Visualizzazione post con etichetta cipolle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cipolle. Mostra tutti i post
lunedì 10 giugno 2013
TIMBALLO DI ZUCCHINE CON TANTE VERDURE
Verdure, verdure, verdure, io mangerei solo verdure e mi invento sempre ricette per propinarle a mio marito che non è un gran mangione, a lui piacciono poche cose, le spiluzzica, io invece mangio piatti pieni e non mi sazio mai, di zucchine ne potrei mangiare chili e in tutti i modi, ieri sera ho fatto i fiori di zucca fritti alla romana, i carciofi fritti e le melanzane, una cena da dei, un fritto leggerissimo, adesso con le verdure estive è tutto un tripudio di colori e di sapori, i gialli e i rossi dei peperoni, i fiori di zucca e zucchina quando li compri sono più belli del miglior bouquet di una gioiosa sposa, le zucchine gialle simili alle zucchine d'acqua siciliane
i fagiolini viola, gialli, le melanzane bianche e a strisce viola e bianche; il basilico, grande, piccolo, piccolissimo, greco, siciliano, napoletano, genovese e rosso per le insalate, e poi la frutta, le ciliegie, le fragole, i meloni, le albicocche, le pesche, le angurie, l'estate è bella per questi doni della natura.
Ho pensato questo timballo e le uniche verdure che avevo in casa erano queste, non vi darò le dosi perché ho fatto tutto ad occhio e anche voi decidete cosa mettere dentro al timballo.
Etichette:
carote,
cipolle,
peperoni,
pomodori,
ricetta vegetariana,
sedano,
timballo di verdure zucchine
giovedì 14 marzo 2013
CIPOLLATA
Ecco la Cipollata, e con questa siamo a 3 zuppe di cipolla, e due sono fiorentine, questa e la carabaccia. La Cipollata viene fatta con la cipolla rossa vernina, questa cipolla viene coltivata nella zona tra San Casciano e Scandicci, ma la cultivar più famosa è prodotta a Certaldo, la forma è rotonda, leggermente appiattita, colore rosso intenso, colore e sapore molto forti, per queste caratteristiche è molto usata in cucina, la stagione di raccolta è luglio. Si racconta anche che la cipolla di Certaldo era già conosciuta ai tempi del boccaccio, infatti già da allora lo stemma del comune di Certaldo raffigurava uno scudo bianco e rosso con la cipolla nello spazio bianco e con il motto: "Per natura sono forte e dolce ancora e piaccio a chi sta e a chi lavora".
Io non ho potuto usare la rossa di Certaldo perché non è stagione, ma una rossa comune che si trova tutto l'anno. A luglio la proverò sicuramente.
Ingredienti per 2 persone:
6 cipolle rosse comuni
5 pomodori, io ho usato i pomodorini in salamoia Colle della Croce
alcune foglie di basilico, io surgelate, le lavo e le surgelo 3/4 insieme nella pellicola1 litro di brodo vegetale preparato precedentemente con le solite verdure qui
sale, pepe
olio extravergine, io olio Dante
3 rossi di uovo
parmigiano
Affettate sottilmente le cipolle e fatele imbiondire in un tegame, meglio di coccio, con qualche cucchiaio di olio evo, dopo che saranno appassite, versateci il brodo vegetale, i pomodorini in salamoia, sale e pepe, fate cuocere fino a far ritirare il brodo, togliete il tegame del fuoco, lavorate i rossi d'uovo con il parmigiano e uniteli alle cipolle, amalgamate bene il tutto, versate in filo d'olio evo, aggiungete anche le foglie di basilico, mettete delle fette di pane toscano abbrustolito nei piatti e sopra la cipollata, una generosa spolverata di pepe e mangiate, stupenda..
tratta dal libro: La buona cucina toscana di Mazzanti
Con questa ricetta partecipo al contest di Donatella del blog Fior di rosmarino per il colore viola
Etichette:
cipolle,
olio extravergine,
pepe,
sale,
tuorli
domenica 3 marzo 2013
BACCALA' ALLA PORTOGHESE per l'Abbecedario culinario d'Europa
Questa volta con l'Abbecedario culinario d'Europa andiamo in Portogallo e siamo ospiti di Patrizia, che ringraziamo, del blog La Melagranata che ci illustra e ci racconta il Portogallo come se stessimo viaggiando in quello splendido Paese affacciato sull'oceano, e grazie ancora Aiuolik, che ci fai vivere questa bellissima esperienza dell'Abbecedario culinario Europeo, siamo tante e ci stiamo divertendo...Ecco la ricetta, un po' scontata, ma piace molto a mio marito e ogni tanto lo accontento...
![]() |
| Abbecedario Culinario Europeo |
Ingredienti:
1filetto di baccalà (io prendo sempre quello da 7/8 etti, ma ci sono anche più piccoli)
1 litro di latte
cipolle dorate, 4/5
patate, 4/5
timo, prezzemolo,
papavero op. olive
Lavate molto bene il baccalà, tagliatelo in due pezzi, mettetelo in una ciotola che lo contenga e copritelo di acqua, acqua che cambierete almeno 4/5 volte al giorno, (altrimenti puzza), per 48 ore. Lasciatelo sul lavandino, attenzione ai gatti, sono ghiotti, ma il baccalà ha le spine.
Passate le 48 ore mettetelo in acqua bollente, (già bollente) per 10 minuti, nel frattempo portate ad ebollizione il latte, togliete il baccalà dall'acqua, mettetelo in un altro contenitore e copritelo di latte bollente. Qui deve rimane per un'ora.
Nel frattempo sbucciate le cipolle, fatele a pezzi e fatele dorare in una padella con poco olio, un cucchiaio, appena pronte mettetele da parte, fate la stessa cosa con le patate, ma queste tagliatele a listarelle. Salate sia le cipolle che le patate molto poco, perché se il baccalà è rimasto salato non riuscirete a mangiarlo.
Passato questo tempo, con le mani, togliete la pelle, le lische e sfilacciate tutto il baccalà, devono venire fuori piccoli pezzetti. Unite le cipolle, le patate, una buona macinata di pepe, disponetelo nella, o nelle pirofile da forno e guarnitelo con tanto prezzemolo e olive nere, oppure tanto papavero, io ho fatto tutte e due le versioni. Non mettete sale, non dovrebbe servire, però può capitare di trovare un baccalà meno salato, in quel caso prima di andare in forno, siccome sono cose tutte cotte, potete assaggiare e se manca di sale aggiustatelo. 15/20 minuti a 180 e poi servitelo.
Vi aggiungo queste poche righe che dicono tutto. "Pesce magro per eccellenza, è l’ideale per le diete povere di grassi. Nel caso che il baccalà sia secco o sotto sale, le calorie si moltiplicano per tre e così anche le proteine, quindi se non ci sono problemi di sovrappeso o di ipertensione, è meglio mangiarlo in questo modo, per meglio ricevere i suoi nutrienti. Questo pesce è ricco di vitamine A, E, B1, B2, B3, B6 e C, e minerali soprattutto il potassio, il fosforo, il sodio, il calcio e il magnesio. Il suo fegato è una fonte inestimabile di vitamina D." Fonte: integratori-dietetici.net
martedì 22 gennaio 2013
ACQUA COTTA
La Storia
L’Acqua Cotta della mia nonna, diversa dalle tante che si trovano in tutta la Toscana, molto più semplice. Senza funghi, senza salsiccia, senza pancetta, con le verdure "sull'uscio" come si diceva una volta, cioè appena apri la porta che dà sull'orto, le trovi.
Questa è la ricetta dell'Acqua Cotta, della mia nonna materna, la nonna che cucinava benissimo, qualunque cosa, i suoi pici erano la fine del mondo, quando lei "appiciava" era un piacere guardarla ed io la guardavo ed ho imparato a fare i pici, i suoi arrosti, unici, e quei gesti, che si ripetevano da decenni, e lei non era mai stanca, aveva un sorriso per tutti, un abbraccio, un bacio. Io le volevo molto bene, mia nonna era una donna dei primi del novecento, ma aveva idee molto moderne, amava il mondo, amava i giovani, era felice quando sapeva che andavamo fuori dall'Italia, o in vacanza o per lavoro, era felice perché sapeva che stavamo bene. Lei aveva cresciuto tutti i nipoti, tutti noi, la sua casa era al centro dell'isolato e tutti o al mattino per la colazione o per il pranzo o per la merenda ci capitavamo e lei sempre felice di vederci, ci sfamava con pane e pomodoro, pane vino e zucchero, che merende meravigliose, L’Acqua Cotta era un mangiare molto povero che preparavano i mandriani durante le lunghe attese guardando le bestie che pascolavano, o quando le portavano d'estate e mangiare erba fresca nelle zone del Casentino, oppure i carbonai quando andavano nei boschi a fare le carbonaie e stavano fuori diversi giorni, tutti si portavano dietro olio sale un pezzo di pane che già non era morbidissimo, carne secca e un pezzo di baccalà ovviamente secco. Poi quando era ora di mangiare mettevano nell’acqua un mazzo di erbe trovate al momento nei campi, ci buttavano dentro il soffritto di pancetta e cipolla e poi il baccalà e le patate. Questo è quanto riporta Leo Codacci nel suo libro “Civiltà della tavola contadina” che parla di quel pezzo di Toscana, la Maremma appunto, oggi ricercatissima da un turismo molto esigente, ieri terra di malaria, terra aspra e dura, Maremmamara appunto. E poi c'erano le donne che restavano a casa e dovevano dar da mangiare ai figli, che erano sempre tanti, e così andavano nell'orto dietro casa e prendevano le poche erbe e le mettevano nell'acqua e ogni tanto, quando si salvavano dalle razzie quotidiane di padroni senza scrupoli, ci mettevano anche qualche uovo. Fin qui la storia, della mia nonna e della Maremma.
Adesso vado a raccontarvi la mia ricetta, è certo che è solo mia, se ne trovate una uguale, vuol dire che è stata copiata. Fatela, e se volete pubblicarla, citate la fonte.
Ingredienti:
1 etto di sedano a testa, (se ci sono 10 persone sarà 1 chilo così per le altre cose)1 cipolla grande bianca a testa, se è tempo usate quelle schiacciate grandi, altrimenti le
dorate
1 etto di coste a testa, per le coste prendete le bietole quelle grandi e usate solo la parte inferiore
carote, le carote si mettono solo per un effetto ottico, 1 se si è in pochi, 3-4 se in 10 o più
1 barattolo di pelati piccolo o grande a seconda della quantità di verdure o pomodori freschi, o una buona passata
sale e pepe
1 uovo a testa, io bio
Prendete un tegame dai bordi un po' alti, metteteci dell'olio extravergine di oliva, due spicchi di aglio schiacciati, fateli imbiondire e poi toglieteli. Dopo aver lavato accuratamente le verdure, cominciate a tagliarle a tocchetti e mettetele via via nel tegame, iniziate con le verdure più dure, il sedano, e continuate molto lentamente in modo che le stesse si appassiscano, vedrete infatti che all'inizio riempiranno il tegame e quando inizieranno a perdere acqua diventeranno poche poche. Una volta finito mettete un piccolo barattolo di pelati schiacciati con la forchetta o passati, in estate potete mettere pomodori freschi, ricoprire il tutto con acqua bollente, regolate il sale e mettete il coperchio. Un'ora di cottura a fuoco medio basso, le verdure devono essere cotte ma non spappolate...a fine cottura rompete un uovo a testa (deve rimanere intero) dentro l'acqua cotta. L'uovo si cuocerà subito e potete iniziare a fare i piatti. Se qualcuno vuole mettere del pane abbrustolito va bene, mettete un ramaiolo abbondante di verdure e sopra l'uovo. Una generosa macinata di pepe e un giro d'olio....una delizia.Questa è la mia ricetta del cuore, l'Acqua cotta della mia nonna.
Con questa ricetta partecipo al contest di Pane, burro e Marmellata
Etichette:
cipolle,
coste,
Primo piatto di verdure,
sedano,
Uova
lunedì 24 dicembre 2012
LA CARABACCIA (detta anche "Zuppa di cipolle alla fiorentina")
La Carabaccia? E cos' è? Forse preferite chiamarla zuppa di cipolle ma, così, fareste un torto ai fiorentini che, alla faccia dei francesi, si vantano di aver inventato questa ricetta molto gustosa e composta da un ingrediente molto povero. Sebbene sia un piatto meglio conosciuto come “soupe à l'oignon gratinée”, si dice che la zuppa di cipolle non sia esclusivamente francese.
Senza nulla togliere ai cugini d'oltr'alpe, non ci pemetteremmo mai visto che sono un po' permalosetti, sembra che l'origine di questo piatto sia italianissima, anzi, toscana e, per la precisione, fiorentina così come altri piatti: l'omelette, la béchamel, le crèpes o la caneton à l'orange (l'anatra all'arancia). Si sa, i toscani sono un popolo strano, intelligentissimo, orgoglioso della loro bellissima terra, della loro arte ma un po' litigioso e testardo. Non si sentono, poi, secondi a nessuno e, nel caso della loro tradizione culinaria, non la smettono mai di ripetere di aver esportato a Parigi numerosi piatti toscani. E chi lo ha fatto? Caterina de' Medici. E, appunto, sembra che sia stata proprio lei a esportare in Francia la ricetta della zuppa di cipolle che in origine si chiamava “carabazada” e, oggi, più semplicemente “carabaccia”.
E ancora. Ci sono prove che le cipolle erano regine in cucina anche ai tempi degli Etruschi, nella “tomba degli stucchi “ a Cerveteri è rappresentata la cipolla negli affreschi.
La cucina toscana è una cucina molto semplice, i suoi piatti, ormai rinomati nel mondo, oltre che semplici sono anche poco cari, e di questi tempi non guasta, fatti con materie prime che si trovano facilmente al mercato, o al supermercato, a prezzi contenuti. E, appunto, le cipolle sono alla base di questo piatto che piace anche a chi per le cipolle non va proprio matto.
1 chilo di cipolle rosse quelle rotonde
2 carote
3 coste di sedano
un pezzetto di lardo o rigatino
1 bicchiere di vino bianco
se serve un po' di brodo vegetale
1 pizzico di cannella
qualche mandorla pestata nel mortaio
alla fine basilico
e fette di pane abbrustolite, io pane home made
pecorino o parmigiano
Tritate il lardo insieme ad un paio di carote e due coste di sedano, mettete tutto in un tegame di coccio, io ho usato, come al solito, la mia splendida Le Creuset rossa, insieme a qualche cucchiaio di olio evo.
Nel frattempo tagliate le cipolle a fettine fine, quando il battuto è rosolato, mettetele tutte nel tegame e fate imbiondire pure loro, aggiungete un bicchiere di vino bianco qualche mestolo di brodo e continuate la cottura per un'ora. Io mi sono regolata con la mia esperienza e quando ho capito che serviva un po' di liquido ho aggiunto del brodo vegetale. Prima di ultimare la cottura ho aggiunto un pizzico di cannella e 4/5 mandorle pestate nel mortaio.
Alcune ricette, riportano anche di aggiungere i piselli a metà cottura, io non l'ho fatto, mi piacciono poco e poi ci sono più versioni della carabaccia. Per portare in tavola la mia carabaccia ho usato le cocotte rosse di gres, sempre Le Creuset
Un'altra versione consiglia di rompere un uovo gli ultimi minuti di cottura, un po' come per l'acqua cotta, ma mi andava una zuppa tutta vegetale.
Provatela, non ha nulla da invidiare alla soupe l'oignon che io adoro e che faccio molto spesso.
Tutto tratto da internet e wikipedia.Pubblicata dalla rivista online Il Cavolo Verde, Magazine del cibo e del bere.
Etichette:
Carabaccia,
cipolle,
Primi piatti,
Zuppa di cipolle fiorentina
martedì 4 settembre 2012
Baccalà alla portoghese
Oggi baccalà alla portoghese. O meglio da oggi posterò alcune ricette di baccalà. Il baccalà fa molto bene, anzi vi consiglio di cucinarlo spesso, ci sono tanti modi e sono tutte ottime ricette. E' un pesce conservato, appartiene alla famiglia del merluzzo, quando è fresco, baccalà quando è conservato, sotto sale e poi essiccato.
Da wikipedia: Il baccalà è il merluzzo bianco (Gadus morhua, pesce appartenente ai Gadidae presente nell'Oceano atlantico settentrionale) conservato sotto sale.
Poi c'è lo stoccafisso, altra cosa, altro prezzo, altro modo di conservazione, essiccato al vento delle isole Lofoten. Farò anche lo stoccafisso, ma è più lungo da fare. Lo stoccafisso (o stocco in alcune zone dell'Italia meridionale),mentre nel triveneto lo stoccafisso viene chiamato baccalà, per esempio, baccalà alla vicentina, è stoccafisso. Insomma, il pesce, da vivo, è sempre il merluzzo, è il metodo di conservazione che cambia: baccalà salato e poi essiccato, oppure baccalà a filetti solamente salato, io uso quello è più facile da gestire perché è privo di testa, pinne, coda) poi lo stoccafisso, lo ripeto, essiccato intero in Norvegia, al vento e all'aria secca delle isole Lofoten.
Per rendere mangiabili i due pesci conservati ci vogliono 48 ore in acqua corrente o cambiata 4/5 volte al giorno, per il baccalà, una settimana per lo stoccafisso, dopo mangerete una delle cose più buone al mondo.Il Portogallo è il primo consumatore mondiale, noi secondi.
Ingredienti:
1filetto di baccalà (io prendo sempre quello da 7/8 etti, ma ci sono anche più piccoli)
1 litro di latte
cipolle dorate, 4/5
patate, 4/5
timo, prezzemolo,
papavero op. olive
Lavate molto bene il baccalà, tagliatelo in due pezzi, mettetelo in una ciotola che lo contenga e copritelo di acqua, acqua che cambierete almeno 4/5 volte al giorno, (altrimenti puzza), per 48 ore. Lasciatelo sul lavandino, attenzione ai gatti, sono ghiotti, ma il baccalà ha le spine.
Passate le 48 ore mettetelo in acqua bollente, (già bollente) per 10 minuti, nel frattempo portate ad ebollizione il latte, togliete il baccalà dall'acqua, mettetelo in un altro contenitore e copritelo di latte bollente. Qui deve rimane per un'ora.
Nel frattempo sbucciate le cipolle, fatele a pezzi e fatele dorare in una padella con poco olio, un cucchiaio, appena pronte mettetele da parte, fate la stessa cosa con le patate, ma queste tagliatele a listarelle. Salate sia le cipolle che le patate molto poco, perché se il baccalà è rimasto salato non riuscirete a mangiarlo.
Passato questo tempo, con le mani, togliete la pelle, le lische e sfilacciate tutto il baccalà, devono venire fuori piccoli pezzetti. Unite le cipolle, le patate, una buona macinata di pepe, disponetelo nella, o nelle pirofile da forno e guarnitelo con tanto prezzemolo e olive nere, oppure tanto papavero, io ho fatto tutte e due le versioni. Non mettete sale, non dovrebbe servire, però può capitare di trovare un baccalà meno salato, in quel caso prima di andare in forno, siccome sono cose tutte cotte, potete assaggiare e se manca di sale aggiustatelo. 15/20 minuti a 180 e poi servitelo.
Vi aggiungo queste poche righe che dicono tutto. "Pesce magro per eccellenza, è l’ideale per le diete povere di grassi. Nel caso che il baccalà sia secco o sotto sale, le calorie si moltiplicano per tre e così anche le proteine, quindi se non ci sono problemi di sovrappeso o di ipertensione, è meglio mangiarlo in questo modo, per meglio ricevere i suoi nutrienti. Questo pesce è ricco di vitamine A, E, B1, B2, B3, B6 e C, e minerali soprattutto il potassio, il fosforo, il sodio, il calcio e il magnesio. Il suo fegato è una fonte inestimabile di vitamina D." Fonte: integratori-dietetici.net
Da wikipedia: Il baccalà è il merluzzo bianco (Gadus morhua, pesce appartenente ai Gadidae presente nell'Oceano atlantico settentrionale) conservato sotto sale.
Poi c'è lo stoccafisso, altra cosa, altro prezzo, altro modo di conservazione, essiccato al vento delle isole Lofoten. Farò anche lo stoccafisso, ma è più lungo da fare. Lo stoccafisso (o stocco in alcune zone dell'Italia meridionale),mentre nel triveneto lo stoccafisso viene chiamato baccalà, per esempio, baccalà alla vicentina, è stoccafisso. Insomma, il pesce, da vivo, è sempre il merluzzo, è il metodo di conservazione che cambia: baccalà salato e poi essiccato, oppure baccalà a filetti solamente salato, io uso quello è più facile da gestire perché è privo di testa, pinne, coda) poi lo stoccafisso, lo ripeto, essiccato intero in Norvegia, al vento e all'aria secca delle isole Lofoten.
Per rendere mangiabili i due pesci conservati ci vogliono 48 ore in acqua corrente o cambiata 4/5 volte al giorno, per il baccalà, una settimana per lo stoccafisso, dopo mangerete una delle cose più buone al mondo.Il Portogallo è il primo consumatore mondiale, noi secondi.
Ingredienti:
1filetto di baccalà (io prendo sempre quello da 7/8 etti, ma ci sono anche più piccoli)
1 litro di latte
cipolle dorate, 4/5
patate, 4/5
timo, prezzemolo,
papavero op. olive
Lavate molto bene il baccalà, tagliatelo in due pezzi, mettetelo in una ciotola che lo contenga e copritelo di acqua, acqua che cambierete almeno 4/5 volte al giorno, (altrimenti puzza), per 48 ore. Lasciatelo sul lavandino, attenzione ai gatti, sono ghiotti, ma il baccalà ha le spine.
Passate le 48 ore mettetelo in acqua bollente, (già bollente) per 10 minuti, nel frattempo portate ad ebollizione il latte, togliete il baccalà dall'acqua, mettetelo in un altro contenitore e copritelo di latte bollente. Qui deve rimane per un'ora.
Nel frattempo sbucciate le cipolle, fatele a pezzi e fatele dorare in una padella con poco olio, un cucchiaio, appena pronte mettetele da parte, fate la stessa cosa con le patate, ma queste tagliatele a listarelle. Salate sia le cipolle che le patate molto poco, perché se il baccalà è rimasto salato non riuscirete a mangiarlo.
Passato questo tempo, con le mani, togliete la pelle, le lische e sfilacciate tutto il baccalà, devono venire fuori piccoli pezzetti. Unite le cipolle, le patate, una buona macinata di pepe, disponetelo nella, o nelle pirofile da forno e guarnitelo con tanto prezzemolo e olive nere, oppure tanto papavero, io ho fatto tutte e due le versioni. Non mettete sale, non dovrebbe servire, però può capitare di trovare un baccalà meno salato, in quel caso prima di andare in forno, siccome sono cose tutte cotte, potete assaggiare e se manca di sale aggiustatelo. 15/20 minuti a 180 e poi servitelo.
Vi aggiungo queste poche righe che dicono tutto. "Pesce magro per eccellenza, è l’ideale per le diete povere di grassi. Nel caso che il baccalà sia secco o sotto sale, le calorie si moltiplicano per tre e così anche le proteine, quindi se non ci sono problemi di sovrappeso o di ipertensione, è meglio mangiarlo in questo modo, per meglio ricevere i suoi nutrienti. Questo pesce è ricco di vitamine A, E, B1, B2, B3, B6 e C, e minerali soprattutto il potassio, il fosforo, il sodio, il calcio e il magnesio. Il suo fegato è una fonte inestimabile di vitamina D." Fonte: integratori-dietetici.net
Etichette:
Baccalà,
cipolle,
come fare il baccalà alla portoghese,
Olive,
papavero,
Patate,
prezzemolo
lunedì 13 agosto 2012
Sgombro marinato, a scapece, in saor, nomi diversi, ricetta simile, io lo faccio così,,,
Questo è l'ultimo post, mi prendo qualche giorno e vado in Toscana, anche lì non starò ferma, spero di fare i pomodori per l'inverno, i peperoncini mi aspettano da fare ripieni, ma pizzicano da morire e purtroppo anche tante zanzare, sì parto con l'Autan forte, è la prima volta che lo uso, ma la citronella in Maremma non funziona, per cui antizanzara chimico, antistaminico e crema cortisonica, terra di malaria, conoscete la canzone maremmamara....? ecco quella è la Maremma, però bella, selvaggia, aspra, dura, ma se ti vuoi rilassare non c'è di meglio che un agriturismo, o una stanza in affitto in qualche podere in mezzo al nulla, unici rumori, il gallo e qualche pecora.
Passiamo alla ricetta dello sgombro marinato, a scapece ecc... cambiano le regioni, scapece in Sicilia, saor o savor al nord, Friuli, ma la ricetta è praticamente uguale, ci sono piccole differenze. Io in questo modo cucino tutti i pesci azzurri compreso il baccalà che fatto così è strepitoso. E' un modo facile, veloce e di poca spesa, sono pesci poveri e anche gli ingredienti sono poveri.
2 sgombri puliti
6 cipolle di Tropea o bianche
olio evo mezzo bicchiere
sale, peperoncino
timo fresco in abbondanza
Versate qualche cucchiaio di olio evo in una padella, quando è caldo metteteci i filetti di sgombro e alzate la fiamma. Cuoceteli per qualche minuto a fuoco vivace, tenete presente che bastano pochi minuti per cuocere gli sgombri poi toglieteli dalla padella e lasciateli d una parte.
Affettate le cipolle, mettetele nella stessa padella a fuoco alto e fatele rosolare girandole spesso senza farle bruciate magari aggiungete del timo fresco in abbondanza. Quando sono quasi pronte, sempre a fiamma versateci un bicchiere di aceto e fatelo sfumare. Spegnete e versate tutto sugli sgombri e preparate un bel po' di pane.
Passiamo alla ricetta dello sgombro marinato, a scapece ecc... cambiano le regioni, scapece in Sicilia, saor o savor al nord, Friuli, ma la ricetta è praticamente uguale, ci sono piccole differenze. Io in questo modo cucino tutti i pesci azzurri compreso il baccalà che fatto così è strepitoso. E' un modo facile, veloce e di poca spesa, sono pesci poveri e anche gli ingredienti sono poveri.
2 sgombri puliti
6 cipolle di Tropea o bianche
olio evo mezzo bicchiere
sale, peperoncino
timo fresco in abbondanza
Affettate le cipolle, mettetele nella stessa padella a fuoco alto e fatele rosolare girandole spesso senza farle bruciate magari aggiungete del timo fresco in abbondanza. Quando sono quasi pronte, sempre a fiamma versateci un bicchiere di aceto e fatelo sfumare. Spegnete e versate tutto sugli sgombri e preparate un bel po' di pane.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)










