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martedì 2 luglio 2013

Biscotti semplici da colazione


Ecco velocemente la ricetta di questi stupendi biscotti per la colazione, per accompagnare un caffè, da sgranocchiare in ascensore quando si corre fuori, e anche da portarsi dietro come intermezzo, come spuntino delle 11, come rompi fame, insomma sono sani facili e buoni.

domenica 23 giugno 2013

CUCINA TOSCANA: TORTELLI MAREMMANI



La cucina toscana non è proprio una cucina estiva, non è leggera, a parte la panzanella e la pappa col pomodoro, le altre ricette sono più adatte ad un clima fresco ma sono buone e non si può non apprezzarne il sapore. Ecco un classico della cucina toscana, il tortello ricotta e spinaci, o ricotta e bietole. Le ricette toscane venivano fatte con quello che era presente in casa, e nell'orto dietro casa, la ricotta era un prodotto che si trovava facilmente nelle campagne della maremma, si trova anche oggi, le verdure non ne parliamo, erano la cena di molte persone e i tortelli erano fatti, noi diciamo spinaci e ricotta, ma il  vero tortello maremmano sarebbe fatto con la bietola, o con le erbe che si trovavano nei campi, le bietoline selvatiche appunto, oppure altre erbe, a casa mia li facciamo anche con la borragine, imparati dalla nonna materna, donna eccezionale e cuoca eccellente, ricordo che spesso ci portava nei campi a cercare le erbe e io ho imparato con lei e mamma a riconoscerne molte e oggi quando vado a fare la spesa non mi vendono una cosa per un'altra e di questo sono contenta.

venerdì 14 giugno 2013

BAUMKUCHEN per l'Abbecedario Culinario d'Europa: il Lussemburgo





Ed eccoci nel cuore della Vecchia Europa, un angolo meraviglioso dove la pasticceria fa da padrona e qui nasce questo splendido dolce, stiamo parlando del cosiddetto "dolce albero" albero perché  è fatto di tanti strati sovrapposti  somigliando così al tronco tagliato di un albero. Il Baumkuchen è un dolce di alta pasticceria ed è stato preparato per il matrimonio dei reali del Lussemburgo. Questo dolce è stato introdotto in Giappone, da un tedesco, durante la prima guerra mondiale  ed è diventato uno dei dolci più conosciuti e più apprezzati nei matrimoni per la sua forma ad anello, il baunkuchen viene fatto spesso nel tradizionale stampo con il buco in mezzo. Ho scelto di fare il baumkuchen per il nostro Abbecedario per omaggiare questa nostra Europa che ultimamente mi sembra un po' bistrattata, così ho scelto una ricetta ricca di ingredienti e conosciuta dai migliori chef del nostro vecchio continente. Il Lussemburgo viene ospitato dal  blog Girlichef di Heather e se andate nel suo blog trovate una bella ricerca su questo Paese, piccolo ma bello e interessante. andiamo alla ricetta che è abbastanza complicata

mercoledì 12 giugno 2013

TORTA DI ROSE


Bellissima, la Torta di rose. Bellissima e buona, una pasta che si scioglie in bocca, la pasta è quella che io adoro, la pasta brioche, la pasta del babà, quella con il lievito di birra, sono i dolci che preferisco, e una farcitura che farebbe diventare buono anche un sorcio: burro, burro e zucchero, immaginate cosa può essere e in più, io ho aggiunto pinoli e uvetta, non dico altro, solamente che questa delizia, la torta di rose, l'ho copiata dal blog di Agostina e qui trovate il suo blog e la ricetta originale.

giovedì 6 giugno 2013

CANEDERLI VERDI per Quanti modi di fare e rifare


Siamo al 6 giugno, non sembra lo so, fa ancora freddo e piove, piove molto, il nostro clima, ha smesso già da alcuni anni di regalarci le 4 stagioni, quelle belle primavere fresche, estati calde, ma non soffocanti, il 2003 è stato l'anno della calda estate ed è stato l'anno che ha segnato il confine del cambiamento climatico. Mentre scrivo, sono le 23,30 sta piovendo e oggi, leggevo poco fa, i Castelli romani sono stati ricoperti da un manto bianco: grandine, ne è caduta tanta da coprire tutto con un manto candido tipo neve e forse sarà un'estate perturbata, pazienza. Comunque questi buonissimi  knodel o canederli sono molto adatti ad un clima fresco vista la loro origine. 

lunedì 13 maggio 2013

TRUFFLE SEMIFREDDO AL RUM


Dopo i risultati delle elezioni politiche di ieri credo sia doveroso fare un bagno di cioccolato tanto per gratificarsi e rinfrancare lo spirito sono  molto delusa dal voto degli italiani, si sono dimenticati le mignotte, i balletti con le minorenni, i condoni, le grandi evasioni consigliate dallo stesso, insomma gli hanno perdonato tutto...bene questo ci serve proprio.
Da Sale&pepe di ottobre

Ingredienti per 10 persone (dicono loro) io dico 8 scarsi

uno stampo della capacità di 1 litro, da budino va bene, il mio è in alluminio di quelli di una volta

400 grammi di cioccolato fondente
3 decilitri di panna fresca 
1 baccello di vaniglia
2 cucchiai di rum
80 grammi di burro
4 tuorli
150 grammi di nocciole tostate
130 grammi di zucchero semolato

Mettete le nocciole in forno e fatele tostare al grill, non bruciatele, nel frattempo mettete i 130 grammi di zucchero in un padellino con 3 cucchiai di acqua e fate sciogliere le zucchero, aggiungete le nocciole e mescolate fino a che diventa bianco, tipo sabbia, continuate a cuocere lo zucchero fino a che caramella, spegnete e versate il tutto su carta forno. Fate freddare le nocciole e poi pestatele nel mortaio, o mettetele in mezzo a due fogli doppi di carta forno, sopra un canovaccio e battetetele con un mattarello senza polverizzarle troppo. Lasciatene 3/4 per il decoro finale.
Incidete il baccello di vaniglia, raschiate i semini e metteteli nella panna in fusione per 20 minuti, la ricetta  prevedeva di portare la panna quasi ad ebollizione, io l'ho fatto e dopo non si è montata e l'ho buttata, per cui non fatelo.
Tritate il cioccolato e mettetelo in una pirofila a sciogliere in bagnomaria e aggiungete il rum.
Montate il burro a crema e poi aggiungete i tuorli, quando il composto di cioccolato è sciolto e meno caldo aggiungetelo al composto di uova e burro.
Montate la panna alla vaniglia e aggiungetela al composto con il cioccolato con movimenti dal basso verso l'alto.
Con questo composto riempite il vostro stampo a strati, nocciole tritate e cioccolato fino ad esaurimento, lasciate un cucchiaio di nocciole tritate sempre per il decoro.
Adesso mettete il vostro truffle nel congelatore per almeno 8 ore. 
Toglietelo dal freezer e passatelo per pochi secondi in acqua molto calda, giratelo in un piatto di portata e basterà un colpetto per farlo scendere, decoratelo con le nocciole tritate e quelle intere, e godetevi questa delizia.
535 calorie a porzione

                                                    qui troverete tutte le informazioni


 Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 








venerdì 15 marzo 2013

CREMA DI CAROTE E AVOCADO



Semplice, facilissima e veloce, ma tanto gusto e tanto sapore e quando volete stare leggeri e fare un pieno di salute ecco la crema ideale e poi serve anche ad abbronzarsi rapidamente. Non dimentichiamo le sue virtù:
 La carota è ricca di vitamina A (Betacarotene), BCPPD e E, nonché di sali minerali e zuccheri semplici come il glucosio. Per questo motivo il suo consumo favorisce un aumento delle difese dell'organismo contro le malattie infettive.
 La carota è molto usata in cosmesi perché antiossidante e ricca di betacarotene, perciò stimola l'abbronzatura prevenendo la formazione di rughe e curando la pelle secca e le sue impurità; la sua polpa è un ottimo antinfiammatorio molto adatto a curare piaghe, sfoghi cutanei e screpolature della pelle. È molto indicata per la cura delle affezioni polmonari e nelle dermatosi; quale gastro-protettore delle pareti dello stomaco è un ottimo anti ulcera. Fra le altre molteplici proprietà curative, la carota ha quelle di prevenire l'invecchiamento della pelle, facilitare la secrezione del latte nelle puerpere, tonificare il fegato, regolare il colesterolo. Altri benefici riconosciuti sono la facilitazione della diuresi, la tonificazione dei reni, l'innalzamento della emoglobina, la regolazione delle funzioni intestinali. Infine, favorisce la vista portando sollievo ad occhi stanchi ed arrossati. 
Credo ci possa bastare, e adesso questa veloce ricetta:

Ingredienti:

1 chilo di carote, meglio se biologiche
cipolla
25 grammi di burro
1 avocado maturo
limone
olio evo

Mettete metà burro in una casseruola, affettate finemente la cipolla e fatela imbiondire nel burro, spazzolate bene le carote, se sono bio, altrimenti pulitele con il pelapatate, tagliatele a rondelle e mettetele a cuocere nel tegame, aggiungete un bicchiere d'acqua e coprite con coperchio. 
Nel frattempo sbucciate l'avocado, fatelo a pezzetti, spruzzatelo di limone per l'ossidazione, mettetelo in un cutter e riducetelo in crema, aggiungete sale, pepe e un filino di olio.
Frullate le carote, aggiungete l'altro burro, aggiustate di sale e mettetele in un piatto, in mezzo una cucchiaiata di avocado, guarnite con prezzemolo fresco. Vi giuro che scalda il cuore ed è molto dietetica.

C'è un particolare, io questa crema l'ho vista qualche mese fa o su un giornale o in un blog, queste cose di solito le trovo nel blog di Capano, ma non c'è, se qualcuno la riconosce mi dica "è mia!" ed io metto il link, scusatemi.

Con questa ricetta partecipo al contest Color Food, di Donatella del blog Fior di rosmarino per il colore arancione








venerdì 8 marzo 2013

CAPRESE AL CIOCCOLATO BIANCO

E' un periodo che amo fare i dolci, torte di ogni tipo, impasti morbidi,  torte con il cioccolato, poi le assaggio e basta, però mi piace farle, gli dedico un po' di tempo. E anche stasera vi offro una delizia della pasticceria italiana famosa nel mondo: la caprese al cioccolato bianco. Raffinata, superlativa, morbida, dolce, sublime, tutto si può dire di questa splendida creazione. Tutta la Costiera c'è dentro a questo dolce, i colori, i profumi che escono dal forno mentre la torta cuoce riempiono la casa, i profumi degli splendidi limoni di Sorrento, di Amalfi e di tanti altri luoghi meno conosciuti, il limoncello, altra delizia nata in questi bellissimi paesini arroccati sulla Costiera, così tanto degradati e deturpati, da scellerate costruzioni selvagge, senza nessuna regola, luoghi incantati distrutti dalla mano della camorra che purtroppo fa da padrona in questa regione che potrebbe vivere molto bene con le sue risorse se non ci fosse questo cancro che le impedisce qualunque tipo di crescita, anzi la costringe sempre a fare passi indietro, in ordine cronologico l'incendio alla Città della Scienza, un posto bellissimo pieno di arte e cultura andato in fumo nel giro di poche ore, è sì perché la cultura è quella cosa che le organizzazioni criminali non amano, sì sa che più la gente ha cultura più è difficile da manovrare, pensa con la propria testa e magari si ribella anche...bene andiamo alla nostra ricetta, presa pari pari da Sale&pepe di ottobre.

Ingredienti:

loro dicono che questa dose è per 12 persone, a me, da ieri sera, ne è rimasto 1 quarto...comunque è per una teglia da 26 cm, io ne ho usata una leggermente svasata, mi piace di più questa forma, rivestita di carta forno bagnata e strizzata, altrimenti l'impasto, abbastanza liquido, si attaccherebbe alla teglia anche se imburrata e infarinata.

200 grammi di mandorle spellate
200 grammi di cioccolato bianco
5 uova biologiche 
150 grammi di zucchero semolato
150 grammi di burro
4 limoni non trattati, i miei vengono da un giardino di Ostia, belli, grossi e profumati
1 bicchierino di limoncello, io 2 home made che trovate qui, anzi è rosolio al limone un po' diverso
zucchero a velo per spolverare
mandorle a lamelle - omesse -
foglioline di menta - omesse




Frullare le mandorle, devono diventare finissime, con il cioccolato e lo zucchero semolato, poi aggiungere il burro e frullare ancora. Versare l'impasto in una ciotola e aggiungere le uova, uno alla volta, il limoncello, la scorza dei 3 limoni e 3 cucchiai di succo di limone, mescolare fino ad amalgamare il tutto.  Foderare la tortiera (come sopra) e cuocere a 180°C  per un'ora. La torta andrebbe fatta riposare 12 ore e mangiata il giorno successivo, noi l'abbiamo mangiata dopo 6/7, era buona.
Quando è fredda sformatela, spolverizzatela con lo zucchero a velo e decoratela come preferite con fettine di limone o altro. Conservatela in frigorifero, se avanza.

Con questa ricetta partecipo al contest  di Donatella del blog Fior di Rosmarino per festeggiare i due anni del blog

























mercoledì 6 marzo 2013

Quanti modi di fare e rifare la Pastiera di maccheroni


Siamo al 6 marzo, un soffio ed è primavera, sto scrivendo da una Roma grigia e poco piacevole ma le giornate hanno un profumo diverso, e sono molto più lunghe, insomma fanno ben sperare che la primavera arrivi presto e carica di buone intenzioni.
Questo mese la nostra Cuochina, ci porta nel blog di Francesca a visitare la sua cucina e carpire i segreti della pastiera cara a suo nonno. Non è la pastiera a cui siamo abituati, è diversa ma molto buona, e poi risveglia in lei dei bellissimi ricordi e anche a noi piace far parte di questi ricordi.

Ingredienti


500 grammi di  capellini (spaghetti sottili) Io ho usato i tagliolini di grano duro
1 litro di  latte
1 chilo di  zucchero
12 uova
100 grammi di sugna, io burro
100 grammi di cedro candito a pezzettini
sale, una presa
acqua di fiori d'arancio, un paio di cucchiai
Cuocere i capellini come una normale pasta, nell'acqua appena salata, scolare l'acqua, lasciandone poca in fondo, un centimetro, e poi aggiungere tutto il resto: il latte, il burro, lo zucchero, le uova sbattute e per ultimi i canditi e l'acqua di fiori d'arancio Alla pasta si aggiunge il latte, la sugna, lo zucchero ed infine le uova sbattute, i canditi e l'acqua di fiori d'arancio.

Imburrate e infarinate una teglia, quella tipica da pastiera sarebbe l'ideale, in ferro o alluminio,bordi svasati, alti qualche centimetro, versare l'impasto nella tortiera e infornare a 200°C per un'ora, io l'ho tenuta un'ora e mezzo abbondante, ma dipende dai forni, regolatevi. Per questa dose ci vorrà una teglia molto grande, Francesca scrive di aver saputo che la teglia deve avere un diametro di 42 cm, io ho diviso la dose in 4 e ho usato una teglia di 22 cm ed è venuta alta 4 cm, regolatevi con queste misure.
Buona pastiera.
Il mese prossimo, il 6 aprile ci incontreremo nel blog Babà che bontà



martedì 12 febbraio 2013

CARAMELLE


Ultimo giorno di carnevale e ultime ricette, non scrivo nessun post, sul carnevale è stato scritto di tutto e di più, è inutile ripetersi, vado subito alla ricetta, è una ricetta particolare, io non so chi l'abbia data a mia madre, ho solamente un foglietto con 4 ingredienti e con scritto sotto: friggere!, certo lei ce le ha fatte tante di quelle volte che noi le conosciamo benissimo, ma non le ho mai trovate in nessuna pasticceria. Andiamo agli ingredienti:

Ingredienti:

per la pasta:
500 grammi di farina 0
100 grammi di burro
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di semi di arachide per friggere

per il ripieno:
la scorza grattata di 3 limoni o 2 molto grandi, mi raccomando di giardino
150 grammi di zucchero 

Impastare gli ingredienti e lavorare bene, far riposare un tempo giusto, circa 10 minuti. Nel frattempo mischiare lo zucchero e la scorza dei limoni, vedrete che lo zucchero si impregnerà dell'olio essenziale e diventerà subito giallo.  Tirare una o più sfoglie sottili, da queste ricavare dei quadrati di 6/7 cm di lato. Riempire con un cucchiaino di impasto il quadretto di pasta e chiuderlo a caramella (da qui il nome) sigillate i lati, però se il centro della caramella rimane un po' aperta va benissimo perché durante la frittura deve uscire un po' di impasto (come da foto) che si caramellerà è darà un sapore ancora più buono ai dolcetti,. Provatele, si possono fare anche se non è carnevale, sono molto particolari.
Per l'impasto io ho usato la pasta matta presa da Sale&pepe di settembre, siccome l'avevo fatta poche ore prima per una torta rustica, e me ne era avanzata tanta ho deciso di provare e sono venute benissimo, si vede, adesso vi lascio  gli ingredienti anche di questo impasto così potete scegliere:

Ingredienti pasta matta:

400 grammi di farina 0
6 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale
150 ml di acqua frizzante

Mettere tutti gli ingredienti nella planetaria, nella spianatoia o dove volete e amalgamare, lavorare  bene, avvolgete nella pellicola e far riposare, riprendere e tirare sfoglie molto sottili e procedere come sopra.
La differenza è che in questo impasto non c'è il burro e vista la pesantezza del fritto, avere un impasto senza burro è sicuramente meglio.
Bene vi ho fornito due ricette di impasti, a voi la scelta.


lunedì 14 gennaio 2013

RAVIOLI DI PESCE: GAMBERONI E SALMONE




Ancora una ricetta fatta la sera di Natale, la propongo perché si può fare sempre, è adatta a cene importanti, è facile, di sicuro effetto e buona come sanno essere buoni  i ravioli di pesce fatti con gamberoni e salmone affumicato, due ingredienti che non necessitano di grandi cotture, il salmone affumicato è pronto, i gamberoni vanno lavati, sgusciati, tolto il budellino, saltati velocemente in padella, pronti. Partiamo dalla pasta.

Ingredienti:

per la pasta:
300 grammi di farina di grano duro, io Molino Chiavazza
3 uova
impastate molto bene e a lungo, se è troppo morbida aggiungete ancora farina

per il ripieno:
salmone affumicato
7/8 gamberoni, 

Lavare i gamberoni, levare il guscio incidendolo con le forbici e togliere il budellino nero, scaldare poco burro in una padella e metterci i gamberoni, farli rosolare velocemente e sfumarli con il cognac, del rum o della grappa, quello che preferite.

Tirare le strisce di pasta e assemblare i ravioli, mettere un pezzo di gamberone (dividere un gamberone in tre parti) e un pezzo di salmone affumicato, coprire e chiudere bene, tagliare con la rotellina che sigilla,così fino alla fine. Appoggiarli su una spianatoia infarinata per non farli attaccare.
Mettere a bollire dell'acqua e preparare un leggero condimento. Burro, besciamella molto liquida, qualche cucchiaio e qualche cucchiaio di passata di pomodoro molto liquida,quasi la sciacquatura della bottiglia, deve venire fuori un condimento leggero e appena rosato, lasciare il condimento nella padella e quando i ravioli sono cotti, pochi minuti in acqua bollente, salata, prenderli dalla pentola con la schiumarola e metterli nel condimento, farli insaporire qualche minuto e mettere nei piatti. Il figurone è assicurato,ve lo garantisco.


mercoledì 5 dicembre 2012

BISCOTTI OCCHIO DI BUE

Vi piacciono i biscotti Occhio di bue? a noi tantissimo, ma quelli comprati sanno solamente di vanillina chimica, e di patate, questi sono venuti eccellenti, li ho fatti ieri, e sono finiti, praticamente sono piccole crostate, è un buon biscotto e fatti in casa si fanno mangiare, confetture eccellenti quelle del Colle della Croce, ciliegie e arance, con queste ho farcito i biscotti.
     

Ingredienti:

500 grammi di burro - io 125 grammi
1000 grammi di farina 00 - io 250 grammi di farina 0 Molino Chiavazza
8 tuorli - io 2 tuorli
confetture di vari gusti - io ciliegie e arance Colle della Croce
400 grammi di zucchero a velo - io 100 grammi, più quello da mettere sopra

La dose era per 22 biscotti, cioè 44 cerchi, io ne ho fatti, 11, anzi con gli avanzi sono riuscita a farne 12.

In una terrina impastare la farina, setacciata, con il burro a temperatura ambiente, verrà una cosa granulosa, come se fosse sabbia, unite i tuorli, un pizzico di sale, lo zucchero a velo e impastate, lavorate fino ad avere un impasto liscio, mettetelo a riposare in frigo nella pellicola, io l'ho fatto addirittura il giorno prima, poi stendetelo sulla spianatoia infarinata (io spianatoia Meeting) come una frolla, con il vostro attrezzo o un coppapasta di 10 cm di diametro fate i cerchi e con uno più piccolo di 4,5 cm  fate i buchi ai cerchi che vanno sopra, mettete in forno caldo a 170/180 per 15 minuti (non si devono colorare fate attenzione).

Prima di andare in forno, cercate di fare i buchi al centro, non come me...

Una volta pronti metteteli a freddare su una gratella e quando saranno freddi mettete al centro di ogni cerchio un cucchiaino di confettura, io ciliegie e arance Colle della Croce, coprite con il biscotto forato e spolverizzate con lo zucchero a velo. Se vi piacciono i biscotti Occhio di bue, questi vi piaceranno moltissimo.
Ricetta di Giallo Zafferano 

lunedì 26 novembre 2012

RISOTTO TALEGGIO E PERE




La mia passione per i risotti è ormai nota, anche se sono toscana, anzi maremmana, e noi risotti non ne facciamo, giusto un paio di ricette, e abito da innumerevoli anni a Roma e anche qui l'unico riso che conoscono è quello dei supplì, io invece ho sempre avuto la passione del riso, cerco i risi migliori, non compro un riso "tanto sono tutti uguali" no non è vero sono tutti diversi, e la qualità del riso, dove è nato, cresciuto, dove è stato coltivato, fanno la differenza, una buona ricetta con un pessimo riso, non sarà mai buona. Un buon Carnaroli,  contiene più amido, tiene meglio la cottura, e non a caso viene definito "re dei risi", e siccome io sono una talebana in cucina, uso solo Carnaroli per i miei risotti, poi ho un marito che ha  vissuto metà della sua vita a Milano e in fatto di risotti è esigente ed è molto critico, non mi fa sconti, ma sui risotti ho passato più di un esame, comunque sono sempre pronta a imparare altro, non mi accontento mai.
Questo di oggi è un classico, rivisitato. Risotto taleggio e pere, riso carnaroli, non si dice la marca, e pere abate, abbastanza acidule, non dolci.

Ingredienti:

300 grammi di riso carnaroli
50 grammi di burro
1/2 cipolla
brodo vegetale preparato precedentemente (qui il modo di prepararlo)
300 grammi di taleggio
4 pere abate non molto mature
una stecca di cannella

Il brodo sempre sul fuoco, deve rimane caldo fino alla fine. Tagliate la cipolla finissima e mettetela in una casseruola con un pezzo di burro, direi la metà, 25 grammi, fatela appassire senza colorare, fate tostare il riso e aggiungetelo alla cipolla, io di solito lo tosto così come andrebbe tostato, a questo punto cominciate ad aggiungere piccole quantità di brodo vegetale bollente e girate, continuate così fino a cottura, 5 minuti prima aggiungete le pere, sbucciate e tagliate a dadi e il taleggio, e continuate a girare poi spegnete il fuoco, coprite e lasciate così per 5 minuti, aggiungete ancora burro per mantecare.
Per fare il piatto. Ho messo una nocciolina di burro in una padella, appena sciolto ho aggiunto alcune fette di pera, le ho fatte colorare e le ho appoggiate nel piatto come decorazione e sopra il risotto, meraviglioso si scioglieva in bocca, il taleggio e le pere hanno conferito un' eccellente cremosità e il tocco finale è stata la cannella grattugiata sopra, divina...provatelo.