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martedì 23 luglio 2013

Cucina Toscana: La Pappa col Pomodoro

Nella  foto la Pappa col pomodoro: pane toscano raffermo, pomodori, basilico,
olio extravergine



Ancora una volta siamo a Siena con la nostra Pappa col pomodoro, anche se il piatto è diventato tipico in tutta la Toscana. I più hanno conosciuto la Pappa col pomodoro con il Giornalino di Gian Burrasca, piatto preferito dal terribile bambino, infatti la pietanza veniva data molto spesso ai bambini perché sana e nutriente e potente vermifugo data l'alta presenza di aglio come da credenza popolare. Non ci sono altre note storiche sulla Pappa col pomodoro, se non che era un piatto molto facile da preparare, con pochi ingredienti, economico e buono, per i bambini come per gli anziani e se eri anche ricco ci mettevi sopra pure un po' di parmigiano, andiamo  alla ricetta della Pappa col pomodoro.

giovedì 14 marzo 2013

CIPOLLATA


Ecco la Cipollata, e con questa siamo a 3 zuppe di cipolla, e due sono fiorentine, questa e la carabaccia. La Cipollata viene fatta con la cipolla rossa vernina, questa cipolla viene coltivata nella zona tra San Casciano e Scandicci, ma la cultivar più famosa è prodotta a Certaldo, la forma è rotonda, leggermente appiattita, colore rosso intenso, colore e sapore molto forti, per queste caratteristiche è molto usata in cucina, la stagione di raccolta è luglio. Si racconta anche che la cipolla di Certaldo era già conosciuta ai tempi del boccaccio, infatti già da allora lo stemma del comune di Certaldo raffigurava uno scudo bianco e rosso con la cipolla nello spazio bianco e con il motto: "Per natura sono forte e dolce ancora e piaccio a chi sta e a chi lavora".
Io non ho potuto usare la rossa di Certaldo perché non è stagione, ma una rossa comune che si trova tutto l'anno. A luglio la proverò sicuramente.

Ingredienti per 2 persone:

6 cipolle rosse comuni
5 pomodori, io ho usato i pomodorini in salamoia Colle della Croce
alcune foglie di basilico, io surgelate, le lavo e le surgelo 3/4 insieme nella pellicola
1 litro di brodo vegetale preparato precedentemente con le solite verdure qui
sale, pepe
olio extravergine, io olio Dante
3 rossi di uovo
parmigiano

Affettate sottilmente le cipolle e fatele imbiondire in un tegame, meglio di coccio, con qualche cucchiaio di olio evo, dopo che saranno appassite, versateci il brodo vegetale, i pomodorini in salamoia, sale e pepe, fate cuocere fino a far ritirare il brodo, togliete il tegame del fuoco, lavorate i rossi d'uovo con il parmigiano e uniteli alle cipolle, amalgamate bene il tutto, versate in filo d'olio evo, aggiungete anche le foglie di basilico, mettete delle fette di pane toscano abbrustolito nei piatti e sopra la cipollata, una generosa spolverata di pepe e mangiate, stupenda..
tratta dal libro: La buona cucina toscana di Mazzanti


Con questa ricetta  partecipo al contest  di Donatella del blog Fior di rosmarino per il colore viola




sabato 9 marzo 2013

CARCIOFI ALLA GIUDIA


A me piace molto la cucina ebraica e le poche ricette che conosco, le faccio molto spesso. I carciofi alla giudia sono una prelibatezza che uniscono la bontà del carciofo e il metodo di cottura: la frittura, anzi la doppia frittura. Questa è la ricetta di uno dei più vecchi ristoranti di cucina ebraica di Roma: Giggetto al Portico d'Ottavia. In questo noto ristorante, posizionato nel cuore del ghetto, si mangiano le migliori specialità della cucina ebraica e i carciofi sono appunto una di queste.

Ingredienti


carciofi romaneschi razza mammola (per intenderci quelli grandi)
olio extravergine di oliva (io olio Dante)
limone per passare sui carciofi
poco sale



Pulite, o fatevi pulire, i carciofi (il numero decidetelo voi) metteteli nell'acqua acidulata con il limone, poi prendendoli per il gambo, che va lasciato abbastanza lungo (anche per motivi estetici) batteteli piano piano su un tagliere in modo che si allarghino un po' le foglie e facciano cadere l'acqua del lavaggio. Mettete abbondante olio in un tegame,  (che sia extravergine) alto e largo (per quei 4 carciofi io ho messo quasi 1 litro di olio) quando l'olio è caldo immergeteci i carciofi che devono essere coperti quasi fino al gambo. Fateli cuocere a fuoco medio fino a che sono cotti e un po' dorati, girandoli in modo che si cuocia anche il gambo. Spegnete e metteteli a scolare in piedi, nella stessa posizione di cottura. Una volta freddi prendeteli in mano uno per volta e con delicatezza allargate le foglie fino a farli diventare come dei fiori e rimetteteli  nella stessa posizione fino al momento di andare in tavola. Cinque minuti prima di mangiare accendete il gas sotto l'olio e quando è molto caldo, da frittura, adagiateci i carciofi sempre in piedi, fateli friggere fino a che non sono dorati (pochi minuti) e spruzzate acqua fredda nelle foglie per farle diventare croccanti. Toglieteli dal fuoco, metteteli in un vassoio, un pizzico di sale e subito a tavola, mangiateli sfogliandoli....sentire che bontà!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Donatella del blog Fior di rosmarino per il colore verde