domenica 13 marzo 2011
Buon compleanno Italia!
Questo è un post un po' particolare, non vuole essere una ricetta, ma vuole ricordare una data molto importante: l'anniversario dell'Unità d'Italia. Infatti sono 150 anni che l'Italia è diventata una nazione unita e gli italiani un solo popolo. Ora fare dell'ironia, su chi inneggia al secessionismo sarebbe molto facile, io non lo farò perché ho una profonda disistima per quelle persone, che ahimé ci governano anche, ma che non riusciranno in quello che è il loro pensiero, perché gli italiani ci tengono ad essere un popolo unito, perché uniti si è più forti sia economicamente che politicamente, e solo uniti si possono aiutare sia le persone che le regioni più deboli. Perciò è importantissimo festeggiare il 150 compleanno dell'Italia.
Sono solo delle fettuccine colorate, verdi e rosse e in mezzo un pezzo di parmigiano, una grande produzione italiana. Ripeto non ho voluto dare risalto ad una ricetta, ma ai colori, bellissimi che rappresentano la bandiera italiana.
Con questa ricetta partecipo, appunto al contest di Antonella che trovate qui sull'unità d'Italia.
venerdì 11 marzo 2011
Risotto al mirtillo rosso
Un delicatissimo risotto al mirtillo rosso disidratato da servire in una deliziosa ciotolina per una cena in piedi. La comoda ed elegante ciotolina è di Atmosfera Italiana che sta presentando i suoi prodotti attraverso un gioco: partecipa e vota la foto più bella, trovate qui le istruzioni per giocare.
Un delicatissimo risotto al mirtillo rosso, stavo appunto dicendo, sì è molto semplice. Fate tostare in una padella un buonissimo riso carnaroli, io uso quello delle Cascine Orsine, un riso biologico, con una cottura di 25 minuti, allora fatelo tostare, cioè mettetelo in una padella da solo e fatelo scaldare mentre girate di continuo la padella per non farlo bruciare, quando è tostato, (è pronto quando si sente il calore prendendo un chicco tra le dita) si comincia a versare brodo bollente (meglio se di carne, altrimenti vegetale) e si continua ad aggiungere brodo, quando serve fino a cottura ultimata. Qualche minuto prima spegnere il fuoco, mantecare con burro e parmigiano per alcuni minuti e prima di portare in tavola una manciata di mirtilli disidratati.
Ho preso un coppapasta a forma di cuore, l'ho appoggiato sul ciotolino nero e l'ho riempito di riso, ho tolto il coppapasta e l'ho decorato, con mirtilli e parmigiano e succo di mirtilli, ho fatto tante ciotoline quanti erano i commensali. E' piacevole avere in tavola questi oggetti, soprattutto quando si ha tanta gente.
Un delicatissimo risotto al mirtillo rosso, stavo appunto dicendo, sì è molto semplice. Fate tostare in una padella un buonissimo riso carnaroli, io uso quello delle Cascine Orsine, un riso biologico, con una cottura di 25 minuti, allora fatelo tostare, cioè mettetelo in una padella da solo e fatelo scaldare mentre girate di continuo la padella per non farlo bruciare, quando è tostato, (è pronto quando si sente il calore prendendo un chicco tra le dita) si comincia a versare brodo bollente (meglio se di carne, altrimenti vegetale) e si continua ad aggiungere brodo, quando serve fino a cottura ultimata. Qualche minuto prima spegnere il fuoco, mantecare con burro e parmigiano per alcuni minuti e prima di portare in tavola una manciata di mirtilli disidratati.
Ho preso un coppapasta a forma di cuore, l'ho appoggiato sul ciotolino nero e l'ho riempito di riso, ho tolto il coppapasta e l'ho decorato, con mirtilli e parmigiano e succo di mirtilli, ho fatto tante ciotoline quanti erano i commensali. E' piacevole avere in tavola questi oggetti, soprattutto quando si ha tanta gente.
domenica 6 marzo 2011
Quanti modi di fare e rifare...Frisgiori longhi (frittelle lunghe)
Eccoci al secondo appuntamento con la nostro progetto "Quanti modi di...fare e rifare". Per questa seconda uscita vi proponiamo, come vi avevamo già annunciato, le frittelle lunghe di carnevale, dette anche, in Sardegna, Frittura araba. Questa frittura è tipica di alcune zone del sassarese, mentre in altri comuni, sempre la stessa ricetta, si chiama in diversi altri modi, zippulas nel cagliaritano.
Noi abbiamo preso questa ricetta qui e se devo dire la verità, per avvisare chi deciderà di rifarla, la prima volta è venuta un'altra cosa, non è facile fare la spirale, i sardi hanno un imbuto, così perlomeno spiegano nelle ricette, con un manico lungo che riempiono con questo impasto e poi quando l'olio è pronto vanno sopra e lo lasciano cadere nell'olio bollente. Ripeto, non è facile, io la seconda volta ho usato il sac a poche senza bocchetta, quelli usa e getta, l'ho riempito e quando era pieno l'ho tagliato in punta, è stato abbastanza facile, poi il resto è venuto da solo.
Ingredienti:
500 grammi di semola rimacinata
500 grammi di farina 00
1 litro di latte tiepido
1 cubetto di lievito di birra da 25 grammi
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di due arance non trattate
mezzo bicchierino di acquavite
mezzo bicchierino di liquore d'anice
olio di semi di arachide per friggere
zucchero semolato per ripassare le frittelle una volta fritte
1) Io ho messo tutto nella macchina del pane, programma impasto, ho sciolto il lievito nel latte tiepido e l'ho unito alla farina, la scorza dell'arancia, i liquori e ho fatto impastare a lungo, fino ad avere un composto molto liscio.
2) Ho messo in una ciotola, coperto con pellicola e copertina di pile e lasciato lievitare fino al raddoppio.3) Ho messo abbondante olio in una padella dai bordi alti, riempito un sac a poche chiuso da un lato e quanto l'olio era pronto, ho tagliato la punta del sac e ho cominciato a versare l'impasto girando a spirale. Non è facile, ma si può fare, fatele dorare bene e poi mettetele ad asciugare nella carta per il fritto (cartapaglia) e riempitele di zucchero semolato, mangiatele dopo poco perché il giorno dopo non sono molto buone, è la classica pasta dei bomboloni, buoni appena fritti, ma dopo un po' di ore diventano gommosi.
La ricetta che vi proponiamo per l'uscita del 6 aprile è la classica, e meravigliosa Pastiera napoletana, un dolce ormai conosciuto da tutti e amato da tutti quelli che lo conoscono, e questa è un'occasione per quelli che invece ancora non lo conoscono, fatelo insieme a noi, la ricetta che vi proponiamo è tratta dal sito ufficiale che trovate qui ed è garantita la sua riuscita.
Volevo dire anche un'altra cosa. Se qualcuna di voi volesse fare una proposta su una ricetta da fare insieme, sarebbe la benvenuta, alcune di voi hanno fatto il pane tedesco alla birra e se qualcuno li volesse visionare, sono nel post del pane tedesco, sono venuti benissimo.
Noi abbiamo preso questa ricetta qui e se devo dire la verità, per avvisare chi deciderà di rifarla, la prima volta è venuta un'altra cosa, non è facile fare la spirale, i sardi hanno un imbuto, così perlomeno spiegano nelle ricette, con un manico lungo che riempiono con questo impasto e poi quando l'olio è pronto vanno sopra e lo lasciano cadere nell'olio bollente. Ripeto, non è facile, io la seconda volta ho usato il sac a poche senza bocchetta, quelli usa e getta, l'ho riempito e quando era pieno l'ho tagliato in punta, è stato abbastanza facile, poi il resto è venuto da solo.
Ingredienti:
500 grammi di semola rimacinata
500 grammi di farina 00
1 litro di latte tiepido
1 cubetto di lievito di birra da 25 grammi
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di due arance non trattate
mezzo bicchierino di acquavite
mezzo bicchierino di liquore d'anice
olio di semi di arachide per friggere
zucchero semolato per ripassare le frittelle una volta fritte
1) Io ho messo tutto nella macchina del pane, programma impasto, ho sciolto il lievito nel latte tiepido e l'ho unito alla farina, la scorza dell'arancia, i liquori e ho fatto impastare a lungo, fino ad avere un composto molto liscio.
2) Ho messo in una ciotola, coperto con pellicola e copertina di pile e lasciato lievitare fino al raddoppio.3) Ho messo abbondante olio in una padella dai bordi alti, riempito un sac a poche chiuso da un lato e quanto l'olio era pronto, ho tagliato la punta del sac e ho cominciato a versare l'impasto girando a spirale. Non è facile, ma si può fare, fatele dorare bene e poi mettetele ad asciugare nella carta per il fritto (cartapaglia) e riempitele di zucchero semolato, mangiatele dopo poco perché il giorno dopo non sono molto buone, è la classica pasta dei bomboloni, buoni appena fritti, ma dopo un po' di ore diventano gommosi.
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| Questi i Frisgiori di Anna |
| ...e questi di Ornella |
La ricetta che vi proponiamo per l'uscita del 6 aprile è la classica, e meravigliosa Pastiera napoletana, un dolce ormai conosciuto da tutti e amato da tutti quelli che lo conoscono, e questa è un'occasione per quelli che invece ancora non lo conoscono, fatelo insieme a noi, la ricetta che vi proponiamo è tratta dal sito ufficiale che trovate qui ed è garantita la sua riuscita.
Volevo dire anche un'altra cosa. Se qualcuna di voi volesse fare una proposta su una ricetta da fare insieme, sarebbe la benvenuta, alcune di voi hanno fatto il pane tedesco alla birra e se qualcuno li volesse visionare, sono nel post del pane tedesco, sono venuti benissimo.
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Ricette fra blogger
mercoledì 2 marzo 2011
Il Girasole...un pane per l'8 marzo
Questo pane meraviglioso, giallo come il sole, lo dedico a tutte le donne per la festa dell'8 marzo. La giornata internazionale della donna, comunemente definita festa della donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Quest'anno la Giornata della Donna compie 100 anni, infatti proprio nel marzo 1911, fu decretata, da Clara Zetkin dell'Internazionale socialista, Giornata Internazionale della Donna. Forse non ci fu nessun rogo, ci sono pareri discordi su questa vicenda, anzi pare proprio che dopoguerra cominciarono a girare fantasiose versioni secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York. facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York. (Cenni storici da Wikipedia).
Io non sono mai stata d'accordo sui festeggiamenti, non sono mai andata a cena con le amiche, perché non la considero una festa. Le donne sono ancora maltrattate, picchiate, oltraggiate e stuprate, e sono troppe quelle che vengono uccise dai propri mariti e compagni, per cui non mi pare che ci sia nulla da festeggiare, secondo me l'8 marzo dovrebbe essere una giornata di riflessione.
Volevo fare una cosa gialla da donare a tutte le donne, ma la solita torta mimosa non mi andava, la fanno tutti. Ho cominciato a girare nel web e ho trovato nel blog di Manu, questo bellissimo pane, buono, fatto con licoli, cotto in teglia "Last minut" della Guardini e di grande effetto. Io l'ho preso da qui
Ingredienti:
200 grammi di licoli qui e qui molto attivo
125 grammi di acqua
100 grammi farina di grano duro (io semola rimacinata)
310 grammi farina bianca 0
7 grammi di sale
50 grammi olio evo
Ho sciolto licoli nell'acqua, l'ho fatto riposare 15 minuti, poi ho aggiunto le farine, l'olio e il sale, ho mescolato e messo tutto nell'impastatrice, ho fatto lavorare bene l'impasto e poi fatto lievitare per un'ora. Una volta pronto, mettetelo sopra alla carta forno, stendetelo a forma di cerchio con un diametro, pressappoco di 25-26 cm e un'altezza di 1,5 cm, mettete al centro del cerchio un bicchiere o un barattolo capovolto e lasciatelo li, spennellate la parte della corona scoperta e spolverizzatela con farina. Poi dividete questo cerchio in 16 spicchi, non è difficile, lasciando sempre coperta la parte centrale, adesso prendete con le dita uno spicchio per volta, tiratelo leggermente verso di voi e giratelo di taglio (fate un mezzo giro) praticamente il triangolo lo dovete vedere di taglio, fatelo con tutti gli spicchi. Girateli tutti nello stesso verso.
Io non sono mai stata d'accordo sui festeggiamenti, non sono mai andata a cena con le amiche, perché non la considero una festa. Le donne sono ancora maltrattate, picchiate, oltraggiate e stuprate, e sono troppe quelle che vengono uccise dai propri mariti e compagni, per cui non mi pare che ci sia nulla da festeggiare, secondo me l'8 marzo dovrebbe essere una giornata di riflessione.
Volevo fare una cosa gialla da donare a tutte le donne, ma la solita torta mimosa non mi andava, la fanno tutti. Ho cominciato a girare nel web e ho trovato nel blog di Manu, questo bellissimo pane, buono, fatto con licoli, cotto in teglia "Last minut" della Guardini e di grande effetto. Io l'ho preso da qui
Ingredienti:
200 grammi di licoli qui e qui molto attivo
125 grammi di acqua
100 grammi farina di grano duro (io semola rimacinata)
310 grammi farina bianca 0
7 grammi di sale
50 grammi olio evo
Ho sciolto licoli nell'acqua, l'ho fatto riposare 15 minuti, poi ho aggiunto le farine, l'olio e il sale, ho mescolato e messo tutto nell'impastatrice, ho fatto lavorare bene l'impasto e poi fatto lievitare per un'ora. Una volta pronto, mettetelo sopra alla carta forno, stendetelo a forma di cerchio con un diametro, pressappoco di 25-26 cm e un'altezza di 1,5 cm, mettete al centro del cerchio un bicchiere o un barattolo capovolto e lasciatelo li, spennellate la parte della corona scoperta e spolverizzatela con farina. Poi dividete questo cerchio in 16 spicchi, non è difficile, lasciando sempre coperta la parte centrale, adesso prendete con le dita uno spicchio per volta, tiratelo leggermente verso di voi e giratelo di taglio (fate un mezzo giro) praticamente il triangolo lo dovete vedere di taglio, fatelo con tutti gli spicchi. Girateli tutti nello stesso verso.
A questo punto fate le vostre decorazioni come preferite, io ho ricoperto il centro con dei semi di zucca e poi ho spolverato tutti gli spicchi (a questo punto sono dei petali) con la curcuma, che non dà sapore ma solo colore. Fate lievitare (io l'ho coperto a campana) per alcune ore, quando è pronto lo vedete perché i petali si uniranno tra di loro. L'ho trasferito nel forno preriscaldato a 180°C per 35-40 minuti.
A cottura avvenuta è diventato davvero un bellissimo girasole, portatelo a tavola così e ognuno staccherà il proprio petalo. Se i petali si tagliano più stretti, si possono anche aprire da una parte, farcire con del prosciutto e richiudere (mi è venuto in mentre adesso mentre scrivevo) così si può servire anche come antipasto. Bellissimo.
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