.
Esistono diverse varianti e può essere riempita con panna montata, glassa o crema di cioccolato.
Ingredienti:
500 grammi di farina 0
200 grammi di zucchero semolato
200 grammi di strutto
2 uova
1 arancia (scorza + succo)
20 grammi lievito di birra
250 grammi di latte intero
per decorare: zucchero a velo, cacao amaro
Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido e mescolarlo con 300 grammi di farina. Lasciarlo lievitare coperto fino al raddoppio, circa 1 ora.
Una volta lievitato impastare il primo impasto con i 200 grammi di farina, le uova sbattute con lo zucchero, il succo e la buccia grattugiata dell'arancia.
Si otterrà un impasto liscio, aggiungere quindi poco per volta lo strutto, alla fine avrete un impasto molto morbido, ma consistente.
Mettetelo in una teglia rettangolare imburrata e infarinata, e fatelo lievitare ancora per due ore, deve arrivare al bordo della teglia, se rispettate le misure.
Alla fine infornate il dolce a 180°C per 45 minuti (dipende molto dal vostro forno). Fate la prova stecchino e se è cotto tiratelo fuori e fatelo freddare su una gratella. Una volta freddo sformatelo e fate la decorazione. E' buono, ha un sapore molto delicato e tipico del lievito di birra, è un dolce diverso dai soliti di carnevale.
mercoledì 23 febbraio 2011
lunedì 21 febbraio 2011
Boeuf Bourguignon con LeCreuset
Per presentare la mia collaborazione con LeCreuset, i migliori in fatto di casseruole in ghisa smaltata, non potevo non scegliere una ricetta famosa e francese, una ricetta di lunga cottura in forno, e la migliore è senza dubbio il Boeuf Borguignon. Io non sono un'amante di carne, ma se devo fare un piatto di carne, vado sulle ricette più famose, non mi metto ad inventare nulla. Avevo già fatto stracotto, brasato al Barolo e altre ricette dove la carne fa da regina, ma questa le batte tutte. La preparazione non è difficile, è lunga la spiegazione, è un po' più complicata di uno spezzatino, ma quando si solleva il coperchio dopo 3 ore di cottura, gli odori che si sprigionano nell'aria, sono paradisiaci. Il vino, trasferisce il suo bouquet alla carne e nell'aria si mischiano aromi, di timo, di lauro, lardo, pancetta, cipolline glassate e vino: sì l'odore che riempie la casa è quello del vino, un buonissimo Rosso del Conero, un bel vino abbastanza corposo, in sostituzione del Chianti che ieri, non era disponibile in nessuna delle due enoteche che ho visitato.
La verità è che io volevo rifare alla perfezione la ricetta di Julia Child, ma ahimé per il Beaujolais è tardi, non si trova più, il Chianti non l'ho trovato e così ho pensato di ripiegare in quel rosso che mi dava fiducia. La ricetta l'ho copiata fedelmente da qui, senza omettere nulla o aggiungere nulla, l'unico cambiamento è nel vino.
Ingredienti:
160 grammi di pancetta
1,3 kg di polpa di manzo tagliata a pezzetti grossi
olio evo
1 cipolla
sale, pepe
farina
750 ml di Beaujolais, o Borgogna, o Chianti, comunque un vino molto corposo
500/750 ml di brodo di manzo
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 spicchi di aglio schiacciati
timo, alloro
cotenna bollita di pancetta
per i contorni da servire insieme al boeuf bourguignon: cipolline glassate e purè di patate.
1. Pancetta: prima bollire e poi rosolare.
2. Carne: tagliare a cuboni, rosolare e poi infarinare
3. Verdure: tagliare a fettine carota e cipolla e poi rosolarle
Togliete la cotenna alla pancetta e tagliate la stessa a bastoncini, mettetela nell'acqua, bollente, e fatela sgrassare per 10 minuti, poi mettetela ad asciugare.
Prendete una casseruola (io ho preso la cocotte LeCreuset), versateci l'olio e fate rosolare la pancetta poi trasferitela in un piatto, nel frattempo tagliate a cubettoni la carne e fatela rosolare nell'olio. Togliete anche la carne. A questo punto versateci la carota affettata e la cipolla, fate rosolate anche queste. Rimettete nella casseurola, la carne e la pancetta, spolverizzate con due cucchiai di farina e mettete il tegame nel forno già caldo 230°, lasciatelo 5 minuti, date una bella girata alla carne e ancora 5 minuti in forno, questo serve a far dorare la farina attaccata alla carne.
1. Vino e brodo sulla carne, devono coprirla
2. Aggiungere tutto il resto, coprire e far sobbollire per 3 ore
3. Controllare ogni tanto se il livello del liquido va bene, altrimenti
aggiungere brodo
Per accompagnare la carne, ho fatto delle cipolline glassate all'aceto balsamico: mettete le cipolline borettane, in una padella (non si devono sovrapporre) con olio e burro, fatele rosolare lentamente da una parte e dall'altra, poi aggiungete dell'aceto balsamico, dello zucchero e copritele con del brodo, fatele cuocere piano e a metà cottura (dopo 20 minuti) giratele così si scuriscono anche dall'altra parte.
Per il purè di patate vi rimando alle istruzioni che sono nella scatola del vostro purè perché io mangio solo quello in scatola fino a quando le patate non saranno di nuovo quelle di una volta, cioè meno acquose e più farinose.
Non si può descrivere la cremosità di questa carne cotta così a lungo se non si assaggia, è deliziosa, morbida, tenera, saporita, e nello stesso tempo leggera. Certo la cottura nella pentola chiusa fa in modo che i suoi aromi, i suoi odori rimangano tutti all'interno e per questo le pentole in ghisa sono l'ideale.
Con questa ricetta partecipo al contest della carissima Imma in collaborazione con LeCreuset che trovate qui
venerdì 18 febbraio 2011
Marmellata di melangoli (arance amare)
L'ultimo fine settimana l'ho passato nella bellissima Umbria, ho trovato e comprato tante cose "mangerecce. Uova ancora calde, ricotta, salsicce, e verdure. Poi sono stata attratta da un albero: un arancio, ma selvatico: il melangolo. Con le arance amare ci vengono delle marmellate meravigliose, adattisisme da mangiare con i formaggi, oltreché per fare stupende crostate. L'albero in questione è nel giardino di amici di mia sorella, che dietro mia richiesta, mi hanno regalato le arance, tutte. Poi hanno diversi ulivi carichi di olive che quest'anno non hanno colto, ed io ho raccolto anche le olive.
Arrivata a casa ho lavato le olive, asciugate, messe in forno per 10 minuti, e tutti i giorni ad una temperatura bassa, altrimenti si cuociono, per 10 minuti sono diventate buonissime, si sono appassite e hanno perso il loro amaro, adesso le metto in un barattolo e le userò per la pasta, per la cacciatora toscana, o per condire.
Le arance. Ho fatto un giro nel web ed ho trovato una bella (secondo me) ricetta di marmellata di melangoli, chi volesse vedere il sito lo trova qui
Ingredienti per 1 chilo di arance già tagliate:
1 chilo di melangoli (arance amare)
600 grammi zucchero
100 grammi zucchero di canna
1 arancia da spremere
1 limone piccolo
Lavate, punzecchiate e mettete a bagno per 3 giorni le arance cambiando l'acqua 2 volte al giorno. Al terzo giorno, tagliate finemente le arance, mettetele in una pentola o tegame con il fondo spesso, unite poi gli altri ingredienti e accendete il fuoco, fate cuocere a fiamma bassa per circa 1 ora e mezza. Una volta cotta, mettete la marmellata nei barattoli precedentemente sterilizzati e capovolgeteli, dopo qualche ora si creerà il sottovuoto e questo vi permette di non bollire nuovamente i barattoli, controllate comunque i coperchi, se non dovessero essere sottovuoto fateli bollire mettendoli in acqua fredda per 20 minuti. Riponeteli al buio e aspettate 10-15 giorni prima di mangiare la marmellata.
Con questa ricetta partecipo al contest "La banda dei broccoli"
Arrivata a casa ho lavato le olive, asciugate, messe in forno per 10 minuti, e tutti i giorni ad una temperatura bassa, altrimenti si cuociono, per 10 minuti sono diventate buonissime, si sono appassite e hanno perso il loro amaro, adesso le metto in un barattolo e le userò per la pasta, per la cacciatora toscana, o per condire.
Le arance. Ho fatto un giro nel web ed ho trovato una bella (secondo me) ricetta di marmellata di melangoli, chi volesse vedere il sito lo trova qui
Ingredienti per 1 chilo di arance già tagliate:
1 chilo di melangoli (arance amare)
600 grammi zucchero
100 grammi zucchero di canna
1 arancia da spremere
1 limone piccolo
Lavate, punzecchiate e mettete a bagno per 3 giorni le arance cambiando l'acqua 2 volte al giorno. Al terzo giorno, tagliate finemente le arance, mettetele in una pentola o tegame con il fondo spesso, unite poi gli altri ingredienti e accendete il fuoco, fate cuocere a fiamma bassa per circa 1 ora e mezza. Una volta cotta, mettete la marmellata nei barattoli precedentemente sterilizzati e capovolgeteli, dopo qualche ora si creerà il sottovuoto e questo vi permette di non bollire nuovamente i barattoli, controllate comunque i coperchi, se non dovessero essere sottovuoto fateli bollire mettendoli in acqua fredda per 20 minuti. Riponeteli al buio e aspettate 10-15 giorni prima di mangiare la marmellata.
Con questa ricetta partecipo al contest "La banda dei broccoli"
| foto bruttissima ma le ho guardate dopo aver tagliato tutte le arance... |
mercoledì 9 febbraio 2011
Torre di crepes di farina di riso, farcite con cavolo rosso e robiola
L'ho inventata, questa volta non devo mettere nessun link, l'ho costruita appositamente per presentare questo bellissimo coppapasta della Guardini, è nuovo, in bellissimo acciaio inox, ma la vera novità è nello stantuffo, cioè tu puoi riempire il coppapasta fino al bordo, senza nessun problema, dopo inserisci lo stantuffo e lentamente spingi cosicché il contenuto rimane nel piatto e il coppapasta rimane vuoto e grazie allo stantuffo (si vede benissimo nella foto) la forma rimane perfetta. Mi sono trovata molto bene.
Io cucino spesso il cavolo rosso, non sto a dirvi quanto bene facciano i cavoli, di tutti i colori, ma quello rosso si presta a diverse interpretazioni.
Le crepes le ho fatte con la farina di riso e pertanto è una ricetta che può andare bene anche per i celiaci, non c'è assolutamente glutine.
Ingredienti per le crepes:
150 grammi di farina di riso,
3 uova,
un bicchiere di latte, ma siccome non ne avevo ho messo acqua,
3 cucchiai di burro fuso ma non caldissimo
nell'impasto ho messo un cucchiaio di pepe, macinato al momento, di vari colori più il pepe di cajenna con quei buonissimi odori speziati.
Ingredienti per la farcitura:
cavolo rosso tagliato fino e fatto stufare in padella lentamente solo con il sale,
robiola,
sale e pepe (poco)
cercare di rendere il cavolo una crema, ma solo girandolo con un mestolo di legno e poi aggiungere la robiola, non so dirve quanta ce ne vada, cercate di regolarvi anche assaggiando e quando il sapore vi piace, vuole dire che va bene, comunque su metà cavolo rosso basta un panetto di robiola. Mischiate bene.
A questo punto ho preso il coppapasta, l'ho appoggiato sulle crepes e ho tagliato tanti quadretti, poi ne ho messo uno come base e ho cominciato a riempire il coppapasta di farcia, un altro quadretto e ancora farcia, fino a riempirlo tutto, poi aiutandomi con lo stantuffo (mi sono dimenticata di dire che l'interno l'ho leggermente passato con l'olio) ho fatto scendere la mia torre che è risultata perfettamente diritta.
Ho frullato un pò di cavolo con del liquido e l'ho messo a specchio nel piatto, ci ho adagiato la mia torre e l'ho decorata.
Questo coppapasta con lo stantuffo è molto comodo per impiattare in modo perfetto ogni tipo di pietanza, come per esempio il risotto.
Con questa ricetta partecipo al contest TESTA DI RAPA! di Vaniglia, Zenzero e Cannella che trovate qui
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