lunedì 8 agosto 2011

Nuova collaborazione: la Pasta Verrigni: Fusilli di Farro con Caponata

Mi piace questa pasta. Prima di assaggiarla, mi aveva colpito, l'incarto, decisamente bello, semplice, senza tanti orpelli, il nome e la scritta "bio", è la cosa che più mi interessa, poi il farro, il kamut, integrali, sono i grani che io uso anche per fare il pane.
E poi questa scatola bellissima, con tutto l'interno colorato, con i formati di pasta di ogni colore...sembra che abbiano dato un foglio a un paio di bambini, una scatola di matite colorate e..."forza ragazzi date libero sfogo alla vostra fantasia..." ed è venuta fuori una bellissima scatola tutta colorata, davvero bella.
Poi la pasta di Farro biologico, una pasta che tiene bene la cottura ed un sapore che si sposa benissimo con verdure, i sapori che io amo in assoluto, poi il kamut, altro grano antico, altra pasta biologica, sono i miei sapori, sapori pieni, decisi, intensi, e se mangio una pasta fatta con grano duro, questo deve essere Senatore Cappelli. Ho una particolare cura nella scelta delle farine come nella scelta della pasta, e con la Pasta Verrigni ho trovato lo stesso sapore che ha la pasta fatta in casa con grani speciali. Tutte le spiegazioni e i formati della Pasta Verrigni, li trovate qui

Ingredienti:

3 etti di fusilli di Farro biologici
ho condito i fusilli con una caponata di melanzane che potete trovare qui
portate a cottura i fusilli in acqua bollente e poi ripassateli in una padella con la caponata di melanzane, sono una delizia, nonostante i sapori forti della caponata, il farro viene fuori prepotentemente e il suo sapore si sposa benissimo con tutte le verdure.

domenica 7 agosto 2011

RoastBeef


Che io non amo la carne l'ho scritto e riscritto, ma ogni tanto mi capita di mangiarla  perché mio marito, al contrario di me, la ama abbastanza, e il rostabeef è una di quelle ricette, così come gli ossobuchi alla milanese, che faccio ogni tanto. Si mangia soprattutto freddo con le salse, adatte. Qui l'ho accompagnato ad alcune salse della Lazzaris, la famosa azienda che produce marmellate biologiche, mostarde, salse, gelatine, famose le sue gelatine alla birra, infatti con questo roastbeef ho portato in tavola la sala di cipolle e la gelatina di birra: eccezionali.




Ingredienti:

2/3 chili per un buon roastbeef, tenete presente che dura diversi giorni e poi
si può congelare, già affettato, o farci le polpettine, non si butta niente!
sale, pepe, olio evo di buonissima qualità
un tegame di coccio.

Per il taglio di carne, fidatevi del vostro macellaio, io del mio mi fido, tenete presente che roastbeef vuol dire arrosto d manzo, di conseguenza ci vuole un buon taglio di carne, che non sia né dura, né tigliosa, un po' venata di grasso perché è più buona, poi sale e pepe intorno, olio nel tegame e forno a 250°.
15 minuti a 250° poi abbassate, a questo punto ci vorrebbe il termometro da roastbeef, quello che gli inglesi infilano dentro alla carne quando la mettono a cuocere, io l'adoro, ma non ce l'ho, quello serve a capire i gradi che raggiunge la carne al suo interno, perché altrimenti si cuoce troppo e non avremo più il nostro roastbeef ma un arrosto normalissimo e troppo cotto.
La carne si deve rosolare subito così da racchiudere i suoi liquidi, fare una leggera crosticina e rimanere rosato all'intero. Poi ci sono i vari gradi di cottura, chi lo preferisce di più o di meno al sangue. Dopo i primi 15 minuti a 250°, abbassate la temperatura e continuate la cottura complessivamente deve durate 30 minuti.
Spegnete il forno e lasciatelo raffreddare con lo sportello aperto ancora 10 minuti. Accompagnatelo con un purè di patate o con delle salse e gelatine come ho fatto io.

giovedì 4 agosto 2011

Aspic di pomodori, mozzarella e basilico


Fotograficamente è piuttosto bruttino, ma è veramente buono.
Prendete un chilo di pomodori duri ma maturi, metteteli per un minuto nell'acqua bollente e spellateli. Togliete i semi e fateli e filetti.
Prendete un contenitore della forma che preferite, io ho preso un contenitore di vetro rettangolare, rivestitelo con pellicola e  fate in fondo un primo strato di filetti di pomodori. Fate uno strato bello consistente.
Prendete una mozzarella e tagliatela a striscioline, accomodate le striscioline sopra ai pomodori e poi, sopra,  delle foglie di basilico, (come da immagine), mettete anche un po' di sale sia nei pomodori che sopra alla mozzarella.
Nel frattempo fate sciogliere della gelatina in fogli o quella della Ideal a quadretti, seguite le istruzioni che sono sulla scatola, e una volta tiepida o quasi fredda versatela sopra a tutti gli strati di pomodori, ovviamente dovete finire con i pomodori a pezzetti o a filetti come preferite e tanto, tanto basilico. Mettete in frigorifero fino a che non si solidifica, poi lo tirate fuori, togliete la pellicola e servitelo su un letto di pesto alla genovese.


Ingredienti:

1 chilo di pomodori
1 fiordilatte
basilico, tanto
un dato di gelatina



Noci Lavanti - Sapindus Mukorossi

 
Oggi niente ricetta. Oggi vi voglio parlare di una cosa a me molto cara, una cosa che ama e rispetta l'ambiente: le noci lavanti. Sapindus Saponaria, Saponaria delle Antille, Sapindus Mukorossi, questi i nomi che si trovano in giro.
Questa non è pubblicità sia chiaro, io uso le noci della saponaria da anni, e sono sempre rimasta contenta, ci lavo la lana, la seta e tutto quello che di più delicato posso avere negli armadi.
Si ottengo due cose, sicuramente, usando le noci,  non si inquina l'ambiente, e questo non è poco, si evitano tante allergie al nostro corpo, specialmente se si hanno bambini piccoli, i saponi sono deleteri per la loro pelle rischiano di scatenare allergie che si possono portare dietro per anni, delle brutte dermatiti, allora perché non provare quello che madre natura ci ha donato, le noci della saponaria.
Ieri ho trovato in un forum una che diceva: sono una truffa, non fanno schiuma e non lavano. Io posso garantire che lavano, certo non potete pensare di mettere dentro roba piena di patacche, parlo di cose da lavare me senza grandi macchie di olio, o di grasso. La lana, tutta, la seta, lasciano un odore di pulito e durano tanto, tanto. Mettete le noci nel sacchettino di cotone che viene fornito con la confezione, 4-5 chiudete e avviate la macchina, da 30 a 90°, scegliete la temperatura che volete, non vedrete mai la schiuma, ma non è la schiuma che lava. Poi si smaltiscono con l'umido, non ci sono problemi di voluminose scatole, niente.
Volevo far conoscere a chi, già non le usa, le noci lavanti. Si comprano nei migliori supermercati biologici o nei negozi dell'Altromercato, equo solidale.