lunedì 11 ottobre 2010

Mousse au chocolat


Sulla mousse di cioccolato ogni commento credo sia superfluo. Io la faccio molto spesso perché è il dolce preferito dal marito e dai figli, faccio sempre la ricetta "vera" cioccolato, uova e burro, ma stasera ho voluto esagerare e siccome domani è il compleanno di Francesco (19), l'ho preparata prima e ho fatto la mousse ricca. Questa ricetta viene da un vecchio numero di Cioccolata &C. del 1992 che io conservo ancora.

Ingredienti per 4 persone

200 grammi di cioccolato da copertura fondente (io uso il Novi)
un quarto di panna da montare
40 grammi di zucchero
4 uova (mi raccomando bio perché rimangono crude)
un pizzico di sale per gli albumi

Spezzettate il cioccolato in una bastardella e mettetela a bagnomaria senza che l'acqua arrivi al fondo della pentola, lasciatelo sciogliere a fuoco dolce mescolando con un cucchiaio di legno, unite poi lo zucchero e un terzo della panna. Sempre mescolando continuate a tenerla sul fuoco per sciogliere lo zucchero e farla diventare una crema. Toglietela dal fuoco, lasciatela intiepidire e poi aggiungete, uno alla volta, i 4 tuorli. Montate poi la panna rimasta e aggiungetela piano al cioccolato, poi montate gli albumi a neve densissima e aggiungete anche loro alla crema di cioccolato con molta delicatezza. A questo punto la mousse è pronta, decidete voi dove metterla, se in una coppa grande o, come ho fatto io, in coppe monoporzione e decidete anche come decorare la mousse, io ho messo del cioccolato tagliato a listarelle.



lunedì 4 ottobre 2010

Risotto ai funghi porcini




È il momento dei funghi, anzi è il momento dei porcini!!!Io amo i funghi in generale, ma il porcino, e concedetemi un pizzico di campanilismo, il porcino dell'Amiata, è unico. Unico il sapore, unica la forma, il colore, è acquoso, morbido, marrone, carico di aromi della terra, dei boschi di castagni di cui quella montagna è ricchissima, odora di buono, odora di una terra ricca di tradizioni, ricca di cultura, una terra bellissima con dei Paesi incantevoli da visitare: il primo che mi viene in mente è Santa Fiora, nel Medioevo contea Aldobrandesca e quindi ghibellina, è citata da Dante Alighieri nel VI canto del Purgatorio della Divina Commedia, (Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura d'i tuoi gentili, e cura lor magagne; e vedrai Santafior com'è oscura!). E come potrebbero essere, se non eccellenti, i porcini nati e cresciuti in una terra tanto famosa e tanto amata anche dal Sommo Poeta?

Ingredienti per 2 persone

300 grammi di riso carnaroli
funghi porcini, al vostro buon cuore, più ce ne sono meglio è
brodo vegetale fatto prima con varie verdure
1 spicchio di aglio
sale,
pepe

tagliate i funghi a pezzettoni, metteteli in un tegame dai bordi un po' alti con dell'olio evo e uno spicchio di aglio, che poi toglierete, fateli cuocere a fiamma un po' viva. Dopo alcuni minuti calate il riso precedentemente tostato (io lo faccio tostare in una padella prima di metterlo nei funghi) poi cominciate a mettere il brodo vegetale, un cucchiaio per volta, quando il riso si asciuga bagnatelo ancora e così via fino a cottura ultimata. Ricordatevi di lasciare un po' di brodo caldo da mettere prima di portare in tavola, il riso deve essere, come si dice "all'onda" cioè molto morbido, non asciutto. Alcuni funghi metteteli sopra, magari i pezzi più grandi, io alcune fette le ho messe sulla griglia e le ho fatte cuocere da sole aggiungendole sopra al riso solo alla fine, poi il solito mezzo giro di olio. Una delizia.

sabato 2 ottobre 2010

Cloe non c'è più


Cloe, la mia adorata Cloe, se ne è andata stamani, sabato 2 ottobre, per un tumore al pancreas...era uno dei cani della sorella di mio marito, ma era la nostra cucciola, tutte le estati in Sardegna, Cloe diventava "nostra" soprattutto di mio marito che lei adorava, ovviamente ricambiata...insieme facevano lunghe passeggiate e Cloe era tenerissima, non gli si staccava un momento dal fianco, con lui aveva imparato a stare senza guinzaglio e lo seguiva guardandolo con occhi teneri e carichi di amore...Cloe era il cane dolce e tenero che ognuno vorrebbe, da coccolare, accarezzare, aveva una pazienza illimitata, che perdeva solo, ogni tanto, con la barboncina Luna. Cloe odiava i surf, ma viveva in una casa sul mare con un bellissimo prato e tanti surf che le passavano davanti agli occhi nei giorni di grande vento e lei abbaiava fino allo sfinimento, fino a che l'ultimo surf stazionava nella baia, odiava anche i temporali e quando tuonava  soffriva, lei non sopportava tutti i rumori forti e i movimenti bruschi, era una cagnolona tranquilla. Il dolore che stiamo provando è grande, Cloe faceva parte della nostra vita, della nostra famiglia e non c'è più. Non ha sofferto è stata una cosa immediata...non è una consolazione saperlo, ma è importante per lei. Cloe ha vissuto solo 10 anni ma ha vissutto bene, amata tantissimo, curata scrupolosamente e coccolata. I nostri animali non hanno una vita molto lunga, cerchiamo di fargliela vivere bene. Ciao Cloe un grande abbraccio

Pesche sciroppate


Fare le pesche sciroppate significa racchiudere il sole dentro un barattolo, perché la pesca sembra veramente il sole e siccome adesso stanno per finire, conserviamocele per l'inverno così quando ci verrà voglia di mangiarle, dobbiamo solo aprire un barattolo e ce le abbiamo lì belle dolci con il sapore dell'estate, le possiamo utilizzare per fare dolci, crostate, mettere nel gelato e vivacizzare delle macedonie invernali fatte con frutta poco saporita. Anche questa è una ricetta molto facile, ma di sicura riuscita che ho trovato qui

Ingredienti

1 chilo di pesche dure o qualità percoche
300 grammi di zucchero

Sbucciate le pesche e tagliale a quarti, e se sono ancora grandi tagliate anche i quarti, poi  mettetele in una bacinella e aggiungete lo zucchero, giratele molto piano per non romperle, copritele con pellicola e lasciatele lì per tutta la notte o, se le fate di mattina, fino alla sera (io le ho messe infrigorifero perché fa ancora caldo)


Trascorse le 12 o più ore, le pesche avranno prodotto del liquido, ora mettetele dentro ai vasi, ovviamente lavati e sterilizzati, e copritele con il succo prodotto dallo zucchero. Mettete i barattoli, avvolti con dei canovacci, dentro a una grande pentola, copriteli di acqua e accendete il fuoco. Portate ad ebollizione e da quando cominciate a vedere le prime bollicine calcolate 8/10 minuti, non di più altrimenti diventano troppo morbide invece devono rimanere croccanti come appena colte non come quelle comprate che sono molli. 
Fatele così e vedrete che bontà.