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lunedì 12 agosto 2013
Torta della nonna con crema pasticcera e amarene
Torta della nonna con crema pasticcera e amarene home made
Oggi una bella crostata, anzi una torta della nonna, uno scrigno di morbida e croccante pasta frolla con dentro una dolcissima crema pasticcera e tante amarene home made, comprate pulite messe nei barattoli con lo zucchero ormai da due mesi, sono visciole e amarene, le prime più asprigne e molto dolci le altre, ogni anno le preparo perché in inverno sono ottime nello yogurt, sul gelato alla crema e anche nel tè.
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martedì 16 luglio 2013
Plum-Pudding (Budino inglese di Natale) per l'Abbecedario culinario d'Europa
Ripubblico molto volentieri questo plum pudding che avevo fatto per una persona molto speciale che purtroppo non è riuscita ad assaggiarlo.
Eccoci arrivati con una velocità incredibile nel Regno Unito, e nel blog di Alessandra che ci guiderà alla scoperta di questo splendido Paese. L'Irlanda è alle nostre spalle con i suoi prati verdi, le sue immense distese, le torbiere, mi è rimasta nel cuore.
Avevo fatto, diversi anni fa il plum pudding, mi piace misurarmi con le cose difficili e dico la verità fu un successo, ve lo lascio anche se siamo lontani dal Natale
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sabato 30 marzo 2013
La Pastiera napoletana
Con la Pastiera napoletana, tipico dolce pasquale, siamo al terzo nostro appuntamento. Il nostro appuntamento mensile con "Quanti modi di fare e rifare". La pastiera è il classico dolce italiano conosciuto anche all'estero, è buono, sa di primavera, è il dolce che segna il confine tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Noi siamo andate a cercare il sito ufficiale della pastiera che trovate qui.
E' una bella ricetta non difficile, però ci sono ingredienti che forse tutti non possono reperire e infatti le mie amiche hanno avuto difficoltà con il grano, ma vi spiegheranno loro. Io ho comprato il grano biologico, l'ho messo a bagno per 3 giorni cambiando l'acqua 3-4 volte al giorno, l'ho messo a cuocere per un paio di ore, l'ho fatto scolare e poi una parte l'ho congelata per rifare la pastiera o per altri scopi e una parte l'ho utilizzata per la pastiera adesso. Se non trovate il grano, potete usare l'orzo perlato, anche questo da mettere a bagno la sera prima e cuocere poi, oppure il riso a chicco tondo cotto 20 minuti. Vado a scrivere la ricetta:
Ingredienti:
una base di pasta frolla: (questa è la mia pasta frolla, quella che faccio ogni volta, ormai è garantita)
500 grammi di farina 0,
250 grammi di zucchero,
230 grammi di burro,
2 uova e un tuorlo,
un pizzico di sale,
Ingredienti per il ripieno:
700 grammi di ricotta di pecora,
600 grammi di zucchero
2 limoni
50 grammi di cedro candito
50 grammi di arancio candito (home made, avanzo del panettone)
50 grammi di zucca candita,
100 grammi di latte,
30 grammi di burro
5 uova intere più 2 tuorli
un cucchiaino di vaniglia biologica, (estratto)
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
1 pizzico di cannella
Mettete in una casseruola, a fuoco basso, il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattata di un limone, fate cuocere per 10 minuti fino a che non diventa una crema.
A parte frullate, la ricotta, le uova intere, i tuorli, lo zucchero, la vaniglia, l'acqua di fiori d'arancio, la cannella. Lavorate tutto bene per rendere l'impasto fine, aggiungere poi la buccia grattata di 1 limone e i canditi tagliati a dadini. A questo punto unire il grano cotto che dovrebbe essere freddo a tutto questo impasto ed amalgamare bene.
Riprendere la pasta frolla, stenderla ad un'altezza di 1/2 cm e rivestire la classica tortiera per la pastiera, (diametro 30 cm), ovviamente imburrata e infarinata. Sistemare bene la pasta frolla e versarvi dentro l'impasto preparato. Livellatelo bene, e decoratelo con la classica griglia fatta di strisce di pasta frolla, loro dicono di spennellarle di uovo sbattuto, io non l'ho fatto, non mi piace il sapore che sento dopo. Infornate a 180°C per un'ora e mezza, fino a che non avrà preso il colore tipico. Fatela freddare e poi spolveratela di zucchero a velo, portatela in tavola con la sua teglia e tagliatela direttamente da lì. Se vi dovesse rimanere, cosa poco probabile, rimane in frigorifero per 4-5 giorni. Siccome a me era venuto un impasto eccessivo ne ho fatte due più piccole e le ho congelate.
E' un dolce che amo molto e che faccio da tanti anni, e sono contenta di averlo fatto nuovamente, quest'anno, per questa occasione, e vorrei che anche altre/i si cimentassero in questa bella iniziativa che, Anna, Ornella ed io abbiamo fatto nascere.
la pastiera di Libera
Il prossimo mese, ci esibiremo in un altro classico "Anelletti al forno alla palermitana" di uno dei più famosi chef italiani Andrea Matranga.
Seguiteci, ogni mese rifaremo una ricetta della classica cucina italiana.
E' una bella ricetta non difficile, però ci sono ingredienti che forse tutti non possono reperire e infatti le mie amiche hanno avuto difficoltà con il grano, ma vi spiegheranno loro. Io ho comprato il grano biologico, l'ho messo a bagno per 3 giorni cambiando l'acqua 3-4 volte al giorno, l'ho messo a cuocere per un paio di ore, l'ho fatto scolare e poi una parte l'ho congelata per rifare la pastiera o per altri scopi e una parte l'ho utilizzata per la pastiera adesso. Se non trovate il grano, potete usare l'orzo perlato, anche questo da mettere a bagno la sera prima e cuocere poi, oppure il riso a chicco tondo cotto 20 minuti. Vado a scrivere la ricetta:
Ingredienti:
una base di pasta frolla: (questa è la mia pasta frolla, quella che faccio ogni volta, ormai è garantita)
500 grammi di farina 0,
250 grammi di zucchero,
230 grammi di burro,
2 uova e un tuorlo,
un pizzico di sale,
io metto anche un cucchiaino piccolo di cremor tartaro perché viene più soffice.
Si uniscono farina, zucchero, sale e il cucchiaino di lievito e si mescolano, si aggiunge poi il burro freddo a pezzettini, le due uova ed il tuorlo. Si impasta molto velocemente cercando di non scaldare l'impasto. Si fa una palla e si mette a riposare nella parte meno fredda del frigorifero. Dopo una/due ore si riprende la pasta frolla e si stende con il mattarello, se si dovesse scaldare e rompere va rimessa in frigorifero, non fate l'errore di rimpastarla.
700 grammi di ricotta di pecora,
600 grammi di zucchero
2 limoni
50 grammi di cedro candito
50 grammi di arancio candito (home made, avanzo del panettone)
50 grammi di zucca candita,
100 grammi di latte,
30 grammi di burro
5 uova intere più 2 tuorli
un cucchiaino di vaniglia biologica, (estratto)
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
1 pizzico di cannella
Mettete in una casseruola, a fuoco basso, il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattata di un limone, fate cuocere per 10 minuti fino a che non diventa una crema.
A parte frullate, la ricotta, le uova intere, i tuorli, lo zucchero, la vaniglia, l'acqua di fiori d'arancio, la cannella. Lavorate tutto bene per rendere l'impasto fine, aggiungere poi la buccia grattata di 1 limone e i canditi tagliati a dadini. A questo punto unire il grano cotto che dovrebbe essere freddo a tutto questo impasto ed amalgamare bene.
Riprendere la pasta frolla, stenderla ad un'altezza di 1/2 cm e rivestire la classica tortiera per la pastiera, (diametro 30 cm), ovviamente imburrata e infarinata. Sistemare bene la pasta frolla e versarvi dentro l'impasto preparato. Livellatelo bene, e decoratelo con la classica griglia fatta di strisce di pasta frolla, loro dicono di spennellarle di uovo sbattuto, io non l'ho fatto, non mi piace il sapore che sento dopo. Infornate a 180°C per un'ora e mezza, fino a che non avrà preso il colore tipico. Fatela freddare e poi spolveratela di zucchero a velo, portatela in tavola con la sua teglia e tagliatela direttamente da lì. Se vi dovesse rimanere, cosa poco probabile, rimane in frigorifero per 4-5 giorni. Siccome a me era venuto un impasto eccessivo ne ho fatte due più piccole e le ho congelate.
E' un dolce che amo molto e che faccio da tanti anni, e sono contenta di averlo fatto nuovamente, quest'anno, per questa occasione, e vorrei che anche altre/i si cimentassero in questa bella iniziativa che, Anna, Ornella ed io abbiamo fatto nascere.
| Qui si vede bene l'interno con il grano e la pasta frolla |
| Questa è la bellissima pastiera di Ornella |
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| La pastiera di Nonna Sole |
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| La pastiera di Anna |
la pastiera di Libera
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| La pastiera di Stella |
Il prossimo mese, ci esibiremo in un altro classico "Anelletti al forno alla palermitana" di uno dei più famosi chef italiani Andrea Matranga.
Seguiteci, ogni mese rifaremo una ricetta della classica cucina italiana.
venerdì 22 marzo 2013
CUCINA PORTOGHESE: PASTEIS DE BELEM
Ho scoperto questi splendidi dolcetti quando, per l'Abbecedario culinario d'Europa è arrivato il Portogallo con le sue splendide ricette. Io conosco il Portogallo per le sue innumerevoli ricette di baccalà che adoro, e lo cucino molto spesso, piace a tutti, ma non conoscevo la parte dolce di questo splendido Paese, grazie a Rosa Maria del blog Torte e dintorni ho scoperto questa meraviglia, se non li conoscete provateli sono una vera delizia e poi ho fatto la pasta sfoglia, in realtà è una mezza sfoglia, ma con tanti giri ed è venuta perfetta, prossimamente farò la vera pasta sfoglia, solo per dimostrare a me stessa che la posso fare, perché questa di Torte e dintorni è buonissima e il risultato è identico, soffice, leggera, con tanti strati, ho usato un burro biologico molto buono.
Riporto sempre dal blog di Torte e dintorni. I pastéis de Belém prendono il nome da una delle zone più belle di Lisbona, alla foce del Tago, la zona di Belém dove si trova la Torre di Belém, (da Bethlém) simbolo della città, o il Monastero dos Jeronimos, anche questo legato alla genesi, si racconta che vicino al monastero c'era una raffineria di zucchero di canna con un negozietto, e che quando nel 1820 i monasteri e i conventi vennero chiusi per la rivoluzione liberale, i frati e le suore cominciarono a fare e a vendere i pastéis de Belém, e ancora oggi vengono venduti nella stessa zona e fuori dalla zona Belém si chiamano Pastéis de Nata.
Ingredienti per 12 pastéis de Belém
per la pasta sfoglia
250 grammi di pasta sfoglia preparata così
125 grammi di farina 0
125 grammi di burro biologico freddissimo
1 pizzichino di sale
1 cucchiaio di acqua fredda
per la crema:
per la sfoglia ho dimezzato le dosi, invece per la crema ho fatto intera dose, tanto non avanza mai
50 ml di acqua150 grammi di zucchero
1 cucchiaio di farina
250 ml di latte
3 tuorli + 1 uovo bio
zucchero a velo e cannella per spolverare - omessi -
Per la preparazione della pasta sfoglia vi rimando sempre al blog di Rosa Torte e dintorni, è ben spiegato, per la crema ecco la spiegazione, è una super crema pasticcera, stupenda, profumata, dolce, velluto, poi a me la crema viene benissimo, non mi impazzisce neppure quella inglese senza farina.
Mettete a scaldare l'acqua con lo zucchero e fate addensare fino allo stadio del filo. Intanto diluite la farina con poco latte freddo e quando non ci sono più grumi aggiungetelo tutto, unite i tuorli e l'uovo, e sbattete, io ho usato il minipimer, poi aggiungete lo zucchero quello addensato con l'acqua continuando a sbattere, mettete il tegamino, o bastardella a bagnomaria e fate cuocere, girando sempre allo stesso modo, altrimenti potrebbe impazzire, e fate cuocere 10 minuti.
Prendete la sfoglia, stendetela, non vi so dire a qualche altezza, vi dico solamente che ne ho ricavato 12 dischi di 9 cm di diametro e con quelli ho foderato i pirottini che ho messo dentro alla teglia per i muffin (tutto della Guardini, Fatto scaldare bene il forno a 250°, comunque al massimo, riempire con la crema e infornare per 25 minuti. Spolverizzare con zucchero a velo o cannella, io mi sono dimenticata, ma erano già stupendi così.
domenica 14 agosto 2011
Savarin alle more con panna
E' uno dei dolci che preferisco, mi piace la pasta del babà con e senza il rum, e faccio volentieri il savarin, piace a tutti in casa, è, insieme al tiramisù, il dolce che mette d'accordo tutti.
Questa è una dose per 8 persone, la trovai tanti anni fa in un inserto di "La cucina italiana", ma talmente vecchio che non si vede neppure la data.
Ingredienti:
250 grammi di farina 00
180 grammi di zucchero semolato
15 grammi di lievito di birra
5 grammi di sale
2 uova
130 grammi di burro
50 grammi di latte
100 grammi di rum bianco
burro e farina per imburrare lo stampo
250 ml di panna da montare (crema di latte fresca)
stampo grande a cono della linea Gardenia di Guardini
Nella planetaria mettete 250 grammi di farina setacciata, il sale e il lievito sciolto precedentemente nel latte tiepido, Cominciate ad impastare e poi aggiungete le uova e 30 grammi di zucchero. Continuate ad impastare, fino ad avere un impasto liscio, se dovesse mancare un po' di liquido, se l'impasto fosse troppo duro aggiungete del latte tiepido a piccole cucchiaiate (la dose del latte data dalla ricetta era 120 grammi, ma era troppo, è venuto un impasto liquido, io ho dovuto aggiungere tantissima farina, allora vi sto dando una dose minore di latte).
Finito di impastare fate una palla e pennellatela con il burro fuso e tiepido, coprite per un'ora per farlo lievitare.
Dopo la lievitazione, lavoratelo ancora, con la foglia, aggiungete tutto il burro e lavorate ancora con energia, così il burro verrà incorporato tutto all'impasto, e avrete un composto morbido e liscio.
Mettete il composto in uno stampo da savarin, con un grande buco in mezzo, oppure come il mio alto, con il buco più piccolo, coprite e fare lievitare ancora un'ora. Quando sarà arrivato al bordo infornatelo a 190° per 30 minuti. La cottura era perfetta.
Preparate lo sciroppo con lo zucchero avanzato, 150 grammi, aggiungete 150 grammi di acqua, fate sobbollire 5 minuti e unite metà rum. Inzuppate il dolce, che nel frattempo avrete messo in un piatto di portata, deve essere caldo quando lo inzuppate, perché penetra meglio, e alla fine mettete l'altro rum.
Montate la panna, mettetela in un sac a poche e guarnite il dolce come preferite, ma riempite il buco di panna e poi, io ho messo le more, voi scegliete il frutto che volete. si può riempire il buco di frutta di vario tipo, tagliata a pezzetti.
martedì 5 luglio 2011
Crostata con confettura di albicocche biologica Lazzaris
Ho preso spunto da una bellissima crostata di Mammazan che trovate qui, e ho fatto anche io la mia crostata artistica, invece della solita crostata con la griglia, è più nuova, è stata mangiata anche questa velocemente, forse un po' più delle altre perché la marmellata era della Lazzaris la nota azienda che produce mostarde e marmellate, e devo dire che quella di albicocche biologica è molto buona, una vera marmellata fatta in casa, anzi meglio, peccato fosse solo una.
Ingredienti per una tortiera da 26 cm per crostate:
300 grammi di farina, (io 0)
150 grammi di burro
120 grammi di zucchero
la buccia grattugiata di un limone
1 uovo e 1 tuorlo
1 barattolo di marmellata (io Lazzaris)
Mettete tutti gli ingredienti, compresa la buccia del limone in una ciotola o sulla spianatoia e impastate velocemente, come sempre, con la punta delle dita, o se preferite anche con un cutter, ma la cosa deve essere velocissima, altrimenti il burro si "brucia" cioè si scalda troppo e prende un cattivo sapore, poi fate un panetto e mettetelo in frigo, nella cassetta della frutta, per un paio di ore.
Trascorso il tempo, stendetela e accomodatela nello stampo, prima passateci un po' di burro con il pennello, accomodatela bene, versateci il barattolo di marmellata, io ne metto uno intero perché la marmellata si deve sentire nella crostata, e poi passate alla parte artistica.
Fate i fiori che volete, o altri disegni, infornatela a 180°C e cuocetela per 45 minuti, poi vedete voi quando è dorata basta.
La crostata è sempre la crostata
Ingredienti per una tortiera da 26 cm per crostate:
300 grammi di farina, (io 0)
150 grammi di burro
120 grammi di zucchero
la buccia grattugiata di un limone
1 uovo e 1 tuorlo
1 barattolo di marmellata (io Lazzaris)
Mettete tutti gli ingredienti, compresa la buccia del limone in una ciotola o sulla spianatoia e impastate velocemente, come sempre, con la punta delle dita, o se preferite anche con un cutter, ma la cosa deve essere velocissima, altrimenti il burro si "brucia" cioè si scalda troppo e prende un cattivo sapore, poi fate un panetto e mettetelo in frigo, nella cassetta della frutta, per un paio di ore.
Trascorso il tempo, stendetela e accomodatela nello stampo, prima passateci un po' di burro con il pennello, accomodatela bene, versateci il barattolo di marmellata, io ne metto uno intero perché la marmellata si deve sentire nella crostata, e poi passate alla parte artistica.
Fate i fiori che volete, o altri disegni, infornatela a 180°C e cuocetela per 45 minuti, poi vedete voi quando è dorata basta.
La crostata è sempre la crostata
mercoledì 15 giugno 2011
Ciambelline al vino
Eccole finalmente, sono loro, le famose ciambelline al vino laziali. Le ho sempre mangiate, ai Castelli, dopo le abboffate di porchetta nelle fraschette; le ho comprate, in quei bustoni trasparenti, ma non le avevo mai fatte, era giunta l'ora.
Girando per blog, ho trovato la ricetta del famoso Adriano, per la verità io non conosco lui e lui non conosce me, però ho capito che è uno che sui lievitati e su queste cose, è molto affidabile, ho provato anche altre cose, senza mai postarle e mi sono sempre venute bene. il pane, per esempio. Ho copiato la sua ricetta e il risultato è stato eccellente.
Ingredienti:
400 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
150 grammi di zucchero semolato
30 grammi di olio evo
80 grammi olio di semi (arachide, mais, girasole)
100-110 grammi di vino bianco (io rosso)
1 cucchiaino da caffè di carbonato di ammonio (ammoniaca da dolci)
1 pizzico di sale
zucchero semolato e semi di anice per spolverare le ciambelline prima di infornarle
Setacciare le farine, mescolare tutto assieme come se fosse una pasta frolla, io ho fatto impastare velocemente con il gancio a foglia nella planetaria, ho fatto un panetto, non l'ho fatto riposare, contrariamente a quello che dice Adriano, perché ho letto in altri blog, che dopo il riposo in frigorifero è più difficile fare le ciambelline.
Comunque ho fatto una specie di grissini corti, e dato la forma di ciambelline, passate da una parte nello zucchero e anice, posizionate nella placca del forno, rivestita di carta forno e infornate a 170°C per 20 minuti, lui dice con lo sportello aperto, io l'ho tenuto chiuso perché il mio forno è a gas, e va troppo giù di temperatura. Cottura perfetta, tenetele coperte con pellicola, o in una scatola o un sacchetto. Sono buonissime.
Girando per blog, ho trovato la ricetta del famoso Adriano, per la verità io non conosco lui e lui non conosce me, però ho capito che è uno che sui lievitati e su queste cose, è molto affidabile, ho provato anche altre cose, senza mai postarle e mi sono sempre venute bene. il pane, per esempio. Ho copiato la sua ricetta e il risultato è stato eccellente.
Ingredienti:
400 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
150 grammi di zucchero semolato
30 grammi di olio evo
80 grammi olio di semi (arachide, mais, girasole)
100-110 grammi di vino bianco (io rosso)
1 cucchiaino da caffè di carbonato di ammonio (ammoniaca da dolci)
1 pizzico di sale
zucchero semolato e semi di anice per spolverare le ciambelline prima di infornarle
Setacciare le farine, mescolare tutto assieme come se fosse una pasta frolla, io ho fatto impastare velocemente con il gancio a foglia nella planetaria, ho fatto un panetto, non l'ho fatto riposare, contrariamente a quello che dice Adriano, perché ho letto in altri blog, che dopo il riposo in frigorifero è più difficile fare le ciambelline.
Comunque ho fatto una specie di grissini corti, e dato la forma di ciambelline, passate da una parte nello zucchero e anice, posizionate nella placca del forno, rivestita di carta forno e infornate a 170°C per 20 minuti, lui dice con lo sportello aperto, io l'ho tenuto chiuso perché il mio forno è a gas, e va troppo giù di temperatura. Cottura perfetta, tenetele coperte con pellicola, o in una scatola o un sacchetto. Sono buonissime.
| pronte per il forno... |
| Le ciambelline fotografate nel mio bellissimo bucchero etrusco |
domenica 15 maggio 2011
Crostata di nutella con meringa
Capisco. La nutella è la nutella, ma la posto solo per riempire un buco, la tengo poco, giuro, è una tentazione, è contro le diete, è a favore della cellulite e come dice la ormai vecchia e famosa pubblicità "tutta ciccia e brufoli" ma è la nutella...chi di noi non ha desiderato almeno una volta affondare un dito nel barattolone e tirare su un ricciolone di nutella e mangiarselo? io l'ho fatto e ogni tanto la compro e la nascondo...poi quando i miei figli sono svogliati, stanchi e magari un esame non è andato troppo bene, gli serve come gratificazione, oltre alle coccole della mamma...
Questa crostata l'ho fatta perché non sapevo cosa fare, sapete quelle giornate in cui non si ha voglia di impegnarsi, sì quelle uggiose, dopo averla assaggiata la giornata è migliorata....Ho preso spunto da qui ma solo l'idea, però è giusto che lo scriva...
Ingredienti:
per la pasta frolla:
500 grammi di farina 0, 1, 2 oppure kamut
230 grammi di burro
250 grammi di zucchero
2 uova e un tuorlo
un cucchiaino raso di lievito cremor tartaro
nutella, quanta ne volete mettere
per copertura:
2 albumi
100 grammi di zucchero a velo
Mescolo la farina con lo zucchero e il lievito, poi aggiungo il burro a pezzetti e impasto velocemente in modo di scaldare pochissimo il burro, aggiungo poi le uova e impasto sempre molto poco. Poi prendo la pellicola e ci metto la pasta, la stendo un poco, la incarto e la metto in frigo. Dopo un paio di ore imburro e infarino una tortiera con i bordi un po' alti e larga 28/30 cm, stendo velocemente la pasta, e la metto in forno a 180°C per 20 minuti. La tiro fuori dal forno e, dopo averla fatta freddare aggiungo alcune generose cucchiaiate di nutella. Nel frattempo monto a neve fermissima gli albumi con lo zucchero a velo, metto nel sac a poche e stendo sopra la nutella, cercando di fare alcuni movimenti tipo onde per rendere gradevole l'aspetto (come se ci fosse bisogno!!!). Metto nuovamente in forno a 200°C per altri 20 minuti, o fino a quando la meringa sarà molto abbronzata, quasi caramellata.
Vi garantisco il paradiso!!!
Dedico a tutte le blogger che passano di qua questo bellissimo Award donatomi da Chiara del blog http://cucinandoconmiasorella.blogspot.com che trovate qui
ho ringraziato Chiara, ma non riesco a ripassarlo a tante altre blogger e poi sono tutte brave quell con cui ho rapporti pià stretti e non saprei chi scegliere...grazie ancora
Questa crostata l'ho fatta perché non sapevo cosa fare, sapete quelle giornate in cui non si ha voglia di impegnarsi, sì quelle uggiose, dopo averla assaggiata la giornata è migliorata....Ho preso spunto da qui ma solo l'idea, però è giusto che lo scriva...
Ingredienti:
per la pasta frolla:
500 grammi di farina 0, 1, 2 oppure kamut
230 grammi di burro
250 grammi di zucchero
2 uova e un tuorlo
un cucchiaino raso di lievito cremor tartaro
nutella, quanta ne volete mettere
per copertura:
2 albumi
100 grammi di zucchero a velo
Mescolo la farina con lo zucchero e il lievito, poi aggiungo il burro a pezzetti e impasto velocemente in modo di scaldare pochissimo il burro, aggiungo poi le uova e impasto sempre molto poco. Poi prendo la pellicola e ci metto la pasta, la stendo un poco, la incarto e la metto in frigo. Dopo un paio di ore imburro e infarino una tortiera con i bordi un po' alti e larga 28/30 cm, stendo velocemente la pasta, e la metto in forno a 180°C per 20 minuti. La tiro fuori dal forno e, dopo averla fatta freddare aggiungo alcune generose cucchiaiate di nutella. Nel frattempo monto a neve fermissima gli albumi con lo zucchero a velo, metto nel sac a poche e stendo sopra la nutella, cercando di fare alcuni movimenti tipo onde per rendere gradevole l'aspetto (come se ci fosse bisogno!!!). Metto nuovamente in forno a 200°C per altri 20 minuti, o fino a quando la meringa sarà molto abbronzata, quasi caramellata.
Vi garantisco il paradiso!!!
Dedico a tutte le blogger che passano di qua questo bellissimo Award donatomi da Chiara del blog http://cucinandoconmiasorella.blogspot.com che trovate qui
ho ringraziato Chiara, ma non riesco a ripassarlo a tante altre blogger e poi sono tutte brave quell con cui ho rapporti pià stretti e non saprei chi scegliere...grazie ancora
giovedì 21 aprile 2011
Colomba classica con lievito in coltura liquida - il 24 il mio blog compie un anno -
Ingredienti per una colomba da 500 grammi:
50 grammi di licoli (qui la nascita) (qui la gestione e i rinfreschi)
45 grammi di burro a temperatura ambiente
45 grammi di zucchero
60 grammi di latte
1 uovo
200 grammi di farina manitoba
Impastare tutto molto bene, io ho messo tutto insieme nella planetaria e ho fatto andare per diversi minuti fino ad avere un impasto liscio e lucido, poi ho coperto con pellicola, messo in forno con luce accesa fino al mattino, circa 12 ore.
Stamani 2° impasto:
10 grammi di zucchero a velo
12 grammi di burro
6 grammi di mandorle pelate, tostate in forno e triturate
60 grammi di scorza d'arancia a pezzettini, la mia home made
1 tuorlo
1 pizzico di sale
1 punta di vaniglia, io uso l'estratto in polvere di bacca
Impastare bene tutto e unire all'impasto precedente, io ho fatto incordare con la planetaria, l'ho lasciato lì a riposare per 20-30 minuti e poi l'ho messo nello stampo di carta da colomba. Fatto lievitare 4-5 ore dovrebbe arrivare al bordo, o quasi.
| Colomba cruda |
per la glassa:
15 grammi di mandorle pelate e tritate
25 grammi di zucchero
albume di uovo, poco per amalgamare gli ingredienti della glassa
mescolare bene
A lievitazione avvenuta coprire con la glassa tutta la superficie della colomba, mettendo la glassa in un sac a poche, distribuite in modo uniforme, poi mettete delle mandorle con la pelle sulla superficie, quante ne volete, coprite con zucchero a velo e se volete anche della granella di succhero.
Infornate a 160-170° C, dipende dal vostro forno, per 30 minuti, io lo tengo più basso e aumento il tempo, prima di togliere dal forno provate con lo stecchino, se esce asciutto è cotta.
venerdì 25 marzo 2011
Madeleine
Le Madeleine sono dei soffici dolcetti francesi originari di Commercy, comune situato in Lorena, nella Francia del nord-est. La sua forma è dovuta allo stampo a conchiglia dove vengono cotte, Sono dei biscottini per il tè, adatti ad un incontro fra amiche, o per i bambini ma sempre accompagnate da un buon tè profumato e di buona provenienza. Io mi sono affidata alle abili mani di Sonia Peronaci di Giallo Zafferano e la ricetta della Madeleine la trovate qui.
Come teglia ho usato lo stampo da madeleine della Guardini della linea Morgane e potete trovarlo qui in questa bella esposizione.
Come teglia ho usato lo stampo da madeleine della Guardini della linea Morgane e potete trovarlo qui in questa bella esposizione.
lunedì 21 marzo 2011
Lemon cake...una delizia tutta inglese
La cosa che voglio dire subito è che questo dolce è stato tradotto dall'inglese da Ornella.
Le ricette che abbiamo trovato sui siti italiani non ci piacevano, non davano garanzie sufficienti per poter fare un dolce qual è il lemoncake, allora Ornella si è offerta di tradurre una ricetta inglese trovata in questo sito qui.
Ingredienti:
per il dolce:
385 grammi di farina 00
1 1/4 cucchiaino da the di lievito per dolci
1/2 cucchiaino da the di bicarbonato
245 grammi di yogurt naturale
1e 1/2 cucchiai da tavola di zeste di limone
59 grammi di succo di limone
1 cucchiaino da the di estratto di vaniglia
250 grammi di burro
350 grammi di zucchero
4 uova
Per la glassa:
120 grammi di zucchero a velo
2 cucchiai da tavola di succo di limone, la glassa deve essere fluida, magari la passate più di una volta.
Setacciare assieme la farina con il lievito in polvere in una ciotola. Preriscaldare il forno a 180°, imburrare ed infarinare uno stampo da 24 cm con il buco in mezzo meglio se trovate uno stampo decorato, il dolce sarà più bello.
Setacciare assieme la farina con il lievito in polvere in una ciotola. Preriscaldare il forno a 180°, imburrare ed infarinare uno stampo da 24 cm con il buco in mezzo meglio se trovate uno stampo decorato, il dolce sarà più bello.
Mescolare lo yogurt, le zeste di limone, il succo e la vaniglia in una piccola ciotola.
Montare lo zucchero con il burro in una ciotola più grande. Aggiungere le uova una alla volta e sbattere.
Aggiungere nella ciotola dello yogurt il bicarbonato e mescolare bene.
Infine aggiungere la farina precedentemente setacciata con il lievito in polvere, mescolare il tutto molto bene.
Versare con il cucchiaio l'impasto nello stampo imburrato e cuocere per 45-50 minuti (fare la prova stecchino)
Lasciare raffreddare per qualche minuto prima di sformare il dolce.
Preparare la glassa dopo che il dolce è raffreddato, mescolando bene il succo di limone con lo zucchero, fate molta attenzione ai grumi.
Versarla sopra il dolce che avrete appoggiato su una graticola con sotto un piatto, in modo da recuperare la glassa e riportarla nuovamente sul dolce. Fate in modo che la glassa si possa versare, liquida ma non troppo, si deve vedere molto bene sul dolce.
venerdì 18 marzo 2011
19 marzo, festa del Papà...Zeppole di San Giuseppe
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| Mi scuso per la foto ma una macchina è fuori con mio figlio e quella vecchia più di così non concede |
Mi sono affida a Giallo Zafferano e sono venute benissimo, qui la ricetta. L'unica cosa che le amarene erano home made, le avevo fatte l'anno passato, erano buonissime, sono finite proprio con questa ultima ricetta, le ho usate tutto l'inverno, sul gelato, panna cotta, crema pasticcera.
Ingredienti:
250 ml di acqua
70 grammi di burro
150 grammi di farina
la scorza grattugiata di un limone
1 pizzico di sale
3 uova
40 grammi di zucchero
Per la crema pasticcera, andate qui
Per il resto seguite la ricetta di Giallo Zafferano dal link che ho postato sopra.
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mercoledì 23 febbraio 2011
Schiacciata fiorentina
Conoscevo la Schiacciata fiorentina, ma non l'avevo mai fatta e siccome volevo fare un dolce di carnevale nella teglia rettangolare Guardini, invece delle solite chiacchiere che avevo già fatto, ho deciso di provare questa insolita torta con lievito di birra. Mi è piaciuta subito la ricetta che ho trovato nel blog "Il mondo di Luvi" e la trovate qui.
Riporto fedelmente le informazioni sulla torta che ho trovato nel blog "Il mondo di Luvi": "La forma classica è rettangolare, non dovrebbe superare i 3 cm di altezza quando cotto e deve rimanere morbidissimo. Caratteristico è il disegno del giglio simbolo di Firenze che viene fatto al centro con la polvere di cacao, mentre tutt'intorno vi è sparso lo zucchero a velo.
Esistono diverse varianti e può essere riempita con panna montata, glassa o crema di cioccolato.
Ingredienti:
500 grammi di farina 0
200 grammi di zucchero semolato
200 grammi di strutto
2 uova
1 arancia (scorza + succo)
20 grammi lievito di birra
250 grammi di latte intero
per decorare: zucchero a velo, cacao amaro
Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido e mescolarlo con 300 grammi di farina. Lasciarlo lievitare coperto fino al raddoppio, circa 1 ora.
Una volta lievitato impastare il primo impasto con i 200 grammi di farina, le uova sbattute con lo zucchero, il succo e la buccia grattugiata dell'arancia.
Si otterrà un impasto liscio, aggiungere quindi poco per volta lo strutto, alla fine avrete un impasto molto morbido, ma consistente.
Mettetelo in una teglia rettangolare imburrata e infarinata, e fatelo lievitare ancora per due ore, deve arrivare al bordo della teglia, se rispettate le misure.
Alla fine infornate il dolce a 180°C per 45 minuti (dipende molto dal vostro forno). Fate la prova stecchino e se è cotto tiratelo fuori e fatelo freddare su una gratella. Una volta freddo sformatelo e fate la decorazione. E' buono, ha un sapore molto delicato e tipico del lievito di birra, è un dolce diverso dai soliti di carnevale.
Riporto fedelmente le informazioni sulla torta che ho trovato nel blog "Il mondo di Luvi": "La forma classica è rettangolare, non dovrebbe superare i 3 cm di altezza quando cotto e deve rimanere morbidissimo. Caratteristico è il disegno del giglio simbolo di Firenze che viene fatto al centro con la polvere di cacao, mentre tutt'intorno vi è sparso lo zucchero a velo.
Esistono diverse varianti e può essere riempita con panna montata, glassa o crema di cioccolato.
Ingredienti:
500 grammi di farina 0
200 grammi di zucchero semolato
200 grammi di strutto
2 uova
1 arancia (scorza + succo)
20 grammi lievito di birra
250 grammi di latte intero
per decorare: zucchero a velo, cacao amaro
Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido e mescolarlo con 300 grammi di farina. Lasciarlo lievitare coperto fino al raddoppio, circa 1 ora.
Una volta lievitato impastare il primo impasto con i 200 grammi di farina, le uova sbattute con lo zucchero, il succo e la buccia grattugiata dell'arancia.
Si otterrà un impasto liscio, aggiungere quindi poco per volta lo strutto, alla fine avrete un impasto molto morbido, ma consistente.
Mettetelo in una teglia rettangolare imburrata e infarinata, e fatelo lievitare ancora per due ore, deve arrivare al bordo della teglia, se rispettate le misure.
Alla fine infornate il dolce a 180°C per 45 minuti (dipende molto dal vostro forno). Fate la prova stecchino e se è cotto tiratelo fuori e fatelo freddare su una gratella. Una volta freddo sformatelo e fate la decorazione. E' buono, ha un sapore molto delicato e tipico del lievito di birra, è un dolce diverso dai soliti di carnevale.
martedì 8 febbraio 2011
Un cuore...anzi quattro! dedicati a tutte le donne
E' arrivato il pacco della Guardini con dentro le bellissime teglie (poi metterò una foto d'insieme) adesso volevo fare subito un dolce e cosa c'era di meglio che testare la teglia con tanti cuoricini in silicone platinico per San Valentino? infatti non ho perso tempo.
La ricetta si chiama "Mousse di cioccolato al forno" (l'ho fatta tante volte) e viene dalla rivista Cioccolata&C. n.14 marzo 1995.
Ingredienti:
250 grammi di cioccolato fondente
150 grammi di burro
250 grammi di zucchero semolato
5 uova biologiche
Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria in una bastardella, (l'acqua non deve toccare mai il fondo della bastardella). Unite poi il burro e mescolate fino a completo scioglimento. Toglietelo dal fuoco, unite lo zucchero, mescolate e cominciate ad aggiungere un tuorlo alla volta, mescolando bene prima di aggiungere l'altro. Montate gli albumi a neve densissima e incorporateli delicatamente al composto, con un movimento dall'alto verso il basso per evitare che si smontino. Ho leggermente imburrato gli stampini a cuore e li ho riempiti un po' oltre la metà. In forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti, tenete presente che deve rimanere molto morbido all'interno, anzi crudo, è comunque una mousse. Li ho fatti freddare, li ho tolti, aggiustati un po' come forma e messi nel piatto. Auguri di San Valentino a tutte le donne.
La ricetta si chiama "Mousse di cioccolato al forno" (l'ho fatta tante volte) e viene dalla rivista Cioccolata&C. n.14 marzo 1995.
| Questi sono gli stampini in silicone dove ho cotto i cuori |
Ingredienti:
250 grammi di cioccolato fondente
150 grammi di burro
250 grammi di zucchero semolato
5 uova biologiche
Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria in una bastardella, (l'acqua non deve toccare mai il fondo della bastardella). Unite poi il burro e mescolate fino a completo scioglimento. Toglietelo dal fuoco, unite lo zucchero, mescolate e cominciate ad aggiungere un tuorlo alla volta, mescolando bene prima di aggiungere l'altro. Montate gli albumi a neve densissima e incorporateli delicatamente al composto, con un movimento dall'alto verso il basso per evitare che si smontino. Ho leggermente imburrato gli stampini a cuore e li ho riempiti un po' oltre la metà. In forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti, tenete presente che deve rimanere molto morbido all'interno, anzi crudo, è comunque una mousse. Li ho fatti freddare, li ho tolti, aggiustati un po' come forma e messi nel piatto. Auguri di San Valentino a tutte le donne.
venerdì 21 gennaio 2011
È tempo di....Chiacchiere!
Ingredienti:
dose per un bel vassoio grande, ma finiranno molto presto
250 grammi di farina 00
2 uova
25 grammi di burro
20 grammi di zucchero semolato
2 cucchiai di grappa
zucchero e velo da mettere sopra
olio di semi di arachide (per friggere non usate altri oli di semi mi raccomando)
un pizzico di sale da mettere nell'impasto
Ho messo tutto insieme nell'impastatrice e ho fatto lavorare bene per 10-15 minuti fino a che l'impasto è risultato liscio ed elastico, poi lasciatelo riposare per un'ora coperto. Se volete impastarlo a mano fate la fontana come per fare la sfoglia e mettete gli ingredienti al centro uno per volta e lavorate anche in quel caso per 10 minuti abbondanti. Dopo il riposo riprendete la pasta e stendetela con il mattarello allo spessore di mezzo cm, ripiegatela su se stessa, stendetela di nuovo e ripetete questa operazione diverse volte. Adesso cominciate a stendere la pasta in una sfoglia sottilissima, io l'ho fatto con la macchina perché è più veloce, viene benissimo e molto sottile. Una volta tirate tutte le strisce tagliatele come preferite, a losanghe, a strisce lunghe e poi annodate, rettangolari, insomma si possono tagliare in mille modi. Mettete l'olio, che deve essere abbondante, in una padella e appena raggiunge la temperatura cominciate a friggere. Questo tipo di impasto gonfia immediatamente e si colora subito, sicché mettetene poche per volta perché vanno levate subito, fatele scolare, anche se non assorbono olio per niente, nella carta scottex e poi mettetele in un vassoio, spolverizzatele con abbondante zucchero a velo. Se durano. rimangono croccanti per diversi giorni.
| la pasta mentre viene tirata e piegata su se stessa |
venerdì 17 dicembre 2010
Profitterol
Non riesco a postare delle ricette corte, 20 minuti per le foto, altrettanto per scrivere i vari passaggi della ricetta, fare quasi tutto in casa, come i canditi del panettone....la mia maestra, colei che mi ha detto: "fallo il blog" mi ha insegnato che le ricette vanno spiegate bene e, quando è possibile anche fotografate, ed io penso che sia giusto, altrimenti che senso ha tenere un blog? lo scopo del blog è anche quello di "insegnare" a persone che magari ne sanno meno di noi come si fa un dolce, come si fa un determinato pane, come si fa il lievito, e quando vedo ricette del tipo.....prendete questo, questo e questo, li impastate gli date la forma di panini e li mettete 20 minuti in forno rimango allibita.....questa non è una ricetta....
Ieri era l'anniversario del nostro matrimonio, insomma mio marito ed io 22 anni fa in una giornata fredda che più fredda non poteva essere in una maremma spazzata da una tramontana arrivata direttamente dalla Siberia, abbiamo detto sì in un Municipio, il Municipio di Grosseto che ospita bellissimi quadri della Scuola dei Macchiaioli. Io avevo una costola fratturata perché mio marito una settimana prima, in un impeto d'amore, abbracciandomi mi aveva stretto troppo e si è sentito distintamente un crac dovuto alla costola rotta. Con il freddo le fratture fanno più male, ed io stavo malissimo. Ci siamo sposati alle ore 18 e la cena l'abbiamo fatta in un ristorante tipico di vera cucina maremmana, con tortelloni di ricotta e bietole (il vero tortello toscano è con le bietole) e tante altre cose, crostini di caccia, di milza, di tutto, fino ai dolci tipici fatti rigorosamente in casa...ma faceva freddo da morire....così ieri e così oggi...
Allora ieri sera per festeggiare ho fatto questo bellissimo profitterol, piace a tutti. Ho cominciato la mattina facendo la pasta choux, buonissima ma per asciugarla in forno ci vogliono le ore, poi ho montato la panna per riempiere le bigné, poi ho preparato il cioccolato per ricoprire la classica piramide.
Ingredienti per la pasta choux:
260 grammi di farina 0 o 00
160 grammi di burro
1/2 litro di acqua
5 uova
sale un pizzico
zucchero un pizzico
6 dl di panna fresca da montare
40 grammi di zucchero a velo
Mettete in una pentola non troppo grande, meglio sarebbe con il fondo spesso, l'acqua con il burro e il pizzico di sale, portate ad ebollizione, toglietela dal fuoco e gettateci tutto insieme la farina, girate per sciogliere bene tutti i grumi e poi rimettetela sul fuoco e tenetecela alcuni minuti, sempre girando, fino a che non sfrigola, a quel punto è pronta, mettetela da una parte e fatela intiepidire, poi cominciate a metterci dentro un uovo per volta girando benissimo facendolo incorporare prima di mettere l'altro. L'impasto per le bigné è pronto, mettete l'impasto nel sac a poche con bocchetta grande e depositate delle palline grandi come noci in una teglia rivestita di carta forno, infornate a 200°C per 20/30 minuti, poi aprite il coperchio e fate asciugare le bignè a lungo, per risultare buone e croccanti devono essere perfettamente asciutte, così durano più a lungo.
Per la salsa al cioccolato:
150 grammi di cioccolato fondente da copertura
2,5 dl di latte
10 grammi di maizena
50 grammi di zucchero
Fate sciogliere il cioccolato tritato in una bastardella con metà del latte; incorporate la maizena diluita con il latte rimasto, lo zucchero e fate addensare la salsa mescolando di continuo per non farla attaccare.
Montate la panna, incorporando poco per volta lo zucchero a velo, mettetela in un sac a poche con bocchetta piccola e riempite i bigné. Sistemateli in un piatto da portata a piramide, versateli sopra la salsa al cioccolato e fate poi le decorazioni con la panna.
mercoledì 24 novembre 2010
Facciamo il panettone insieme dal 3 dicembre 2010?
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| Il meraviglioso panettone di Anna del 2009 |
L'iniziativa è stata lanciata da Anna del blog http://cedimezzoilmare.blogspot.com. Avete voglia di provare a fare il panettone, per eccellenza il dolce di Natale in Italia, con le vostre mani? Un panettone morbido, profumato, magari con i canditi fatti da voi, con il lievito naturale. La riuscita del panettone è garantita perché sarà la nostra bravissima Anna, esperta di pane e lievitati con il lievito in coltura liquida (licoli) a guidarci e a farlo insieme a noi...qui trovate la ricetta e tutto l'occorrente.
Ho ricevuto questo premio da Ornella e volentieri lo giro ad altri blogger. Queste sono le indicazioni quando si riceve il premio: 1) Ringraziare coloro che ci hanno premiato. 2) Scrivere un post per il premio 3) Passarlo a 12 blog che riteniamo meritevoli 4) Inserire il collegamento di ciascuno dei blog che abbiamo scelto 5) Dirlo ai premiati Consegnare un premio non è facile, tutti i blog sono meritevoli e tutti sono belli, ho scelto questi 12 nomi ma se qualcuno non lo vuole è liberissimo di non accettare. Antonella Mammazan sogno93 Eleonora Rosemary Fabiana Tery Kat Laura Martyska Enza Euge |
mercoledì 17 novembre 2010
La Mela diventa contenitore - Il Cioccolatino -
Volevo fare una cosa nuova....volevo fare una cosa originale....dovevo fare una cosa dolce....e mi sono inventata la mela come contenitore, e dentro un contenitore, che è una mela, che cosa si può mettere se non il cioccolato? ed io il cioccolato c'ho messo...non sarà bellissima, ma originale è originale sicuramente...
Ingredienti:
1 mela dolce, io avevo delle mele colte il giorno prima in Toscana
100 grammi di cioccolato da copertura fondente (io Novi)
30 grammi di burro
50 grammi di zucchero semolato o 70 se il cioccolato è molto amaro (lo zucchero mettetelo quando è quasi freddo il cioccolato così non si scioglie e crea l'effetto "cioccolato di Modica"
nocciole tostate e macinate (quante ne volete)
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di cannella
1 pizzico di paprika
1 cucchiaino della famosa polvere d'oro (qui) fatta con le scorze delle arance biologiche
Fate sciogliere, in una bastardella a bagnomaria, il cioccolato per pochi minuti, (il fondo della bastardella non deve toccare l'acqua altrimenti il cioccolato si brucia) toglietelo dal fuoco e aggiungete il burro, fate sciogliere. Nel frattempo tritate le nocciole, tostate precedentemente nel forno, aggiungetele al cioccolato e poi inserite tutte le altre spezie compreso lo zucchero semolato.
Mentre si fredda il composto di cioccolato e spezie pensate alla mela. Lavatela, asciugatela, toglietegli con un coltello la parte superiore salvando il picciolo, prendete subito un limone e strofinatela così non diventa nera, e cominciate a scavarla con un cucchiaino o con quello che volete, passate sempre il limone. Una volta scavata, asciugatela e se il composto è tiepido, non freddo altrimenti si solidifica, mettetelo nella mela, accomodatelo bene, livellatelo e poi passatelo un paio di ore in frigorifero. Quando è freddo diventa durissimo, tagliatelo e spolverizzatelo con lo zucchero a velo...se non lo mangiate subito dopo un paio di giorni levate la mela, e il cioccolato si mantiene benissimo... Il cioccolato conserverà tutti i sapori delle spezie.
Con questa ricetta partecipo al contest Inventa...Mela! di Stefania
| Le foto!!!...ahimeé...sono andata a vedermi anche Fotoritocco dello Zio Piero ma...più di così... Il contest di Stefania scade alla mezzanotte del 5 dicembre |
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