giovedì 4 agosto 2011

Noci Lavanti - Sapindus Mukorossi

 
Oggi niente ricetta. Oggi vi voglio parlare di una cosa a me molto cara, una cosa che ama e rispetta l'ambiente: le noci lavanti. Sapindus Saponaria, Saponaria delle Antille, Sapindus Mukorossi, questi i nomi che si trovano in giro.
Questa non è pubblicità sia chiaro, io uso le noci della saponaria da anni, e sono sempre rimasta contenta, ci lavo la lana, la seta e tutto quello che di più delicato posso avere negli armadi.
Si ottengo due cose, sicuramente, usando le noci,  non si inquina l'ambiente, e questo non è poco, si evitano tante allergie al nostro corpo, specialmente se si hanno bambini piccoli, i saponi sono deleteri per la loro pelle rischiano di scatenare allergie che si possono portare dietro per anni, delle brutte dermatiti, allora perché non provare quello che madre natura ci ha donato, le noci della saponaria.
Ieri ho trovato in un forum una che diceva: sono una truffa, non fanno schiuma e non lavano. Io posso garantire che lavano, certo non potete pensare di mettere dentro roba piena di patacche, parlo di cose da lavare me senza grandi macchie di olio, o di grasso. La lana, tutta, la seta, lasciano un odore di pulito e durano tanto, tanto. Mettete le noci nel sacchettino di cotone che viene fornito con la confezione, 4-5 chiudete e avviate la macchina, da 30 a 90°, scegliete la temperatura che volete, non vedrete mai la schiuma, ma non è la schiuma che lava. Poi si smaltiscono con l'umido, non ci sono problemi di voluminose scatole, niente.
Volevo far conoscere a chi, già non le usa, le noci lavanti. Si comprano nei migliori supermercati biologici o nei negozi dell'Altromercato, equo solidale.

domenica 31 luglio 2011

Pavlova

Il dolce nasce nel 1935 a Perth, in Australia, in onore della ballerina Anna Pavlova. Ancora oggi l'Australia e la Nuova Zelanda si contendono il dolce. La base è sempre uguale meringa con sopra panna, crema pasticcera, frutta fresca a volontà. E' un dolce delicatissimo, bello da vedere, molto scenico e molto buono. Consiglio di fare delle piccole pavlovine, monoporzioni per evitare che tagliandola si rompa. La ricetta originale la trovate qui.















Ingredienti:


90 grammi di albumi
90 grammi di zucchero semolato
90 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaio di aceto bianco o succo di limone (consiglio il limone)
1 cucchiaio di amido di mais (maizena)
250 ml di panna fresca da montare

Mettete gli albumi in un contenitore e con le fruste (la planetaria non conviene perché sono pochi) sbattete aggiungendo lo zucchero semolato in più riprese, poi lo zucchero a velo, alla fine con una spatola dall'altro verso il basso il cucchiaio di limone e la maizena. Nel frattempo accendete il forno alla temperatura più bassa che il vostro forno consente, intorno a 100°C, mettete l'impasto nel sac a poche, con bocchetta liscia e fate un cerchio con diametro 20 cm riempitelo di meringa e alzate il bordi fino a 4 cm, in modo che il centro sia avvallato, come un nido. Mettete in forno e lasciare per qualche ora, circa 2, poi una volta spento il lasciate la meringa dentro tutta la notte, fatela il giorno prima perché le meringhe devono asciugarsi e per nessun motivo colorarsi, devono rimanere bianche. Il giorno dopo montate la panna, mettetela nel sac a poche e riempite questa specie di nido, come meglio credete, e poi la frutta che preferite, date libero sfogo alla vostra fantasia e ai vostri gusti, Vi garantisco che l'applauso è scontato, per la bellezza, e per la bontà

sabato 30 luglio 2011

Cicale di mare in bellavista e frittura mista...e premio

Oggi i post sono due in uno, tutta roba di mare e mi pareva giusto fare un solo post, sono cose veloci e piccole, ma tanto buone.

Il primo piatto: Cicala di mare, o conocchia, o pannocchia, dipende dalla zona dove è pescata, ognuno la chiama in modo diverso, ma il sapore è uguale in tutti i posti, eccellente. Nome scientifico Squilla Mantis, è un crostaceo di medie dimensioni, raggiunge i 20/25 cm di lunghezza. Colore bianco-grigiastro, carni di particolare pregio, buonissima da marzo a novembre. 

Io ho un mio modo di cucinarle e vi consiglio di provarle perché non c'è aragosta che tenga, le carni sono molto più buone. Comprate le cicale, non vive, per fortuna adesso è proibito per evitare sofferenze alle povere bestiole, come per le aragoste e tutti gli altri animali, devono essere morte, ma morte da pochissimo, mettetele per pochi minuti in acqua bollente salata, fatele scolare e appena fredde, tagliate con delle forbici il carapace, la parte di sopra, e mettetele in fila in un vassoio, quando avete finito, sale, pepe, limone e olio evo, copritele con pellicola e mettetele alcune ore in frigo. Potete servirle come antipasto o come secondo.

Fritto misto

Calamari, lattarini, alici, non c'era molto, ma questo poco era stupendo. Il fritto lo sappiamo fare tutte, ma un consiglio, se già non lo fate, i calamari tagliati,ad anelli e le alici, passateli nella farina di mais, la bramata, invece che nella farina normale, sentirete come risulterà croccante, si vede dal colore che è più giallo, è buonissimo, e mi raccomando friggete sempre con olio evo o olio di arachide, perché raggiunge il punto di fumo quasi come l'olio evo, mentre gli altri ad alte temperature sono cancerogeni, vanno bene se consumati crudi.


Un grandissimo grazie a Giulia per il bellissimo premio, adesso io lo giro ad altre blog, prendo dei nomi a casa, perché quelle che conosco io sono tutte brave e tutte meritevoli, ma poi per il solo fatto di aprire un blog una merita un premio, perché, diciamo la verità, è anche faticoso, non sempre ci sono idee, non sempre c'è la voglia di postare, di andare a salutare blog amici, ma va fatto perché è giusto farlo, perché noi cuciniamo sì per il nostro piacere, ma fosse solo per quello basterebbe un bel brogliaccio per scrivere la ricetta,(come dissi tempo fa ad una) se pubblichiamo le nostre ricette, siamo un po' vanitose e siamo contente in cuor nostro che vengano a commentarle e che vadano in giro, io la penso così e credo di non essere la sola.

Assunta: La cuoca dentro

Sara: Carta da musica

Sogno93: Sogno93

Ombretta: Dolce meringa

Stefy: Dolci ma non troppo

 

giovedì 28 luglio 2011

Spaghetti alla Chitarra fatti con la "Chitarra"

Piccola spiegazione sulle uova: non comprate mai le uova di galline in gabbia, oltreché alimentare, comprandole, una pratica che fa soffrire enormemente le povere bestie, il fatto di stare in gabbia si ripercuote sul loro prodotto : le uova, non sono come le altre, hanno il sapore dei mangimi e non fanno neppure bene, anzi fanno male alla nostra salute. costano meno. Sì costano meno, ma vi siete chieste mai perché?
Quante uova commestibili ci sono?
Ci sono le uova di quaglia, le uova di gallina, le uova di papera, le uova di oca e le uova di struzzo 1 uovo=15 uova di gallina. La prossima volta che compro le uova di papera e oca vi metto la fotografia, SI comprano dai contadini e basta, ma ricordatevi sempre, l'uovo per fare bene deve essere deposto da una gallina sana, ben alimentata e che non abbia mangiato mangimi dove dentro c'è di tutto, la prossima volta che comprate le uova ricordatevelo, costato un po' di più, ma ci guadagnate in sapore, sentirete la differenza, oppure compratele da un contadino che le tiene all'aperto.

Gli spaghetti alla chitarra appartengono alla tradizione abruzzese e vengono fatti a mano, ancora oggi, con un manufatto che sembra una chitarra perché ha le corde e da quelle corde passa la pasta che viene tagliata e diventa spaghetti. La chitarra la comperò mia madre tanti anni fa, all'incirca 40 durante uno dei suoi spostamenti per l'Italia al seguito di babbo, ed è stata usata spesso, poi qualche mese fa durante una mia incursione a Grosseto me la sono portata via. Mi piace molto usarla, è facile veloce e la pasta viene benissimo.
Ieri avevo 3 bellissime uova di papera,  grandi e gialle, si vede dalla pasta, con le uova di papera l'impasto viene più elastico e poi con la semola rimacinata...è la Signora pasta fatta in casa.
Per la pasta potete andare qui, è la ricetta di come si fanno le pappardelle o qualunque altro tipo di pasta con tutti i tipi di uova, io questa volta ho usato, appunto quelle di papera.
qui gli spaghetti nella bellissima padella di Accademia Mugnano con l'innovativo rivestimento nano ceramico, non si attacca nulla e non si graffia, poi sono molto belle da portare a tavola

guardate il colore e la ruvidità della pasta...
Quando avete predisposto tutto, tagliate dal panetto dei pezzi di pasta e con il mattarello stendeteli, ma non troppo, gli spaghetti alla chitarra devono essere alti, quadrati, poi li mettete sulle corde (come si vede dalla foto) e ci passate sopra il mattarello, la pasta a quel punto cade nel vano di sotto, voi la prendete e la mettete infarinata in un tagliere o sulla spinatoia, e continuate fino ad esaurimento pasta.






particolare della chitarra

Ho saltato poi gli spaghetti, dopo averli cotti in abbondante acqua, per pochi minuti, in un sughetto fatto di olio, aglio, peperoncino, pomodori freschi tagliati a pezzetti, e dopo tantissimo basilico...sono una delizia.

Ricevo da Cristiano del blog Il Cucinotto questo bellissimo premio ed io lo restituisco molto volentieri ad altri 10 blogger
Riporto fedelmente quello che ho copiato da Cristiano.
"Lo scopo di questo Award è quello di segnalare a vostra volta 10 blogs che considerate meritevoli di andare "AspassoconBlue", quindi, come suole fare Blue infilate il tacco 12 o la ballerina, la sneakers o il sandalino, mollate i guinzagli e indossate le parure di pelo di tigre e navigate verso queste isole felici."

Stefania: Nuvole di farina
Aria: Aria in cucina
Sacapoche: Sac a Poche
Antonella: La casetta di cioccolato
Rosalba:Buonumore in cucina
Mila: Senza sale in zucca

Domani ne faccio altre 5