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mercoledì 31 luglio 2013

Cucina Toscana: Pici con farina di farro


Cenni storici sui pici li trovate qui e qui, è comunque una pasta fatta a mano, dei grossi spaghettoni, si possono fare con varie farine, questa volte i pici li ho fatti con farina di farro e una piccola quantità di farina 0 e devo dire che sono venuti ottimi, il farro è uno dei miei preferiti. Sono tipici delle provincie di Grosseto e Siena, ma si "appicia" in tutta la Toscana.
Una volta i pici venivano fatti solo con farina 0 e acqua, infatti mi è stato detto, "ma i tuoi non sono uguali?" sì i miei sono pici fatti adesso, se mia nonna avesse avuto la farina di farro li avrebbe fatti con il farro e anche con la semola, ma non c'erano, nessuno le conosceva, non sono diversi i miei pici sono passati gli anni e anche la cucina tradizionale, cambia, migliora, gli ingredienti non sono più gli stessi, ma i pici sono sempre loro, provateli e poi ditemi, io i pici li faccio anche con la farina di grano saraceno, sono ottimi, l'importante è un condimento adatto



martedì 23 luglio 2013

Cucina Toscana: La Pappa col Pomodoro

Nella  foto la Pappa col pomodoro: pane toscano raffermo, pomodori, basilico,
olio extravergine



Ancora una volta siamo a Siena con la nostra Pappa col pomodoro, anche se il piatto è diventato tipico in tutta la Toscana. I più hanno conosciuto la Pappa col pomodoro con il Giornalino di Gian Burrasca, piatto preferito dal terribile bambino, infatti la pietanza veniva data molto spesso ai bambini perché sana e nutriente e potente vermifugo data l'alta presenza di aglio come da credenza popolare. Non ci sono altre note storiche sulla Pappa col pomodoro, se non che era un piatto molto facile da preparare, con pochi ingredienti, economico e buono, per i bambini come per gli anziani e se eri anche ricco ci mettevi sopra pure un po' di parmigiano, andiamo  alla ricetta della Pappa col pomodoro.

sabato 20 luglio 2013

Cucina Toscana: La Panzanella

nella foto piatto con panzanella: si vedono pomodori, cipolla, cetrioli e basilico

Cosa più facile e più buona credo non esista, lei, la panzanella toscana, non confondiamola con altre panzanelle, sono tutte diverse, ognuna ha la propria storia, quella toscana è un mangiare dei tempi che furono, quando non c'era proprio nulla, infatti la panzanella nasce solo con la

cipolla, cipolla e pane, sale, e poco olio, l'olio era per i ricchi, per  i padroni, ai contadini ne toccava proprio poco, poi con il passare del tempo si sono aggiunti i cetrioli e i pomodori, e il basilico, questa è la panzanella povera, poi ci sono le varianti, con le olive, con l'insalata, con il tonno, i sottaceti, tutto quello che piace viene messo, a casa mia si è sempre fatta in modo semplice, la facevano i miei nonni, andavano nell'orto, prendevano una cipolla, qualche pomodoro, il pane raffermo c'era sempre, cotto a legna, l'olio buono pure, e la panzanella era fatta.
Si comincia a sentir parlare di panzanella nelle cronache della prima metà del XVI secolo, il Bronzino (Agnolo Torri, pittore e scrittore) nel suo poemetto Della Cipolla parla della panzanella e  delle verdure che l’accompagnano, la cipolla, appunto e la porcellanetta, un’erba rustica caduta in disuso e i cetrioli, il Bronzino non  parla di pomodori, evidentemente la ricetta nasce senza. Questa è la base di tutte le panzanelle di ogni famiglia toscana.

mercoledì 17 luglio 2013

Cucina Toscana: Bicchieri alla Pratese


Ecco un'altra ricetta dell'ormai famoso Giovanni Righi Parenti: i bicchieri alla pratese, mi piace il suo modo di raccontare le ricette di una Toscana che non c'è più, ricette dei contadini, ricette semplici, fatte con poche cose, ricette che pochi conoscono,sì forse si trovano ancora in qualche ristorante chic, dalle parti di Montalcino, di San Gimignano, quei posti frequentati da turisti in cerca dei famosi piatti toscani. Ed io ho deciso di deliziarvi con tante belle ricette della mia Toscana, tratte quasi tutte dai libri di Righi Parenti.
La ricetta che sto per presentarvi veniva usata per chiudere i pranzi più importanti: i bicchieri alla pratese. Dice il Parenti che i bicchieri dovevano essere i classici bicchieri da osteria, tozzi, quelli di vetro grosso, quelli dove servivano il vino nelle osterie, anche un po' verdognoli, comunque l'importante che siano bicchieri capienti, dove si possano accomodare savoiardi e crema inglese. Andiamo alla ricetta dei bicchieri alla pratese.

martedì 16 luglio 2013

Cucina Toscana: Giulebbe di Ciliegie


Il giulebbe di ciliegie. La ricetta è una di quelle che oggi non si usano più, in pochi, anche in Toscana sanno il significato della parola "giulebbe" bevanda dolcissima a base di acqua, zucchero e frutta bollita; andare in giulebbe, rallegrarsi o rallegrare moltissimo, è una parola che esprime dolcezza, felicità, gioia e questo piccolo dolcino esprime davvero dolcezza, è delizioso: il giulebbe di ciliegie, copiato da una ricetta del famoso Giovanni Righi Parenti, uno dei massimi esperti di cucina toscana.
La ricetta viene dalla Garfagnana, a detta del Parenti, zona ricca di ciliegi soprattutto quelli di visciole o "marasche" selvatiche.