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martedì 21 maggio 2013

BONET, il tradizionale budino piemontese

Ripubblico il post con la ricetta del Bonet piemontese per partecipare al contest della Cucina di Barbara

Ho voluto mettere una foto vecchia trattandosi di un dolce antico, non è sicuramente perfetta, ma ho sempre amato le foto seppiate...

La ricetta è tratta dalla rivista Sale&pepe di novembre. 
I piemontesi lo pronunciano "bunet" che in dialetto indica un tipo di copricapo dalla forma simile a questo budino, che veniva cotto in uno stampo di rame chiamato appunto "bonet ed cuisin" cioè berretto da cuoco. Questo è quanto viene riportato nel vocabolario di piemontese-italiano, c'è invece chi sostiene una seconda ipotesi, anche questa molto curiosa che viene dalle Langhe. Il dolce sarebbe stato chiamato così perché servito a fine pasto, come il cappello si indossa per ultimo prima di uscire. Comunque il bonet, è una delle specialità piemontesi molto antiche come rivelano documenti del XIII secolo. Ci sono due versioni, una del Monferrato senza cacao e una delle Langhe con l'aggiunta di cacao, viene poi aromatizzato con piccole aggiunte personali, chi mette il liquore amaretto, chi stecca di vaniglia e chi, come me, il rhum, altri sciolgono dentro al composto un gianduiotto.
Insomma un po' di fantasia va bene, basta che non si muti troppo la vera ricetta. Una volta cotto fatelo freddare nella sua acqua di cottura e poi in frigorifero per alcune ore, sì il bonet va mangiato freddo, e adesso la ricetta.

lunedì 13 maggio 2013

TRUFFLE SEMIFREDDO AL RUM


Dopo i risultati delle elezioni politiche di ieri credo sia doveroso fare un bagno di cioccolato tanto per gratificarsi e rinfrancare lo spirito sono  molto delusa dal voto degli italiani, si sono dimenticati le mignotte, i balletti con le minorenni, i condoni, le grandi evasioni consigliate dallo stesso, insomma gli hanno perdonato tutto...bene questo ci serve proprio.
Da Sale&pepe di ottobre

Ingredienti per 10 persone (dicono loro) io dico 8 scarsi

uno stampo della capacità di 1 litro, da budino va bene, il mio è in alluminio di quelli di una volta

400 grammi di cioccolato fondente
3 decilitri di panna fresca 
1 baccello di vaniglia
2 cucchiai di rum
80 grammi di burro
4 tuorli
150 grammi di nocciole tostate
130 grammi di zucchero semolato

Mettete le nocciole in forno e fatele tostare al grill, non bruciatele, nel frattempo mettete i 130 grammi di zucchero in un padellino con 3 cucchiai di acqua e fate sciogliere le zucchero, aggiungete le nocciole e mescolate fino a che diventa bianco, tipo sabbia, continuate a cuocere lo zucchero fino a che caramella, spegnete e versate il tutto su carta forno. Fate freddare le nocciole e poi pestatele nel mortaio, o mettetele in mezzo a due fogli doppi di carta forno, sopra un canovaccio e battetetele con un mattarello senza polverizzarle troppo. Lasciatene 3/4 per il decoro finale.
Incidete il baccello di vaniglia, raschiate i semini e metteteli nella panna in fusione per 20 minuti, la ricetta  prevedeva di portare la panna quasi ad ebollizione, io l'ho fatto e dopo non si è montata e l'ho buttata, per cui non fatelo.
Tritate il cioccolato e mettetelo in una pirofila a sciogliere in bagnomaria e aggiungete il rum.
Montate il burro a crema e poi aggiungete i tuorli, quando il composto di cioccolato è sciolto e meno caldo aggiungetelo al composto di uova e burro.
Montate la panna alla vaniglia e aggiungetela al composto con il cioccolato con movimenti dal basso verso l'alto.
Con questo composto riempite il vostro stampo a strati, nocciole tritate e cioccolato fino ad esaurimento, lasciate un cucchiaio di nocciole tritate sempre per il decoro.
Adesso mettete il vostro truffle nel congelatore per almeno 8 ore. 
Toglietelo dal freezer e passatelo per pochi secondi in acqua molto calda, giratelo in un piatto di portata e basterà un colpetto per farlo scendere, decoratelo con le nocciole tritate e quelle intere, e godetevi questa delizia.
535 calorie a porzione

                                                    qui troverete tutte le informazioni


 Con questa ricetta dolce partecipo a Get an Aid in the Kitchen del blog Cucina di Barbara 








domenica 31 luglio 2011

Pavlova

Il dolce nasce nel 1935 a Perth, in Australia, in onore della ballerina Anna Pavlova. Ancora oggi l'Australia e la Nuova Zelanda si contendono il dolce. La base è sempre uguale meringa con sopra panna, crema pasticcera, frutta fresca a volontà. E' un dolce delicatissimo, bello da vedere, molto scenico e molto buono. Consiglio di fare delle piccole pavlovine, monoporzioni per evitare che tagliandola si rompa. La ricetta originale la trovate qui.















Ingredienti:


90 grammi di albumi
90 grammi di zucchero semolato
90 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaio di aceto bianco o succo di limone (consiglio il limone)
1 cucchiaio di amido di mais (maizena)
250 ml di panna fresca da montare

Mettete gli albumi in un contenitore e con le fruste (la planetaria non conviene perché sono pochi) sbattete aggiungendo lo zucchero semolato in più riprese, poi lo zucchero a velo, alla fine con una spatola dall'altro verso il basso il cucchiaio di limone e la maizena. Nel frattempo accendete il forno alla temperatura più bassa che il vostro forno consente, intorno a 100°C, mettete l'impasto nel sac a poche, con bocchetta liscia e fate un cerchio con diametro 20 cm riempitelo di meringa e alzate il bordi fino a 4 cm, in modo che il centro sia avvallato, come un nido. Mettete in forno e lasciare per qualche ora, circa 2, poi una volta spento il lasciate la meringa dentro tutta la notte, fatela il giorno prima perché le meringhe devono asciugarsi e per nessun motivo colorarsi, devono rimanere bianche. Il giorno dopo montate la panna, mettetela nel sac a poche e riempite questa specie di nido, come meglio credete, e poi la frutta che preferite, date libero sfogo alla vostra fantasia e ai vostri gusti, Vi garantisco che l'applauso è scontato, per la bellezza, e per la bontà

domenica 1 maggio 2011

Latte alla portoghese

Latte alla portoghese, crema catalana, creme caramel, ognuno lo chiama come vuole, su questa buonissima ed energetica crema di uova e latte, sono state scritte tante cose, ed io mi limiterò a dare la ricetta come viene da casa mia, ricetta che faccio da quando avevo 18 anni, datami da mia zia che la faceva divinamente.

Ingredienti:

10 uova intere biologiche
300 grammi di zucchero
1 litro di latte intero

Rompere le uova in un contenitore, aggiungere lo zucchero e frullare fino a formare una bella schiuma, a quel punto aggiungere il latte freddo e sbattere ancora.
Prendete uno stampo, un po' bello, con il buco in mezzo, io ho uato lo stampo della Guardini che potete trovare qui è antiaderente e grande da contenere tutti gli ingredienti, mettete 20-30 grammi di zucchero sul fondo e fatelo caramellare sul fuoco. Mettete poi lo stampo in una grande pentola, abbastanza alta, versateci dentro dell'acqua già calda, fino ad arrivare oltre la metà dello stampo e mettete il tutto in forno a 180-200°C, cottura a bagnomaria per 2 ore (toglietelo dal forno quando comincia a colorarsi. Quando è cotto, fatelo raffreddare e poi mettetelo in frigorifero fino al momento di portarlo a tavola, un attimo prima immergete solo il fondo dello stampo in poca acqua bollente per far staccare lo zucchero caramellato, mettete il piatto di portata sopra e girate velocemente, si staccherà è cadrà nel piatto con tutto il suo caramello. E' un buon dessert, facile e adatto anche ai bambini.

mercoledì 13 aprile 2011

Tiramisù classico e piccola disquisizione sulle uova

Prima di andare a scrivere la ricetta, vorrei spendere due parole sulle uova. Le uova, come sanno tutti, sono un alimento iperproteico, fanno bene, non è vero che fanno male al fegato, ovviamente in soggetti sani, per i bambini sono importanti, ma vanno inseriti, nello svezzamento, quando lo dice il pediatra, perché fanno parte degli alimenti altamente allergizzanti. Non sono un medico, e non voglio inoltrarmi in argomenti più grandi di me, ma solo due parole perché vedo, andando in giro per blog, che si scrivono cose che creano allarmismi.
Stamani, girando per cercare una ricetta per utilizzare albumi, ho letto di una ricetta che parlava di uova "pastorizzate". Le uova sono tutte pastorizzate, non si possono vendere uova non pastorizzate, come per il latte, la legislazione italiana prevede che questi alimenti vengano messi in commercio solo dopo essere stati pastorizzati. Leggo, sempre in questa pagina, che per fare un tiramisù si ricorre ad un'altra pastorizzazione casalinga.
Io mi domando, ma è importante inserire nella propria alimentazione quotidiana il tiramisù se si ha così tanta paura a mangiare un uovo crudo? no.
Esistono da tanti anni, in commercio, le uova biologiche, io le compro da quando sono sul mercato. Le uova biologiche sono più sicure perché le galline vengono alimentate con cose naturali, granturco, semi vari, pane, e vengono lasciate all'aperto, però vanno a deporre le loro uova in ambienti puliti per cui il guscio non viene lasciato negli escrementi delle galline ma va subito in ambienti puliti, abbiamo detto che sono più buone, fanno meglio, non sono pericolose e poi spendiamo anche una parola per le povere galline. Quando voi comprate le uova, queste hanno sul guscio stampati alcuni numeri, partendo da sinistra trovate, il numero 0, per le uova biologiche, 1 per le uova di galline che stanno all'aperto, 2 di galline allevate a terra, 3 per le galline in gabbia. Poi trovate la lettera I, che sta per Italia e poi i vari numeri che riconducono agli allevamenti e al comune dove risiede l'allevamento. Un uovo di una gallina che passa tutta la sua breve vita in gabbia e che mangia solo mangimi con coloranti e stimolanti per farne di più, come volete che sia? sicuramente non buono come le uova di galline che possono razzolare a terra. Gli animali vanno rispettati sempre. Allora le uova biologiche sono sicure, ovviamente non si possono mangiare tutti i giorni uova crude, ma per la salmonella sono sicure, magari sono meno sicure per la sars delle altre, ma quello è un altro discorso.

Ingredienti:


500 grammi di mascarpone freschissimo
    5 uova biologiche
    5 cucchiai di zucchero
pavesini, ecco la differenza, i pavesini e non i savoiardi
caffè non molto ristretto

Dividere i tuorli dagli albumi,  unire lo zucchero ai tuorli e sbatterli fino a farli diventare spumosi. Unire il mascarpone ai tuorli senza frullarlo altrimenti si smonta, montare gli albumi a neve fermissima (il pizzico di sale) e incorporarli delicatamente, dall'alto verso il basso al composto di mascarpone.
Passare all'assemblaggio del dolce. Io con questa dove faccio solamente tre file di pavesini in una zuppiera di 20x25, abbondo in crema. Metto prima uno strato abbondante di crema, poi uno strato di pavesini bagnati leggermente con il caffè freddo, ancora strato di crema, ancora pavesini, per tre volte, chiudo con uno strato di crema, e poi cacao amaro e riccioli di cioccolata. Forse io sono un po' vanitosa, ma, questo lo dico per i romani, tutti quelli che hanno assaggiato il mio tiramisù classico dicono che è meglio di quello di Pompi, non lo dico io perché non conosco neppure Pompi, ma ci tengo un po' e lo racconto volentieri.
 
Si noti il bicchiere, che a fine serata, ha finito anche la sua vita...



martedì 8 febbraio 2011

Un cuore...anzi quattro! dedicati a tutte le donne

E' arrivato il pacco della Guardini con dentro le bellissime teglie (poi metterò una foto d'insieme) adesso volevo fare subito un dolce e cosa c'era di meglio che testare la teglia con tanti cuoricini in silicone platinico per San Valentino? infatti non ho perso tempo. 
La ricetta si chiama "Mousse di cioccolato al forno" (l'ho fatta tante volte) e viene dalla rivista Cioccolata&C. n.14 marzo 1995.

Questi sono gli stampini in silicone dove ho cotto i cuori

Ingredienti:

250 grammi di cioccolato fondente
150 grammi di burro
250 grammi di zucchero semolato
5 uova biologiche 

Spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria in una bastardella, (l'acqua non deve toccare mai il fondo della bastardella). Unite poi il burro e mescolate fino a completo scioglimento. Toglietelo dal fuoco, unite lo zucchero, mescolate e cominciate ad aggiungere un tuorlo alla volta, mescolando bene prima di aggiungere l'altro. Montate gli albumi a neve densissima e incorporateli delicatamente al composto, con un movimento dall'alto verso il basso per evitare che si smontino. Ho leggermente imburrato gli stampini a cuore e li ho riempiti un po' oltre la metà. In forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti, tenete presente che deve rimanere molto morbido all'interno, anzi crudo, è comunque una mousse. Li ho fatti freddare, li ho tolti, aggiustati un po' come forma e messi nel piatto. Auguri di San Valentino a tutte le donne.


venerdì 17 dicembre 2010

Profitterol


Non riesco a postare delle ricette corte, 20 minuti per le foto, altrettanto per scrivere i vari passaggi della ricetta, fare quasi tutto in casa, come i canditi del panettone....la mia maestra, colei che mi ha detto: "fallo il blog" mi ha insegnato che le ricette vanno spiegate bene e, quando è possibile anche fotografate, ed io penso che sia giusto, altrimenti che senso ha tenere un blog? lo scopo del blog è anche quello di "insegnare" a persone che magari ne sanno meno di noi come si fa un dolce, come si fa un determinato pane, come si fa il lievito, e quando vedo ricette del tipo.....prendete questo, questo e questo, li impastate gli date la forma di panini e li mettete 20 minuti in forno rimango allibita.....questa non è una ricetta....
Ieri era l'anniversario del nostro matrimonio, insomma mio marito ed io 22 anni fa in una giornata fredda che più fredda non poteva essere in una maremma spazzata da una tramontana arrivata direttamente dalla Siberia, abbiamo detto sì in un Municipio, il Municipio di Grosseto che ospita bellissimi quadri della Scuola dei Macchiaioli. Io avevo una costola fratturata perché mio marito una settimana prima, in un impeto d'amore, abbracciandomi mi aveva stretto troppo e si è sentito distintamente un crac dovuto alla costola rotta. Con il freddo le fratture fanno più male, ed io stavo malissimo. Ci siamo sposati alle ore 18 e la cena l'abbiamo fatta in un ristorante tipico di vera cucina maremmana, con tortelloni di ricotta e bietole (il vero tortello toscano è con le bietole) e tante altre cose, crostini di caccia, di milza, di tutto, fino ai dolci tipici fatti rigorosamente in casa...ma faceva freddo da morire....così ieri e così oggi...
Allora ieri sera per festeggiare ho fatto questo bellissimo profitterol, piace a tutti. Ho cominciato la mattina facendo la pasta choux, buonissima ma per asciugarla in forno ci vogliono le ore, poi ho montato la panna per riempiere le bigné, poi ho preparato il cioccolato per ricoprire la classica piramide.


Ingredienti per la pasta choux:

260 grammi di farina 0 o 00
160 grammi di burro
1/2 litro di acqua
5 uova
sale un pizzico
zucchero un pizzico
6 dl di panna fresca da montare
40 grammi di zucchero a velo

Mettete in una pentola non troppo grande, meglio sarebbe con il fondo spesso, l'acqua con il burro e il pizzico di sale, portate ad ebollizione, toglietela dal fuoco e gettateci tutto insieme la farina, girate per sciogliere bene tutti i grumi e poi rimettetela sul fuoco e tenetecela alcuni minuti, sempre girando, fino a che non sfrigola, a quel punto è pronta, mettetela da una parte e fatela intiepidire, poi cominciate a metterci dentro un uovo per volta girando benissimo facendolo incorporare prima di mettere l'altro. L'impasto per le bigné è pronto, mettete l'impasto nel sac a poche con bocchetta grande e depositate delle  palline grandi come noci in una teglia rivestita di carta forno, infornate a 200°C per 20/30 minuti, poi aprite il coperchio e fate asciugare le bignè a lungo, per risultare buone e croccanti devono essere perfettamente asciutte, così durano più a lungo.



 Per la salsa al cioccolato:


150 grammi di cioccolato fondente da copertura
2,5 dl di latte
10 grammi di maizena
50 grammi di zucchero
Fate sciogliere il cioccolato tritato in una bastardella con metà del latte; incorporate la maizena diluita con il latte rimasto, lo zucchero e fate addensare la salsa mescolando di continuo per non farla attaccare.
Montate la panna, incorporando poco per volta lo zucchero a velo, mettetela in un sac a poche con bocchetta piccola e riempite i bigné. Sistemateli in un piatto da portata a piramide, versateli sopra la salsa al cioccolato e fate poi le decorazioni con la panna.



















 

lunedì 11 ottobre 2010

Mousse au chocolat


Sulla mousse di cioccolato ogni commento credo sia superfluo. Io la faccio molto spesso perché è il dolce preferito dal marito e dai figli, faccio sempre la ricetta "vera" cioccolato, uova e burro, ma stasera ho voluto esagerare e siccome domani è il compleanno di Francesco (19), l'ho preparata prima e ho fatto la mousse ricca. Questa ricetta viene da un vecchio numero di Cioccolata &C. del 1992 che io conservo ancora.

Ingredienti per 4 persone

200 grammi di cioccolato da copertura fondente (io uso il Novi)
un quarto di panna da montare
40 grammi di zucchero
4 uova (mi raccomando bio perché rimangono crude)
un pizzico di sale per gli albumi

Spezzettate il cioccolato in una bastardella e mettetela a bagnomaria senza che l'acqua arrivi al fondo della pentola, lasciatelo sciogliere a fuoco dolce mescolando con un cucchiaio di legno, unite poi lo zucchero e un terzo della panna. Sempre mescolando continuate a tenerla sul fuoco per sciogliere lo zucchero e farla diventare una crema. Toglietela dal fuoco, lasciatela intiepidire e poi aggiungete, uno alla volta, i 4 tuorli. Montate poi la panna rimasta e aggiungetela piano al cioccolato, poi montate gli albumi a neve densissima e aggiungete anche loro alla crema di cioccolato con molta delicatezza. A questo punto la mousse è pronta, decidete voi dove metterla, se in una coppa grande o, come ho fatto io, in coppe monoporzione e decidete anche come decorare la mousse, io ho messo del cioccolato tagliato a listarelle.



martedì 28 settembre 2010

Soufflé di cantucci con gelato al marsala

La cucina è la mia grande passione. Cucinare mi rilassa, mi diletta, mi gratifica vedere il risultato finale di un piatto, portarlo in tavola e vedere gli sguardi di apprezzamento dei figli e marito oppure degli ospiti. Detto questo ci sono alcune cose che io amo cucinare più di altre. Io non amo la carne, infatti credo di avere messo solo una ricetta, metterò più avanti il cinghiale in salmì, (il salmì maremmano è molto particolare) metterò anche il fagiano farcito, ma lo faccio solo per "dovere di cronaca"...amo invece alcune cose molto particolari che fanno parte più della cucina classica: i soufflé. Adoro i soufflé, mi piace farli e mi riescono anche bene, non mi si sono sgonfiati mai una volta, sono riuscita ad arrivare sempre in tavola con il soufflé integro, e poi mi piace mangiarli, li adoro in tutti i modi, con patate, prosciutto, pane, formaggi, verdure e poi quelli dolci come questo che ho trovato su Donna Moderna ho dovuto fare un piccolo cambiamento, il gelato era al vin santo ma da non credere non sono riuscita a trovare il vin santo in nessuna enoteca, allora ho deciso di abbinare il marsala e devo dire che era ottimo.

Ingredienti
 
Per il soufflé di cantucci:
25 grammi di mandorle tostate
25 grammi di nocciole tostate
125 grammi di zucchero
75 grammi di panna
3 tuorli
20 grammi di marsala
90 grammi di ricotta
5-6 albumi (circa 240 grammi)
poco burro
zucchero a velo per spolverare
una decina di cantucci

Per il gelato:  ovviamente fate prima il  gelato e dopo il soufflé
3 tuorli
200 grammi di zucchero
mezzo litro di latte
80 grammi di panna  (crema di latte)
2 dl di Marsala


Per fare il gelato: scaldate il latte con la panna e 100 grammi di zucchero. Con i tuorli, il rimanente zucchero e il marsala preparate uno zabaione e cuocetelo a bagnomaria, mescolando, finché si sarà addensato. Unite i due composti, lasciate raffreddare, versate il tutto nella gelatiera e fate mantecare il gelato. Se non avete la gelatiera fate come me: mettete il composto in un contenitore di vetro e nel congelatore, giratelo ogni mezz'ora e vedrete che viene benissimo.
il gelato
Per  il soufflé: mettete in un pentolino 45 g di zucchero con la panna, le nocciole e le mandorle; portate a ebollizione, frullate e fate raffreddare; mescolate il composto ottenuto con i tuorli, il marsala e la ricotta. Montate a neve ben ferma gli albumi con il rimanente zucchero e incorporateli delicatamente al composto.
Frullate i cantucci fino a ridurli in farina. Ungete 4 piccoli stampi da soufflé con burro morbido, spolverizzateli con la farina di cantucci e riempiteli con il composto da soufflé preparato. Infornate a 180° e cuocete per 25 minuti. Sfornate i soufflé, spolverizzateli di zucchero a velo e serviteli immediatamente accompagnandoli con il gelato al marsala e la crema inglese preparata secondo ricetta.



soufflé prima di andare in forno


soufflé appena uscito

martedì 31 agosto 2010

Cheesecake di ferragosto ai frutti di bosco


A ferragosto si mangia a casa perché i ristoranti sono pieni, si mangia peggio degli altri giorni, i camerieri sono, giustamente, meno gentili e, non ultimo, ti presentano dei conti  da cenone dell'ultimo dell'anno...allora si compra il pesce e si cucina a casa...insalata tiepida di polpo, spaghetti alle vongole di Arborea, cozze ripiene, gamberoni saltati in padella e insalata russa. Mi dispiace ma ho fotografato solo il dolce, ma vi posso assicurare che il pesce era stupendo (ovviamente eravamo in sardegna). Questo è il dolce, fresco e morbido, accompagnato da un frizzantino Sella e Mosca ghiacciato, in un giardino all'inglese davanti al mare con un maestrale neppure tanto dolce....

Ingredienti

200 grammi di biscotti digestive
80 grammi di burro fuso
500 grammi di formaggio philadelphia (ne hanno fatto un tipo apposta per dolci)
80 grammi di zucchero a velo
baccello di vaniglia
250 ml di panna fresca
300 grammi di mirtilli, more, lamponi e ribes o tutti o quelli che preferite


Mettete i biscotti nel cutter e frullateli fino a ridurli in polvere, uniteli al burro precedentemente fuso e freddo, impastate bene con le mani e foderate il fondo di una tortiera che metterete poi in frigorifero .
Sbattete, in una terrina, il formaggio insieme allo zucchero a velo e al baccello di vaniglia (dividete in due il baccello e raschiate l'interno, è quello che serve). Montate la panna ed unitela al composto di formaggio.
Io ho preso il fondo dal frigorifero e l'ho messo in un vassoio rotondo, ho preso la parte con la cerniera dello stampo e l'ho messa sopra al fondo, a quel punto ho riempito lo spazio con la crema di formaggio e panna, ho livellato benissimo, coperto con pellicola e 4,5 ore in frigo. tiratelo fuori dal frigo e pianissimo staccatelo lateralmente infilando una lama sottilissima fra il dolce e la teglia. Metteteci sopra i frutti di bosco inondati di zucchero a velo. E' molto bello ma soprattutto delizioso.


giovedì 22 luglio 2010

Mele alla cannella con yogurt e caramello ai fiori d'arancio


Ieri sera non avevo dessert. È vero non può essere un problema, ma mio marito è abituato, cioè l'ho abituato io, ad avere tutte le sere il dolce, anche una pesca tagliata a pezzetti con qualche cucchiaio di vino rosso e zucchero, va bene....d'estate queste cosine delicate a fine pasto sono piacevoli anche perché con il caldo si mangia meno, d'inverno, invece, quei bei "mattoni" di cioccolata, lavorata in mille modi, e quando torni a casa dopo una bella giornata fredda, non c'è nulla di meglio per concludere una cena, di una calorica mousse au cioccolat.  Insomma mi piace concludere una cena con un dolce.
Allora, come ho detto non avevo dessert, però avevo delle mele golden, certamente non sono le più saporite, due arance che avevano conosciuto giorni migliori, del meraviglioso yogurt greco, che avevo, compiando Ornella,  anche io comperato sfuso al supermercato un'ora prima  e null'altro ed erano le 20,35.
Ho tagliato a spicchi e fatto a dadini una mela, l'ho messa dentro una padella con due cucchiai di zucchero, mezzo baccello di vaniglia, e una grattatina di buccia di arancio e ho acceso il fuoco. Lo zucchero ha cominciato a caramellarsi e la mela a cuocersi, a quel punto l'ho spolverata con della cannella. Un profumo! Ho spento per non far cuocere troppo la mela e versato tutto in un piatto per farlo freddare. Dopo cena, il composto era freddo allora ho costruito il piatto come vedete, un cucchiaio di mela, un cucchiaio di yogurt greco...e come potevo rifinire il mio dessert??? Ho rimesso nel padellino che avevo già usato un altro cucchiaio di zucchero e ho alzato la fiamma, lo zucchero si è subito caramellato e a quel punto ci ho versato dell'acqua di fiori d'arancio. Ho versato subito il caramello ai fiori d'arancio sopra lo yogurt e ho portato a tavola. Vi consiglio caldamente di provare questa cosa tutta inventata e fatta in 10 minuti.


lunedì 19 luglio 2010

Cupolette rosa alla vaniglia con miele e scaglie di cioccolato


L'avevo promesso: ecco il terzo dei dolci al cucchiaio. La delicatezza di questo dolce è inimmaginabile. Ha la setosità del Biancomangiare, ma non è uguale, ha una spiccata nota di vaniglia, ma anche un leggero aroma di barbabietola. Se non si prova non si capisce. Mio figlio grande, che mangia solo il mio Tiramisù, (lo farò in autunno) ieri ha deciso di assaggiarlo dopo varie insistenze da parte mia...è rimasto sbalordito e ha detto solo: "È buonissimo...." ed è tanto.... Io queste ricette che sto postando le ho raccolte negli anni, (questa l'ho presa da Cucina Naturale) senza scrivere da dove le prendevo, alcune sono ritagli di giornali, altre copiate da libri, (tenete presente che ho una libreria alta fino al soffitto, zeppa di libri ed enciclopedie di cucina, libri vecchissimi, il mio Artusi...libri di cucina toscana che non si trovano più, fuori produzione da mezzo secolo, ovviamente tutto prima dell'avvento di internet) spero di non postare ricette che magari qualcuno riconosce per aver mandato ad un giornale 20 anni fa...se dovesse succedere, mi scuso anticipatamente, perché non mi piace copiare senza chiedere, io se vedo una cosa in un blog, di qualunque tipo, chiedo il permesso di poterla riprodurre, purtroppo ho scoperto, anche con mie ricette, che non è così scontato. Adesso godetevi questa delizia e dopo capirete perché i miei figli non mangiano i budini comprati...

Ingredienti:

100 grammi di barbabietola rossa cotta
50 grammi di cioccolato fondente da poterci ricavare delle scagliette
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di miele, io ho messo il trifoglio, comunque un miele dolce
3 fogli di gelatina per dolci
400 ml di latte
mezzo baccello di vaniglia

1. Dividete in 3 pezzetti il baccello di vaniglia, apritelo e mettetelo in una pirofila con lo zucchero, la bababietola tagliata a piccoli dadini e 100 ml di acqua. Tenetelo sul fuoco fino a ridurre della metà il volume.
2. Mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda, dopo 5 minuti strizzateli e scioglieteli nello sciroppo che avrete nel frattempo tolto dal fuoco e passato per togliere la barbabietola e la vaniglia. Tenete da una parte la barbabietola e la vaniglia e intanto mettete  a raffreddare lo sciroppo ottenuto. Quando è freddo uniteci il latte, giratelo benissimo, anzi passatelo da un passino molto fino per togliere eventuali impurità, distribuitelo in 4 stampini, decidete voi la forma, e mettetelo in frigorifero per 5-6 ore.
3. Tritate con un coltello la barbabietola ormai fredda e uniteci il cucchiaio di miele. Tirate fuori dal frigo gli stampi e per far uscire il dolce ci sono due possibilità, o li immergete velocemente in acqua bollente, o ci passate tutto intorno una lama finissima, capovolgeteli in un piatto e uscirà immediatamente. Adesso guarnite il dessert con uno strato di barbabietole e sopra le scaglie di cioccolato. Raccontatemi poi il sapore.....

domenica 18 luglio 2010

Crema di yogurt greco al limone con pinoli di Marina di Grosseto e cioccolato della Repubblica Dominicana


Mettetevi tranquille e rilassatevi, perché la serie di dolci al cucchiaio, estiva, è molto lunga, ne ho tantissimi, tutti facili, tutti già mangiati e tutti privi di grassi...quasi dietetici. Sono la mia passione, picciono molto anche a mio marito e ne ho inventati e raccolti tanti, che in momenti "bollenti" come questo sono utilissimi.
Ingredienti:

2 mele granny smith
1 vasetto di yogurt greco, io uso quello intero, voi....?
la scorza grattugiata di un limone bio e il succo
80 grammi di zucchero
60 grammi di cioccolato fondente
20 grammi di pinoli

1. Sbucciate, tagliate a fettine e mettete le mele in una piccola casseruola, aggiungete il succo del limone, dopo aver grattugiato la buccia, lo zucchero e, a fuoco medio, fate cuocere fino a che le mele non diventano purea. Mettete a freddare.
2. Frullate il composto, appena tiepido, insieme allo yogurt e alla scorza grattugiata del limone. Distrubite la crema in 4 ciotoline e lasciate in frigorifero, per alcune ore (io fino alla sera).
3. Sciogliete nel frattempo il cioccolato a bagnomaria e fate caramellare i pinoli in un padellino con una lenticchia di burro e una punta di zucchero.
4. Guarnite la crema facedoci colare il cioccolato fuso e distribuiteci poi i pinoli.

giovedì 15 luglio 2010

Stelle in gelatina di pesche con riduzione di aceto balsamico


Il mio amore per la cucina non mi fa sentire meno caldo quando accendo il forno e siccome Roma in questi giorni sta raggiungendo temperature africane, io lo accendo solo per il pane toscano, il resto si compra...ma sfogliando la mia raccolta di ricette, inventate, ho trovato questo piccolo dessert che deve stare sul fuoco solo 10 minuti e poi si mette in frigorifero per 24 ore e quando si mangia dà un po' di freschezza.

Ingredienti per la gelatina:
350 grammi di polpa di pesche
3 dl di succo di mela (io l'ho ottenuto centrifugando due mele granny smith)
3 fogli di colla di pesce per addensare (ho finito l'agar-agar)
2 cucchiai di zucchero

Mettete a bagno i fogli di gelatina nell'acqua fredda. Ponete  in una casseruola il succo delle mele, 2 cucchiai di zucchero, la gelatina strizzata e sul fuoco, a fiamma bassa, fino a quando la gelatina non sia tutta sciolta. Mettete la casseruola a bagno nell'acqua fredda, dopodiché aggiungete la polpa delle pesche, che avrete precedentemente, sbucciato e frullato ottenendo una purea. Trasferite il composto in una pirofila e poi in frigorifero a rassodare. Il giorno dopo ho tagliato le stelline con un coppapasta e le ho posizionate nel piatto.
Con questo sistema si possono fare tutte le gelatine che ci piacciono.

Per la riduzione di aceto balsamico:

100 ml di aceto balsamico non tradizionale
2 chiodi di garofano
3 cm di cannella in stecca
3 bacche di ginepro
1 cucciaio di miele di trifoglio 

In una casseruola mettete l'aceto, i chiodi di garofano, la cannella e il ginepro, portate sul fuoco e riscaldate. Quando l'aceto è caldo, aggiungete il miele e cuocete a fuoco basso fino a quando la salsa non si sarà ridotta della metà. Fate raffreddare e poi utilizzatela per gli usi che volete, io la faccio spesso e la metto sempre sulle fragole.

 
 
 

mercoledì 23 giugno 2010

Bavarese alle fragole


L'avevo promessa a mio figlio piccolo per "festeggiare" la fine della prima giornata degli esami di maturità. Il ragazzo era molto teso e io al mattino dandogli un bacio gli ho detto che avrebbe trovato una bellissima torta per la sera. (e ho fatto bene perché la sera, con le tracce che sono uscite, era ancora più depresso!!!). Ho deciso di fare la Bavarese (qualcuno lo chiama il Bavarese), è un dolce molto estivo, abbastanza leggero, fatto con la frutta. Io d'estate non amo molto cucinare, non mi piace accendere il forno e troppo spesso i fornelli, per ovvii motivi, lo accendo solo per fare il pane, poi mi piace mangiare tanti pomodori, cetrioli, basilico, insalate, paste fredde, mozzarelle e tutto quello che è estivo...invece d'inverno non esco praticamente dalla cucina... Ho preso questa ricetta da Giallo Zafferano...

Ingredienti

500 grammi di fragole (usate fragole molto buone tipo Terracina)
250 gr di latte intero
la buccia grattugiata di 1 limone e il succo di mezzo
6 fogli di colla di pesce
250 ml di panna fresca
150 grammi di zucchero semolato
100 grammi di zucchero a velo

Guarnire con ciuffetti di panna montata, more, lamponi o se volete fragole....

Pulite le fragole, tagliatele a pezzetti e mettetele nel frullatore. Mettete a bagno, in acqua freddissima, la colla di pesce e lasciatela lì per 10 minuti. Intanto mettete il latte a scaldare e unitevi la buccia grattata del limone. Appena il latte è caldo, ma non bollente, prendete la colla di pesce, strizzatela e unitela al latte girando fin tanto non è sciolta. Riprendete il frullatore con dentro le fragole, metteteci anche lo zucchero semolato, il succo di mezzo limone e frullate fino a far diventare il composto una purea e versatelo in una ciotola capiente. Montate la panna (non tantissimo, fermatevi un attimo prima) insieme a 100 grammi di zucchero a velo. Unite il latte alla purea di fragole, mescolate e poi incorporate la panna montata con una spatola facendo attenzione a non smontarla. Prendete uno stampo  da 1 litro e mezzo con o senza buco centrale, bagnatelo dentro con acqua fredda versateci il composto, copritelo con carta stagnola e mettetelo in frigorifero per almeno 8 ore. Io l'ho tirato fuori prima ed era ancora morbido...Quando è l'ora di portarlo in tavola, immergete lo stampo per qualche secondo in acqua calda, metteteci in vassoio sopra e giratelo immediatamente, si staccherà benissimo. Guarnitelo come meglio credete, con la panna o senza, con i frutti di bosco o solo le fragole, questo decidetelo da soli.



martedì 1 giugno 2010

Zuppa Inglese (o zuppa del Duca)




Postando questa ricetta so di fare contente molte persone, perché molti di voi me l'hanno chiesta. E' uno dei dolci toscani per eccellenza ed è antichissimo, infatti il nome zuppa del Duca pare che le fu dato perché era molto amata dal Duca Cosimo. L'altra versione dice che essendoci in Firenze una grossa comunità inglese, le fu dato il nome di zuppa Inglese. Altra versione ancora, e dico la verità mi pare quella più probabile, tante donne del popolo di Firenze andavano a servizio nelle ville dei signori sulla collina di Fiesole e si da il caso che queste ville fossero occupate prevalentemente da inglesi. Ora, le donne popolane fiorentine erano già abituate a casa loro a risparmiare e pare che questo "vizio" se lo portassero dietro anche nelle case dei signori e pure lì facevano economia, allora tutti gli avanzi dei biscotti e delle torte invece di buttarli avevano imparato a riciclarli inventandosi questa ricetta meravigliosa che unisce la crema e la cioccolata che insieme abbracciano il pan di spagna, o i bei savoiardi fatti in casa, inzuppati di questo meraviglioso colore rosso con un nome anche poco facile per chi non aveva studiato da scrivere, alkermes.... (che per fortuna adesso si fa con il colorante). Non si sa bene quale sia l'origine vera di questa delizia, si sa solo che è buono.

Ingredienti

Pan di Spagna (per la ricetta andate alla cassata siciliana)
4 tuorli
25 grammi farina
1/2 litro di latte
3 cucchiai di cacao
4 cucchiai di zucchero
alkermes (che si può sostituire con un liquore forte e dolce, l'effetto non sarà lo stesso, ma...)
per la cioccolata:
3 cucchiai di cacao
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
300 grammi di latte

Preparare la crema pasticciera. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a che sono belli spumosi, intanto scaldare il latte. Mettere la farina nelle uova e continuare a sbattere aggiungendo a filo il latte caldo, portare sul fornello e continuate a girare molto lentamente con la fiamma bassa altrimenti la crema può impazzire. Dopo alcuni minuti comincerà a rapprendersi. Continuate a girare ancora per alcuni minuti. Una volta pronta lasciatela da una parte.
Per la cioccolata. Mettete tre cucchiai di cacao, 3 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di farina in una pentolina, aggiungete 300 grammi di latte caldo e girate. Portate sul fuoco e continuate a girare fino a che la cioccolata sarà addensata. Una volte pronte le creme bisogna costruire il dolce. Prendete dei bei bicchieri (se violete fare la monoporzione) oppure una bella zuppiera, sicuramente di vetro o cristallo, cominciate a rivestire il fondo di pan di spagna e versateci sopra l'alkermes, poi uno strato di crema, poi uno strato di cioccolata, ancora pan di spagna, alkermes, crema e cioccolata, fino ad esaurimento di tutti gli ingredienti.