lunedì 11 luglio 2011

Una nuova collaborazione e Fusilloni integrali in salsa piccante

Una bellissima padella bianca rivestita in ceramica. La padella di Accademia Mugnano, le cui informazioni trovate qui. Io uso le padelle in ceramica già da diverso tempo, le trovo ottime, basta una goccia di olio, per cuocere tutto senza problemi, non si attacca nulla, si cuoce in modo veloce, e appunto senza grassi.
Ci crederete che ho eliminato le altre in teflon, sono molto più delicate ed io non riesco ad usarle quando sono rigate, invece questo non si rigano, certo un po' di accortezza ci vuole anche con queste. E poi si lavano in un secondo, non serve neppure metterle in lavastoviglie, basta passarle sotto il getto di acqua con una passata di spugna imbevuta di sapone ed è fatta. Ormai ne ho tante e uso solo queste.
 


















Ho approfittato della nuova padella per fare una pasta che avevo tenuto per i pomodorini del Vesuvio e finalmente sono arrivati. La pasta sono i Fusilli della Fabbrica della Pasta che trovate qui, i fusilloni integrali, una pasta che anche dopo 15 minuti è sempre dura, buonissima con un sapore di farina integrale, molto marcato, poi le alici in Salsa piccante di Rizzoli che trovate qui. Stasera ho fatto una di quelle cose che io non amo, cioè mettere in una stessa ricetta due collaborazioni, ma devo confessare che mi ero dimenticata le alici nella dispensa, in fondo, in fondo e quando le ho viste ci sono rimasta anche male, ho fatto una brutta figura, così, siccome mi servivano, ho usato quelle.

Ingredienti:

200 grammi di fusilloni della Fabbrica della pasta di Gragnano
pomodorini affumicati del Piennolo
olive di Gaeta
alici in salsa piccante Rizzoli Emanuelli
basilico abbondante
aglio fresco
olio evo molto buono
E' una pasta velocissima, mentre l'acqua bolle il sugo è pronto.
Mettete un po' di olio nella padella, sbucciate e schiacciate due spicchi di aglio, aggiungete le alici, le olive e i pomodorini del Vesuvio fatti a pezzetti, fate rosolare bene tutto, cuocete la pasta e quando è cotta rovesciatela dentro alla padella e ripassatela con acqua di cottura. Quando è pronta spegnete e servite. E' una delizia.





















sabato 9 luglio 2011

Cacio e Pepe

questo meraviglioso piatto l'ho comprato nel 1978 al Gran Bazar di Istambul e ci sono molto affezionata
Possono essere spaghetti o linguine, l'importante che sia una buona pasta, che regga bene la cottura, questo è importante sempre. Se sono spaghetti devono essere grossi, mai lo spaghetto fino, si "ammallopperebbe" bel termine vero, rende l'idea, allora spaghetto grosso, o linguina.
Il pecorino deve essere rigorosamente romano, quello con la buccia nera.
Il pepe, come dice una mia amica, "non deve sapere di fiori di morto", deve essere un buon pepe nero, macinato al momento.
Poi ci sono due scuole, cacio e pepe, con olio, cacio e pepe senza olio. Questo è un problema.
E' una pasta che non va scolata, va tirata fuori dall'acqua con la forchetta, il forchettone, la pinza, quello che volete, ma deve essere gocciolante di acqua quando la depositate nella zuppiera dove già sarà presente una generosa spruzzata di pepe. Io con il pepe abbondo, dipende da come vi piace, a me piace che sappia di pepe, girate benissimo con forchetta e cucchiaio gli spaghetti in modo che gli si attacchi bene il pepe e poi pecorino a manciate, quello che conta molto in questa ricetta è girare sempre molto la pasta e poi se fosse asciutta aggiungete acqua di cottura. Questa è la versione senza olio. L'altra, che a me piace di più, prevede l'olio evo, che va messo nella zuppiera prima del pepe, quando si calano gli spaghetti, si girano molto bene nell'olio, poi il pepe e dopo il pecorino, e acqua di cottura.
A Roma ci sono delle discussioni epocali su cacio e pepe con o senza olio. Provate e poi decidete, ma vi garantisco che vale la pena provarla è uno dei condimenti più buoni che io conosca. E' veloce e poi chi in casa non ha un pacco di spaghetti del pepe e del pecorino? io non li faccio mancare mai, anche all'improvviso si può fare una pasta veloce.

Un regalo per voi: la fioritura della mia passiflora...

Anche qui la mia passiflora... e i miei, quest'anno, pochissimi pomodorini, ma di grande qualità, sono Pachino, lo sapete che hanno fatto i pomodorini a gennaio e al primo sole di marzo li ho mangiati, erano rossi...

martedì 5 luglio 2011

Crostata con confettura di albicocche biologica Lazzaris

Ho preso spunto da una bellissima crostata di Mammazan che trovate qui, e ho fatto anche io la mia crostata artistica, invece della solita crostata con la griglia, è più nuova, è stata mangiata anche questa velocemente, forse un po' più delle altre perché la marmellata era della Lazzaris la nota azienda che produce mostarde e marmellate, e devo dire che quella di albicocche biologica è molto buona, una vera marmellata fatta in casa, anzi meglio, peccato fosse solo una.

Ingredienti per una tortiera da 26 cm per crostate:

300 grammi di farina, (io 0)
150 grammi di burro
120 grammi di zucchero
la buccia grattugiata di un limone
1 uovo e 1 tuorlo
1 barattolo di marmellata (io Lazzaris)

Mettete tutti gli ingredienti, compresa la buccia del limone in una ciotola o sulla spianatoia e impastate velocemente, come sempre, con la punta delle dita, o se preferite anche con un cutter, ma la cosa deve essere velocissima, altrimenti il burro si "brucia" cioè si scalda troppo e prende un cattivo sapore, poi fate un panetto e mettetelo in frigo, nella cassetta della frutta, per un paio di ore.
Trascorso il tempo, stendetela e accomodatela nello stampo, prima passateci un po' di burro con il pennello, accomodatela bene, versateci il barattolo di marmellata, io ne metto uno intero perché la marmellata si deve sentire nella crostata, e poi passate alla parte artistica.
Fate i fiori che volete, o altri disegni, infornatela a 180°C e cuocetela per 45 minuti, poi vedete voi quando è dorata basta.
La crostata è sempre la crostata